Non è più un war game, né minacce di missili “intelligenti contro l’assassino di Damasco”. I raid congiunti di Usa, Francia e Regno Unito contro obiettivi in Siria, in risposta al presunto attacco con armi chimiche nella città siriana di Douma, sono davvero piombati su Damasco e su Homs e hanno riacceso lo scontro con la Russia che è arrivato nuovamente alle Nazioni Unite. Mosca ha esortato il Consiglio di sicurezza a votare il progetto di risoluzione per condannare l’attacco. Risoluzione bocciata come prevedibile: il testo ha ottenuto solo tre voti a favore (Russia, Cina e Bolivia), otto contrari e quattro astenuti. Non è stato quindi necessario il veto di Usa, Gran Bretagna e Francia. Per Mosca il bombardamento è stato un atto di “teppismo” degli Usa. Secondo l’ambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Trump e i suoi alleati ignorano la legge internazionale e questa azione “neocoloniale” richiama il comportamento degli “hooligans”.

Dal canto suo, Washington si è detta pronta a colpire di nuovo se la Siria userà ancora armi chimiche. “Ho parlato stamane con il presidente. Ha detto che se il regime siriano userà gas ancora una volta, gli Stati Uniti sono pronti ad usare la forza”, ha esordito l’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley. Una posizione confermata in serata dal vicepresidente Pence. Non è detto che però gli alleati decideranno di seguire la Casa Bianca di nuovo. Per la Francia infatti il tempo della guerra è già finito, ora si torna alla diplomazia. Parigi vuole “lavorare seriamente” con la Russia per raggiungere “una soluzione politica”, ha fatto sapere l’Eliseo. E lo stesso presidente Emmanuel Macron ha detto che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu deve “ora riprendere, unitariamente, l’iniziativa sul piano politico, chimico e umanitario”.

Anche Londra ha tenuto a precisare che si è trattato di “un attacco limitato con chiari confini che vuole evitare l’escalation e altre vittime civili“. Per la premier Theresa May l’attacco è stato “legale e giusto”, giustificandolo sulla base dei “precedenti del regime siriano nell’uso di armi chimiche”. La prima reazione di Damasco è stata invece rivolta a sminuire i risultati dell’operazione: “I danni sono limitati”. Anche Mosca ha di fatto ridimensionato le conseguenze degli attacchi, sostenendo che i missili sono stati in gran parte intercettati e distrutti, e che non ci sono state vittime.

L’attacco congiunto, avvenuto intorno alle 3 di notte in Italia (le 4 del mattino in Siria) ha preso di mira tre obiettivi legati al programma di armi chimiche siriane: uno vicino la capitale, Damasco, e gli altri due nella regione di Homs, nel centro del Paese. Raid, che secondo i ribelli siriani, ha fatto ben poco danno all’armamentario Assad. Ad annunciare i bombardamenti è stato lo stesso presidente americano Donald Trump in diretta televisiva alle 21 ora di Washington: “Il nostro obiettivo è distruggere le capacità di lanciare armi chimiche del regime siriano”. Il Pentagono – che a quanto pare ha smorzato l’aggressività del numero uno della Casa Bianca – ha confermato il successo dell’operazione: con circa 105 missili lanciati sono stati colpiti tutti gli obiettivi, ha fatto sapere la portavoce Dana White, smentendo la notizia diffusa da Mosca secondo cui la difesa siriana avrebbe intercettato la maggior parte dei missili. Gli attacchi occidentali hanno inferto un tale colpo al programma chimico siriano per cui Damasco “impiegherà anni per riprendersi“, ha aggiunto l’alto funzionario del Pentagono, il generale Kenneth McKenzie. Diversa la versione della Russia, secondo cui sono stati colpiti aeroporti militari.

