IL CODICE DEL BABBUINO di Davide Alfonsi e Denis Malagnino. Con Denis Malagnino, Tiberio Suma, Stefano Miconi Proietti. Italia 2017. Durata 78’ Voto: 3,5/5 (DT)

Hinterland romano, il corpo di una donna vittima di uno stupro viene ritrovato vicino ad un campo rom. Tiberio, il compagno della ragazza, cerca subito vendetta andando alla ricerca dei responsabili. Con lui, in auto, ad aiutarlo, c’è l’amico Denis, padre di famiglia senza lavoro che per la disperazione ha appena iniziato a spacciare droga. Denis tenta di far desistere Tiberio, poi entra in scena il Tibetano, viscido e provocatore boss del quartiere, che si aggiunge a loro. Anche se Denis ha con lui in sospeso parecchi “buffi”. Macchina da presa a mano, praticamente sempre dentro e fuori l’abitacolo di un auto, riprese dal cruscotto e profili/primi piani ravvicinatissimi in auto, luce notturna di lampioni che si sfuoca, Il codice del babbuino è un film straordinario nella sua mancanza di mezzi che si trasforma in pienezza di idee attuate con sicurezza tecnica e intelligenza scenica. Gli ex Amanda Flor lo definiscono da soli uno stile “grezzo”, ma è un’autenticità viscerale, diretta, senza mediazioni culturali alte e/o facili colpi di scena di bassa lega. Guardate solo come la regia evoca potenziali “pericoli”: la polizia che sta arrivando solo grazie ad un lontano luccichio di fanali; la vicinanza del campo rom facendo entrare in scena soltanto un credibile comprimario con accento rumeno. Il segreto starà nella semplice immersione misteriosa nel buio dell’intera storia sui due tizi borderline, come nella pregevole espressività naturalistica degli attori, ma accidenti Il codice del babbuino è un film adulto e vibrante, violento e saturo di tensione proprio come un’opera di De Palma (tanto evocato nei dialoghi) che mette davvero paura.