Dopo le esibizioni in Senato e in Vaticano del 2016, il Coro Papageno, diretto dal Maestro Michele Napolitano, si è presentato al pubblico ancora più numeroso e con un repertorio internazionale e trasversale che comprende due nuovi brani: Siyahamba (canto tradizionale africano) e Venendo giù dai monti (canto tradizionale bolognese). Un viaggio tra sacro e profano, colto e popolare che dalla monodia medievale al Rinascimento arriva, passando per Mozart e l’Ottocento, alle sonorità dei canti tradizionali e al repertorio afroamericano.

“Assistere al concerto è sempre un’occasione unica per ascoltare dal vivo le voci del Coro Papageno – ricorda Alessandra Abbado, presidente di Mozart14 -, un momento emozionante poiché si possono toccare con mano l’impegno, la passione e la determinazione dei coristi, detenuti e volontari, che portano avanti questo progetto voluto da Claudio Abbado nel 2011. Per loro è un momento importante” continua la Abbado “durante il quale dimostrare il percorso umano ed artistico compiuto lungo il corso dell’anno, un momento in cui dimenticare e far dimenticare la propria condizione di detenuti per essere “solo” uomini e donne che fanno musica insieme”.

A rendere ancora più toccante l’esperienza è stata la presenza di un vasto pubblico, quest’anno sono state superate le cento unità nella Chiesa Nuova della Casa Circondariale, tra cui anche familiari e amici dei detenuti coristi.

“Portare avanti le attività del Coro Papageno è un impegno di cui l’Associazione Mozart14 si è fatta carico con gioia e convinzione, grazie anche alla costante collaborazione delle Istituzioni coinvolte, della Direttrice Claudia Clementi e di tutti gli agenti della polizia penitenziaria.” continua Alessandra Abbado “È un impegno che però comporta sforzi e fatiche nella continua ricerca del sostegno economico necessario”.

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