Scatta l’ora X per chi non è in regola coi vaccini a scuola. Nella giornata di oggi, i dirigenti scolastici di 12 regioni trasmetteranno alle rispettive Asl la documentazione fornita da genitori, tutori o affidatari per gli obblighi vaccinali, ovvero comunicheranno l’eventuale mancato deposito. Le altre lo hanno già fatto ai primi di marzo. Da qui in poi si chiude il ciclo della raccolta dei certificati e scatteranno controlli ed esclusioni dagli asili nonché le sanzioni nelle scuole dell’obbligo per i ragazzi non vaccinati. Non è chiaro quanti al rientro dal ponte del Primo maggio rischieranno l’esclusione. Solo in Veneto si contano 21mila minori  completamente scoperti dalle somministrazioni obbligatorie, 8.900 sono i bimbi nella nella fascia 0-6 anni che rischiano dunque di restare fuori dalle scuole. Per gli altri gradi di istruzione, a partire dalla scuola elementare, non è previsto invece il divieto di ingresso negli istituti scolastici né di partecipazione agli esami. Tuttavia, nel caso non vengano rispettati gli obblighi, viene attivato dalla Asl un percorso di recupero delle vaccinazioni. E a quel punto le aziende sanitarie, a meno che non si siano già attivate, multeranno i riottosi.

La scadenza originaria per tutte le Regioni era fissata per il 10 di marzo. Il 27 febbraio scorso,  però, una circolare congiunta tra i ministeri della Salute e dell’Istruzione è intervenuta su modalità e tempistica volendo semplificare la vita a  istituzioni e famiglie delle regioni che hanno raggiunto livelli di copertura elevati e hanno attivato una anagrafe vaccinale. Sono Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Bolzano, Trento, Liguria, Lazio, Valle d’Aosta, Sicilia.

Nel frattempo il panorama nazionale della copertura vaccinale ha segnato un netto miglioramento in quasi tutte le regioni italiane: nella maggior parte di esse, 11 su 21, è stato raggiunto l’obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente, quello cioè che protegge contro malattie gravissime come polio, difterite e tetano. Sono aumentate poi le vaccinazioni contro il morbillo (+4%), ma solo in una regione, il Lazio, è stata raggiunta la quota del 95% di bimbi immunizzati. Dati in sostanza confermati da quanto emerso nel corso della Settimana Europea delle Vaccinazioni (European Immunization Week), tenutasi quest’anno dal 23 al 29 aprile: la copertura vaccinale al 31 dicembre 2017 in età pre-scolare, somministrata generalmente tra i 5 e i 6 anni, ha evidenziato un +2,94% per la quarta dose di antipolio (era dell’85,7% nel 2016 contro l’88,68% del 2017) e un +3,57% per la seconda dose di anti morbillo (82,2 nel 2016 contro l’85,8% del 2017).

Un buon risultato, ha evidenziato il Ministero della Salute, a riprova dell’efficacia delle “misure straordinarie messe in atto nel corso del 2017, in particolare con l’approvazione del decreto vaccini e gli interventi di comunicazione che l’hanno accompagnato e seguito, nonché la grande resilienza dei servizi territoriali deputati all’erogazione delle vaccinazioni, che hanno avuto la capacità di riorganizzarsi in pochissimo tempo per rispondere a una domanda di vaccinazione considerevolmente aumentata per ottemperare la nuovo obbligo vaccinale”. Tutto ciò, conclude il Ministero, è riuscito “ad arrestare il trend in diminuzione delle coperture vaccinali”.
Procede spedita in questa stessa direzione anche l’Ue: il Commissario alla salute Vytenis Andriukaitis ha chiesto pochi giorni fa a tutti gli Stati di impegnarsi a realizzare piani di vaccinazione nazionali e regionali entro il 2020, con obiettivi di copertura di almeno il 95%, soprattutto per il morbillo, malattia che, a causa del calo delle vaccinazioni, ha colpito e ucciso in numerosi Paesi del Vecchio Continente.

Per l’anno scolastico e calendario annuale 2018/2019, i genitori/tutori/affidatari non potranno più avvalersi della possibilità di presentare una dichiarazione sostitutiva dell’avvenuta prenotazione. Il minore avrà accesso ai servizi solo a far data dalla presentazione della documentazione. E’ prevista un’eccezione solo relativamente al caso in cui le regioni e province autonome intendono avvalersi della procedura semplificata.