“Un attacco perfettamente eseguito. Grazie a Francia e Regno Unito per la loro saggezza e la potenza dei loro raffinati eserciti. Non avremmo potuto avere un risultato migliore. Missione compiuta!”, ha twittato Trump elogiando il valore delle forze armate americane. Mosca ha immediatamente condannato con forza l’attacco, confermando che nessun missile ha raggiunto i confini delle basi aeree e navali russe. Anche perché le comunicazioni tra Cremlino e Casa Bianca sono state initerrotte, telefonate su telefonate tra i due numeri uno.  Mosca, in risposta, ha naturalemente presentato al Consiglio di sicurezza Onu una bozza di risoluzione in cui si chiedeva di condannare “l’aggressione armata occidentale” contro la Siria. Secondo il presidente Vladimir Putin infatti i raid occidentali sono stati condotti “in violazione della Carta delle Nazioni Uniti, delle norme e dei principi del diritto internazionale” e costituiscono “un atto di aggressione contro uno Stato sovrano che si trova in prima fila nella lotta al terrorismo”. Ma la risoluzione è andata inevitabilmente versop la bocciatura. Citato dai media internazionali, l’inossidabile presidente siriano Bashar al Assad ha spiegato che l’Occidente ha agito dopo aver perso il controllo nel conflitto siriano. Per Assad gli attacchi della notte scorsa aumentano la determinazione “della Siria e del popolo siriano a continuare a combattere contro il terrorismo”.

Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver usato “tipi diversi di munizioni” come i missili da crociera Tomahawk. Secondo Fox News, sono stati utilizzati anche bombardieri a lungo raggio B-1. Il segretario americano alla Difesa, Jim Mattis, ha poi precisato che le forze americane hanno impiegato il doppio delle munizioni rispetto al quelle utilizzate dagli Stati Uniti nell’aprile 2017 contro la base militare di Al-Chaayrate, vicino Homs. Secondo il Pentagono, non vi sono vittime americane. Nell’attacco, la Francia ha utilizzato fregate multimissione di stanza nel Mediterraneo e aerei da combattimento, secondo quanto riferito dalla Parly. Il raid aereo è partito invece da diverse basi aeree in Francia. Londra ha usato quattro caccia da combattimento Tornado GR4 della Royal Air Force equipaggiati con missili Storm Shadow.

CRONACA ORA PER ORA

20.16 – Vicepresidente Usa Pence: “Certi utilizzo armi chimiche da parte di Assad”
“Siamo certi dell’utilizzo di armi chimiche da parte di Assad”. In una conferenza stampa il vicepresidente Usa, Mike Pence, ha riassunto la posizione degli Stati Uniti e confermato che i raid sono stati “un deteterrente” per Damasco. Pence ha confermato che gli Stati Uniti sono pronti a continuare i baombardamenti se necessario. “Crediamo di aver ridotto notevolmente la capacità della Siria di produrre armi chimiche e di usarle contro i civili. Chi usa armi chimiche ha un prezzo da pagare”.

19.45 – Tajani, Macron martedì all’Europarlamento
Il presidente dell’europarlamento Antonio Tajani ha reso noto che martedì riceverà il presidente francese Emmanuel Macron, che a sua volta si confronterà con i deputati europei sulla Siria. Tajani ha ricordato che lunedì ci sarà un dibattito al parlamento di Strasburgo.
Parlando al Tg3, Tajani ha rilevato che sull’operazione militare Usa-Gran Bretagna-Francia in Siria “non c’è stato un pieno coinvolgimento di tutta l’Ue, l’Alto Rappresentate Mogherini è stato informato, ma sullo scacchiere mediterraneo servirebbe una presenza più forte dell’Europa per fare ponte tra Russia e Usa ed evitare l’inasprimento” della situazione. Tajani ha ribadito la necessità di “una politica estera e di difesa comune” europea. E che adesso bisogna “concludere la fase degli scontri militari e rafforzare i percorsi della diplomazia, sia a livello Onu che in Europa”.

19.42 – Fonti Damasco: “Raid non ha fermato armi chimiche”
Il raid missilistico di Usa, Gran Bretagna e Francia ha “colpito delle parti, ma non il cuore” del programma chimico bellico della Siria di Bashar al Assad: lo afferma un ex dirigente del programma chimico di Damasco, Adulsalam Abdulrazek, secondo cui con ogni probabilità non è stata colpita la capacità siriana di condurre attacchi con gas tossici. Abdulrazek, che ha parlato all’AP dal nord della Siria in mano ai ribelli, ha detto che, prima che venisse ufficialmente smantellato nel 2013, il programma chimico bellico di Damasco contava su 50 depositi di queste armi. Secondo lui, è probabile che molti di questi depositi siano di fatto intatti.

