La squadra di governo del M5s e l’inno di Mameli. È il momento clou della festa del cambiamento dei pentastellati. Dalla protesta alla festa, dalla rabbia all’euforia. Piazza Bocca della Verità a Roma è gremita di supporter grillini venuti da tutta Italia per celebrare la nascita della terza Repubblica. Tricolori e vessilli hanno colorato la piazza romana: l’appuntamento, voluto da Luigi Di Maio dopo l’iniziale stop del Colle all’esecutivo giallo-verde per via del caso Savona, ha subito un cambio di registro, trasformandosi da momento di protesta contro la scelta Quirinale a occasione per festeggiare l’approdo dei 5 Stelle al governo. L’impeachment e le invettive contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono ormai un ricordo del passato. Che è stato ringraziato sul palco dal vicepremier Luigi Di Maio e anche da Beppe Grillo. Poi la promessa del ministro per i Rapporti con il Parlamento Fraccaro: “In questa legislatura taglieremo i vitalizi, la nostra delibera è sul tavolo del presidente Roberto Fico“.

Di Maio: “Il nostro faro sarà la sofferenza delle persone”
Sul palco della prima piazza filo-governativa della storia grillina (dietro il quale campeggia un tabellone con la scritta #IlMioVotoConta su sfondo tricolore) il leader Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, ha chiamato Sergio Bramini, l’imprenditore fallito per i mancati versamenti da parte della Pa. L’imprenditore sarà consulente del ministero come ha annunciato il capo politico del MoVimento che per zittire alcuni fischi ha detto: “Ora lo Stato siamo noi“.


di Alberto Sofia e Manolo Lanaro
La festa del MoVimento è stata postata in diretta sulla pagina Faceboon di Luigi Di Maio. Che aveva già ricevuto l’applauso della piazza al suo arrivo: “Ci sono molto aspettative, lo sappiamo, abbiamo appena iniziato”. “I molti mi chiedono come avete fatto, abbiamo iniziato per combattere un’ingiustizia” ha detto all’inzio del suo intervento Casaleggio jr che parla di diritto di cittadinanza digitale per nascita e della piattaforma Rousseau di uno spazio per diffondere conoscenza.È stato proprio Davide Casaleggio a introdurre Luigi Di Maio, invitato sul palco dopo aver ricordato Gianroberto Casaleggio: “Mio padre diceva che è con significato, volontà e immaginazione; si sarebbe potuto creare una nuova realtà che prima non sembrava possibile. Oggi ne abbiamo la prova. Oggi una stella in cielo brilla, grazie a tutti noi, più delle altre“.

Il vicepremier: “Con Conte un cittadino nelle istituzioni”
“Questa è la festa del cambiamento. Sembrava tutto finito, tutto perduto” ha detto Di Maio che ha voluto ringraziare il capo dello Stato: “Gli riconosco la ragionevolezza di avermi ricevuto“. Un grazie anche a Roberto Fico, presidente della Camera, che stando alle cronache ha lavorato nell’ombra per ricucire lo strappo tra pentastellati e Quirinale. “Ora abbiamo il potere di cambiare le cose – ha proseguito il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico -. Da oggi nasce la terza Repubblica Nulla sarà semplice ma non saremo quelli che si autocertificheranno i risultati facendo riferimento a indici statistici, non dovremo perdere queste piazze, il contatto con le persone, perché voi ci dovete dire se abbiamo migliorato la qualità della vostra vita“. “Il nostro faro sarà la sofferenza delle persone. Oggi siamo maggioranza ma sappiamo cosa fare perché abbiamo stabilito un contratto di governo sulle cose da fare per l’Italia. Tutti ci prendevano in giro sulla storia del contratto eppure ci siamo riusciti, abbiamo imposto un metodo. Il Movimento è nato non per andare al potere ma per restituire il potere ai cittadini e con Giuseppe Conte abbiamo portato i cittadini nelle istituzioni nel vero senso della parola – ha sottolineato Di Maio che rimarca -. Abbiamo portato al governo il nostro vero leader, il programma“. Nel suo intervento Di Maio ha ricordato ancora l’intenzone di “risarcire i truffati delle banche, vittime di una grande conflitto di interessi che ha alimentato la II Repubblica”.

