Di Maio è d’accordo con me sulla modifica del Codice degli appalti? Ne prendo atto. Mi aspetto ora dal nuovo governo modifiche coerenti e rapide, magari come quelle che ho suggerito io due anni fa”. Sono le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel suo consueto appuntamento settimanale su Lira Tv. “Sono due anni che sono critico sul nuovo Codice degli appalti” – spiega – “che contiene degli elementi totalmente irrazionali che stanno paralizzando, insieme con altri elementi, le attività edilizie in Italia”. E aggiunge: “Però la domanda che mi fa stare un po’ triste è questa: quando si è discusso al Parlamento il Codice degli appalti, voi 5 Stelle dove eravate? Onestà, onestà, le palle, le pippe, i salti in piazza. Quando si approvarono queste leggi, chi doveva fare la battaglia di opposizione? Sembra incredibile, ma la battaglia di opposizione al governo Renzi l’ho fatta io. E i miei amici saltavano in piazza. Adesso si stanno accorgendo che il Codice degli appalti sta paralizzando l’Italia. Meglio tardi che mai”. De Luca si pronuncia sul nuovo governo, salvando due aspetti positivi: il rispetto della volontà popolare e la salvaguardia del ruolo del capo dello Stato. “Su tutto il resto lasciamo perdere” – commenta – “sono stati tre mesi di chiacchiere, di trattative e di episodi sconcertanti. Ora bisogna aspettare e vederli all’opera. Dal punto di vista della coerenza politica, siamo a zero. In questi mesi, dalla sera alla mattina è stato detto ‘si esce dall’euro‘, ‘si fa il referendum sull’euro’, ‘stiamo bene nell’euro però si combatte’. Sulle grandi infrastrutture io non ho capito niente: l’Alta Velocità si fa o non si fa? L’Ilva si chiude o non si chiude?”. E menziona Beppe Grillo: “Non so se sia tenuto lui a dare la linea, ma lui ha dichiarato, dopo anni di polemiche sull’inquinamento: ‘L’Ilva rimane aperta. Salvaguardiamo i 10mila lavoratori, ma dobbiamo avviare programmi di riqualificazione dell’impianto, renderlo compatibile con l’ambiente, evitare emissioni’. Un’affermazione semplicemente banale che negli ultimi 10 anni avevano detto tutte le persone ragionevoli. Tutti, tranne Grillo. Però ormai l’Italia funziona così: oggi puoi dire l’esatto contrario di quello che hai detto ieri. Non succede niente. Non si scandalizza più nessuno”. E sottolinea: “Resta preoccupante il tema del Sud, non c’è una parola, non ho capito bene quello che intendono fare. Anche sul tema delle vaccinazioni non si è capito niente. Per il Sud c’era il tema del reddito di cittadinanza diventato bandiera del M5S. Abbiamo saputo che non è più una questione da affrontare oggi. Il problema oggi è diventato riorganizzare i centri per l’impiego. E il reddito di cittadinanza dal 2020 dovrebbe diventare un incentivo per fare la formazione, cioè esattamente quello che c’è già adesso”. Il politico del Pd chiosa: “Si apre la stagione del passaggio dalle parole ai fatti. Dobbiamo avere verso il governo una posizione di grande serenità, non di rancore o astio, ma essere corretti fino in fondo. Il governo si è insediato, si metta al lavoro. Se ci saranno cose anche migliori dei governi precedenti, riconosceremo che hanno fatto bene. Se faranno stupidaggini, lo diremo”.