19.41 – Netanyahu: “Pieno sostegno a Trump”
Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha espresso pieno sostegno alla decisione del presidente Donald Trump di agire in Siria insieme alla Francia e alla Gran Bretagna. “Un anno fa – ha detto Netanyahu – ho chiarito che Israele sostiene con forza la decisione di Trump di affrontare l’uso e la distribuzione di armi chimiche. Questo sostegno da parte di Israele rimane”.

19.35 – Onu boccia risoluzione Russia di condanna dell’attacco in Siria
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha bocciato una bozza di risoluzione proposta dalla Russia che “condannava l’aggressione contro la Siria da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati, in violazione delle leggi internazionali e della Carta delle Nazioni Unite”. Il testo ha ottenuto solo 3 voti a favore (Russia, Cina e Bolivia), 8 contrari e 4 astenuti. Non è stato necessario il veto di Usa, Gran Bretagna e Francia.

19.33 – Ambasciatore russo all’Onu: “Comportamento Usa da hooligans”
L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, ha lanciato un duro attacco al Consiglio di sicurezza dell’Onu contro gli Stati Uniti, definendo i raid contro obiettivi in Siria un’azione aggressiva di Washington e dei suoi alleati (Regno Unito e Francia). “Gli Usa stanno ulteriormente aggravando una situazione umanitaria già catastrofica”, ha detto Nebenzia, che ha accusato Washington di destabilizzare con la sua “escalation” tutto il Medio Oriente. Secondo il diplomatico russo, Trump e i suoi alleati ignorano la legge internazionale e questa azione “neocoloniale” richiama il comportamento degli “hooligans”. “Questo è teppismo nelle relazioni internazionali, e non teppismo minore, dato che stiamo parlando di grandi potenze nucleari”.  “Il Consiglio di sicurezza è stato completamente ignorato e la sua autorità è stata minata”, ha tuonato ancora Nebenzia, annunciando che la sua delegazione sta proponendo una “breve” bozza di risoluzione per chiedere al Consiglio di sicurezza dell’Onu di condannare gli attacchi missilistici.

19.29 – Tajani: “Crisi Siria dimostra che in Italia serve un governo”
“Quanto sta accadendo in Siria dimostra che l’Italia non è protagonista, in nessuna direzione: serve un governo legittimato dalle Camere che permetta all’Europa e alla Nato di avere il contributo italiano”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani al Tg3, commentando l’operazione militare di stanotte di Usa, Gran Bretagna e Francia in Siria.

19.21 – Telefonata Macron con Trump e May: “Coordinamento eccellente”
Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha parlato questo pomeriggio al telefono con il presidente americano Donald Trump e la premier britannica Theresa May. Macron – spiega l’Eliseo in un comunicato – si è “rallegrato per l’eccellente coordinamento delle forze francesi con quelle dei nostri alleati nell’operazione contro i centri chimici del regime siriano, che ha raggiunto i suoi obiettivi”. Il Consiglio di sicurezza, prosegue l’Eliseo, “deve ora riprendere, unito, l’iniziativa sui capitoli politico, chimico e umanitario in Siria, per assicurare la protezione delle popolazioni civili e affinché questo paese ritrovi finalmente la pace”.

18.25 – Colloquio Kirill-Papa: “Fermare spargimento di sangue”
Il patriarca di Mosca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa, ha reso noto oggi di aver discusso con Papa Francesco degli avvenimenti in Siria. Lo riferisce la Tass. Kirill ha affermato che la Chiesa ortodossa russa intende continuare il dialogo col Vaticano per “fermare lo spargimento di sangue in Siria”. “Abbiamo intrapreso questa iniziativa – ha detto Kirill ai giornalisti nella sua residenza a Peredelkino – consci che i cristiani non possono rimanere indifferenti di fronte a ciò che avviene in Siria. Il nostro è stato un chiaro dialogo di pace”.

18.16 – Nato: “Pieno sostegno da tutti gli alleati ai raid”
“Tutti gli alleati della Nato hanno espresso il loro pieno sostegno all’azione” militare congiunta di Usa, Francia e Gran Bretagna, “che aveva l’intenzione di ridurre la capacità delle armi chimiche del regime siriano e come deterrenza rispetto a nuovi attacchi chimici”. Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg al termine della riunione con gli ambasciatori.

