#Noncepiutempo, “Non c’è più tempo”. Con questo motto e relativo hashtag i medici e gli infermieri dell’Istituto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I di Roma hanno chiamato i giornalisti giovedì 7 giugno ad una conferenza stampa nello storico reparto di via dei Sabelli a San Lorenzo per chiedere il rispetto di promesse fatte già tre anni fa dal Presidente della Regione Nicola Zingaretti. Da allora gli operatori attendono l’apertura di un reparto per le emergenze psichiatriche in età adolescenziale: 8 posti letto da aggiungere agli 8 presenti per la degenza e agli 8 per la neurologia. L’Istituto da anni è sotto pressione a causa dell’aumento delle patologie tra gli adolescenti e dell’aumento della fascia d’età in cui spesso arrivano in contatto con i servizi . “Qualche anno fa arrivavano ragazzi dai 12, 13 anni fino ai 18 – ci racconta un’infermiera del ‘Sabelli’ – oggi iniziano ad arrivare già a 10, 11”.

“C’è un aumento delle patologie neuropsichiatriche in età adolescenziale – spiega la dottoressa Arianna Terrinoni, neuropsichiatra dell’età evolutiva al Policlinico Umberto I – i dati ci dicono che il 17% degli adolescenti ha episodi di autolesionismo, così come aumentano i tentativi di suicidio. Noi siamo il riferimento non solo per il Lazio ma per tutto il centro sud e la situazione è diventata ormai insostenibile. La nostra missione è fallita perché dovremmo occuparci di curare i pazienti con diagnosi approfondite e cure che richiedono un certo tempo e invece ci troviamo a occuparci dei casi più acuti. Questo ci porta ad un peggioramento evidente del servizio per noi e per i pazienti”.

Nel 2009 una delibera regionale aveva già sancito la necessità di attivare nuovi posti letto per le emergenze psichiatriche in età evolutiva. Nel 2014 venne presentato il progetto all’Istituto di via dei Sabelli da Zingaretti in persona che annunciava l’imminente inizio dei lavori. Nel 2015 con delibera regionale 475 furono stanziati – e tutt’ora ci sono – 631.804 euro per il nuovo reparto delle emergenze. Ma da allora non si è visto ancora nulla.

“Capiamo la difficoltà nel trovare le aziende – dice ancora la dottoressa – ma insomma sono passati tre anni. Ci avevamo promesso che sarebbero iniziati a maggio, ora ci dicono che inizieranno in autunno. Ma prima ci avevano detto che sarebbero iniziati a febbraio e ancora prima nell’autunno 2017). Alle preoccupazioni degli operatori ha risposto la direzione generale dell’Umberto I “La presa di posizione di alcuni operatori della Neuropsichiatria Infantile che oggi hanno denunciato lo ‘stop’ dei lavori del nuovo reparto appare, pertanto, strumentale e non corrispondente a verità – affermano dalla Direzione Generale -. Dopo tre anni di fermo, infatti, la gara che ha necessitato di tempi di valutazione lunghi visto la partecipazione di ben 236 imprese, ha concluso tutte le procedure previste dalla normativa con l’insediamento della nuova commissione di gara nominata dal Direttore Generale in data 12 febbraio 2018. Attualmente sono in corso le verifiche antimafia per le quali sono previsti 35 giorni; successivamente si procederà alla stipula del contratto con l’impresa aggiudicataria e a seguire l’apertura del cantiere, della durata di 120 giorni, che termineranno entro il 2018″.

Rispondono i lavoratori di Neuropsichiatria Infantile “Prendiamo atto delle dichiarazioni della direzione generale – afferma Graziella Bastelli, coordinatrice dell’Area Sanitaria di Neuropsichiatria infantile – siamo contenti ma la nostra preoccupazione rimane: da un centinaio di consulenze l’anno di cinque anni fa, siamo passati a una media di 350; abbiamo un reparto di sei posti letto (più due aggiunti per le emergenze… ma sono tutte emergenze da un anno). Noi non ce l’abbiamo con chi è arrivato ora o con chi c’era prima, ce l’abbiamo con chi non considera la sanità pubblica un’emergenza. Perché la nostra offerta è sempre più squalificata e ridotta e noi come lavoratori non ci stiamo”.