Fraccaro: “Pronta la delibera per eliminare vitalizi”, Grillo sul palco con la campanella
La parola poi è passata ai ministri M5s: Sergio Costa (Ambiente), Giulia Grillo (Salute), Barbara Lezzi (Sud), Alberto Bonisoli (Cultura), Elisabetta Trenta (Difesa), Alfonso Bonafede (Giustizia), Riccardo Fraccaro (Rapporti con il Parlamento) che ha ricordato come sia pronta già pronta la delibera per la rimozione dei vitalizi: “In questa legislatura taglieremo i vitalizi, la nostra delibera è sul tavolo del presidente Roberto Fico”. Poco prima è il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede aveva promesso: “Il nostro faro sarà la Costituzione, non dimenticherò mai di guardare la giustizia con gli occhi del cittadino”.


di Alberto Sofia e Manolo Lanaro

Il fondatore Beppe Grillo è arrivato arriva sul palco con una campanella: “Questo suono determina la divisione di un mondo che se ne sta andando con un mondo che arranca e sta arrivando. C’è un mondo che se ne va, che agonizza, e un mondo che sta arrivando e noi stiamo accelerando. Nessuno si aspettava una roba così, se Gianroberto fosse qua oggi, se fosse stato alla parata, sicuramente avrebbe detto “eh, andiamo avanti”. Anche Grillo ha dedicato a un pensiero al presidente della Repubblica: “Con chi cazzo farò satira oggi? Contro chi me la prenderò? Contro i miei? Forse. Questa doveva essere una manifestazione contro Mattarella, ora rovesciate i manifesti che avete preparato con ‘Abbasso Mattarella’ e così si legge ‘Viva Mattarella‘”. “Io ho usato il grido quando il nostro mondo sussurrava. Non dobbiamo perdere il diritto all’urlo ma ora siamo in un mondo in cui non dobbiamo dare nell’occhio” ha aggiunto Grillo. “Con il Jobs Act abbiamo legalizzato la povertà, e ce ne sbattiamo i coglioni del misero. Entro il 2025 metà dei lavori conosciuti spariranno, su questo dobbiamo confrontarci. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma se il lavoro non c’è?”.

I deputati sul palco: “La nostra rivoluzione guerriera”
Prima di tutti i numeri uno del M5s, sul palco sono arrivati deputati e anche sindaca di Roma. “Questo è un momento epocale, ora c’è un’Italia da costruire e noi metteremo in campo la politica della bellezza. Questo non è un punto di arrivo ma di partenza, la nostra è una rivoluzione, una rivoluzione culturale” ha detto la deputata Dalila Nesci che apre, dal palco della Bocca della Verità, la festa. E Nesci, nel suo incipit, cita le “parole guerriere” di Beppe Grillo: “La nostra è una rivoluzione democratica che rovescia le piramidi. ci saranno tensioni, conflitti, ma questa via ci porterà verso il futuro”.

Occorre “superare la legge Fornero e introdurre il reddito di cittadinanza... se hai pagato tutti i contributi non sei un parassita, sei una persona che merita di godersi la vita per dare spazio a qualcun altro”  ha continuato Carla Ruocco, dal palco della manifestazione M5S in corso a Roma. Il reddito di cittadinanza, ha sottolineato la deputata M5S, “non è assistenzialismo, ma dà la possibilità ai giovani di entrare nel mondo del lavoro”.  Sul palco ha preso poi la parola il vice presidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo: “Noi siamo un Movimento coerente, se non avessimo creduto che era possibile riformare l’Ue non ci saremmo presentati alle elezioni europee. Noi il cambiamento lo poteremo davvero, per un’Europa dei popoli, di solidarietà. Non possiamo più accettare solo pacche sulle spalle per l’immigrazione. Non possiamo più accettare messaggi che dicono che se Roma non rispetterà i vincoli dell’austerity la troika arriverà in Italia. La troika non verrà mai in Italia”. “Noi chiediamo giustizia sociale. Abbiamo sempre detto in Europa che una volta al governo il M5S avrebbe difeso sempre al governo i principi e i valori che ci hanno reso un Movimento che sta riscrivendo la storia delle democrazie moderne, post ideologico e libero dalle lobby”, ha proseguito Castaldo.

Raggi sul palco: “Hanno attaccato Roma per evitare esecutivo M5s”
Sul palco anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi: “Oggi è nato il governo del cambiamento. Questi anni sono stati lunghi e difficilissimi. Hanno fatto di tutto, hanno descritto Roma come l’inferno in terra, ci hanno descritto come criminali, solo per bieco interesse politico, solo per evitare che arrivassimo a governare questo Paese ma non si può vincere contro non si arrende mai. Sarà una maratona, dobbiamo stargli vicino. È nata la Repubblica dei cittadini” ha detto la prima cittadina riferendosi alla squadra di governo. “Roma ha iniziato a invertire la rotta, ha iniziato a risparmiare e ora iniziamo ad avere soldi da investire con appalti regolari. Da domani inizieranno ad accusare questi ragazzi dicendo che non sanno governare. Noi dobbiamo dosare le forze, perché abbiamo 5 anni e dobbiamo star loro vicino quando inizierà ad essere dura. Oggi è la festa del 2 giugno, oggi è nata la Repubblica dei cittadini. Non voglio chiedere soldi, ma competenze e poteri, vogliono andare a parlare direttamente con lo Stato senza passare per il tramite della Regione. Voglio avere gli stessi poteri che hanno i sindaci delle altre Capitali. E dal palco quasi a fine festa Grillo ha conferma: “Roma sarà citta Stato”.