Piscina all’ultimo piano con vista Duomo, area fitness, libreria, ristorante e tanto di terrazza per studiare guardando dall’alto Firenze. È lo “Student Hotel” d’Italia, inaugurato nei giorni scorsi nel capoluogo toscano. Nulla che abbia a che fare con le residenze universitarie della maggioranza dei ragazzi italiani o con le stanze in condivisione pagate 500 euro al mese. Nell’ex palazzo del Sonno, in viale Spartaco Lavagnini, davanti alla Fortezza da Basso, i giovani universitari trovano un luogo esclusivo. Per vedere chi sceglierà questa elegante “casa” bisognerà aspettare visto che le prenotazioni dello “studentato” per ora – dicono alla reception – non sono ancora arrivate.

Ciò che è certo sono i prezzi: la singola con moderno bagno privato, Tv a schermo piatto, aria condizionata, letto Queen size, accesso ad una dispensa condivisa per piano (attrezzata con microonde e frigorifero) cucina comune e wi-fi super veloce incluso, costa 1.019 euro al mese, che può salire a 1.202 euro per una stanza più grande. Cifre che – si affrettano a precisare dallo staff dello Student Hotel – comprendono una serie di servizi: bike sharing, sala giochi, un bar-ristorante, una biblioteca e un’area dedicata allo studio e al lavoro oltre a piscine e palestra.

L’idea di puntare su uno “studentato” di lusso è di Charlie Mac Gregor che ha investito 50 milioni di euro per restaurare il palazzo. Il modello imprenditoriale del gruppo “The Student Hotel” basato sulla convivenza e sulla collaborazione propone una soluzione ibrida unica per una comunità internazionale in rapida crescita. L’azienda oggi ha 4.400 stanze in 11 località tra cui Firenze, Rotterdam, Amsterdam, Groningen, Eindhoven, Maastricht e Parigi oltre a due sedi del campus a Barcellona riservate agli studenti. Ora punta anche su Bologna e su altre due strutture a Firenze. La filosofia è sempre la stessa: il 45% della struttura è aperto ai turisti o ai professionisti (5%) il resto ai giovani universitari.

Uno “studentato” che non è piaciuto a molti ragazzi che proprio in questi giorni stanno denunciando il disagio che soffrono nelle residenze a loro destinate in Italia. Nei prossimi giorni a Genova l’Unione degli universitari presenterà un dossier per denunciare lo stato di alcune strutture: “Nella residenza universitaria San Nicola non è presente una cucina collettiva o angolo cottura. Non è presente nemmeno – denunciano i giovani dell’Udu – un servizio di lavanderia adeguato al fine di garantire le necessarie condizioni di permanenza all’interno delle residenze universitarie infatti questo è costituito da solo due lavatrici e un’asciugatrice. Al San Nicola ci sono alcuni problemi strutturali che non consentono l’apertura di diverse camere a causa delle problematiche che si sono registrate: perdite d’acqua, malfunzionamento tecnico del sistema di riscaldamento, muffa, crepe e desquamazione dell’intonaco presente sulle pareti delle stanze”. Altri problemi si riscontrano al “Gastaldi” dove ci sarebbero gravi malfunzionamenti per quanto riguarda il wi-fi. “Un problema, quello delle residenze universitarie – specificano all’Udu nazionale – che riguarda tutta l’italia, da Nord a Sud”.

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