17.55 – Usa: “Se Assad usa ancora armi chimiche agiamo” 
“Se la Siria userà ancora le armi chimiche, gli Usa sono ‘locked and loaded’, ossia hanno il colpo in canna e sono pronti a sparare”. Lo ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sulla Siria. “Quando il presidente Trump traccia una linea rossa, poi la sostiene”, ha aggiunto, ribadendo di aver “dato alla diplomazia occasioni su occasioni”.

17.49 – Usa a Onu: “Finito il tempo delle parole”
“Abbiamo dato alla diplomazia chance dopo chance. Ma il tempo delle parole è finito. Non permetteremo al regime di Assad di usare armi chimiche”: lo ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. Haley ha parlato di una “campagna di disinformazione” della Russia: “Ma le foto dei bambini morti non sono fake news”.

17.47 – Mosca a Onu: “Minata autorità del Consiglio di sicurezza”
L’ambasciatore russo all’Onu, Vassily Nebenzia, ha condannato nei termini più forti “l’aggressione” degli Usa contro la Siria che “renderà ancora peggiore la catastrofe umanitaria”, oltre a minare l’autorità del Consiglio di Sicurezza. “E’ il momento che gli Usa imparino che il codice internazionale di comportamento sull’uso della forza è regolato dalla Carta delle Nazioni Unite”, ha precisato.

17.41 – Macron nega a Putin prove su attacco chimico
Il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto la richiesta di Vladimir Putin di condividere con la Russia le prove del presunto attacco con armi chimiche a Duma, in Siria: lo sostiene il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov. “Il presidente Macron, che ha pubblicamente dichiarato di fatti inconfutabili che confermerebbero l’uso di armi chimiche a Duma, ha parlato se non sbaglio l’altro ieri al telefono col presidente Putin”, ha detto Lavrov, precisando che “nel corso del colloquio Putin ha fatto riferimento ad affermazioni pubbliche del leader francese sulla presenza di tali fatti e ha chiesto di condividerli”. Secondo Lavrov, “la risposta è stata questa: ‘Non possiamo fornire questi dati perché sono un segreto, tanto più un segreto non nostrò”.

17.01 – Guterres: “Rispettare gli obblighi della Carta Onu e del diritto internazionale”
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, commentando i raid in Siria, ha ricordato che “c’è l’obbligo, in particolare quando si tratta di questioni di pace e sicurezza, di agire coerentemente con la Carta delle Nazioni Unite e con il diritto internazionale, che sono molto chiari su questi temi”. “Il Consiglio di sicurezza ha la responsabilità primaria del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali”, ha precisato, ribadendo il suo “invito ai membri del Consiglio a unirsi e ad esercitare tale responsabilità”.

16.46 – Casini: “Dichiarazioni Di Maio molto responsabili”
“Le dichiarazioni di Di Maio sulla Siria sono molto responsabili e fanno ben sperare”. Lo dice in una nota Pier Ferdinando Casini.

16.43 – Lavrov: raid “illegali e inammissibili”
I raid in Siria di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia sono “illegali e inammissibili”: lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov.

16.34 – Calderoli: “Violazione del diritto internazionale, Onu inutile”
“Quando uno Stato sovrano viene attaccato da un altro Stato, senza autorizzazione dell’Onu, siamo di fronte ad una violazione del diritto internazionale” e “l’ONU in teoria dovrebbe intervenire invece tace: meglio allora chiudere questi costosi organismi internazionali se tanto poi si agisce solo in base alla legge del più forte o del più armato”. Così il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, secondo il quale “è inutile avere l’ONU se poi a violare le norme internazionali sono le democrazie occidentali”.

16.21 – Salvini: “Missili aiutano i terroristi islamici”
“Ora aiutare i terroristi islamici che sono in rotta e in fuga dal territorio islamico è una follia e i missili danno un aiuto ai terroristi islamici. Abbiamo pagato troppo sangue: chi porta ulteriore guerra e confusione in Siria, li aiuta”. Lo sottolinea il leader della Lega Matteo Salvini in una diretta Facebook.

16.15 – Mosca: “Scopo degli Usa è cacciare Assad”
L’obiettivo dei raid degli Usa e dei loro alleati in Siria è quello di “rianimare con la forza” la Primavera araba e cacciare Assad: lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lo riporta l’agenzia Interfax.

16.04 – Pentagono: “Presidente ha potere di decidere raid. Nostro obiettivo sconfiggere Isis”
Il presidente americano in base all’articolo 2 della costituzione ha il diritto e il potere di prendere in qualunque momento decisioni per difendere gli interessi del Paese: così la portavoce del Pentagono, Dana White, ha risposto a chi gli chiedeva se Donald Trump in futuro chiederà l’autorizzazione de Congresso prima di sferrare nuovi eventuali attacchi in Siria. “Il nostro obiettivo in Siria resta combattere e sconfiggere l’Isis. Questo il nostro ruolo”: lo ha detto durante un briefing a Pentagono il generale Kenneth McKenzie, direttore delle forze armate Usa.

15.57 – Salvini: “Trump sta sbagliando, Putin lucido e concreto”
“Sono stato contento della vittoria di Trump ma se qualcuno che stimo commette errori, ritengo mio dovere ricordare che sta sbagliando. Stimo Putin e lo ritengo uno degli uomini di governo più lucidi, lungimiranti e concreti di questo momento. Poi tutti possono commettere errori e i missili contro la Siria sono un errore clamoroso: magari rispondono agli interessi economici di qualcuno, pensiamo ai francesi come in Libia?”. Lo dice Matteo Salvini in una diretta Facebook dopo l’attacco in Siria. E’ “malato”, sostiene, “pensare a una terza guerra mondiale o nuova guerra fredda”.

15.36 – Pentagono: “Azzoppato programma armi chimiche”
L’attacco di stanotte in Siria “ha azzoppato il programma di armi chimiche” di Damasco e indebolito la possibilità di futuri attacchi chimici da parte del regime di Assad: lo affermano i vertici del Pentagono, sottolineando come i bombardamenti porteranno il programma di armi chimiche siriano indietro di anni.

15.29 – Pentagono: “Target colpiti con successo”
“Ogni obiettivo scelto è stato colpito son successo”: lo affermano i vertici delle forze armate americane durante un briefing al Pentagono per descrivere i risultati dell’intervento in Siria.

15.23 – Erdogan: “Evitare escalation, serve soluzione politica”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ritiene importante evitare un’escalation delle tensioni in Siria e che l’unica via per porre fine agli attacchi del regime con armi chimiche e convenzionali e di trovare una pace duratura sia attraverso una soluzione politica. Lo scrive l’agenzia turca Anadolu riferendo di una telefonata tra Erdogan e la premier britannica Theresa May che gli ha illustrato l’azione di stanotte in risposta all’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad.

14.56 – Trump: “Orgoglioso delle forze armate”
“Sono così orgoglioso delle nostre forze armate che, presto, dopo aver speso miliardi di dollari totalmente approvati, saranno le migliori di sempre”. Lo scrive su Twitter il presidente americano Donald Trump congratulandosi per i raid di questa notte in Siria. “Non ci sarà nulla o nessuno lontanamente vicino” alle forze armate americane, ha aggiunto.

14.43 – Trump: “Attacco perfetto. Missione compiuta”
“Un attacco perfettamente eseguito la notte scorsa. Grazie alla Francia e alla Gran Bretagna per la loro saggezza e le capacità dei loro eserciti”, ha scritto Trump su Twitter. “Non ci poteva essere risultato migliore. Missione compiuta!”, ha concluso il presidente americano che sotto il tweet pubblica il video del suo annuncio alla nazione dei raid in Siria.

14.26 – Consiglio di Sicurezza Onu convocato d’urgenza alle 17 italiane
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà alle 11 a New York (le 17 in Italia) per una riunione di emergenza, richiesta dalla Russia, sugli attacchi aerei in Siria. Lo riferiscono i media internazionali.

14.16 – Sit-in davanti all’ambasciata americana a Roma: “No guerra”
Manifestazione stamani contro la guerra in Siria davanti all’ambasciata americana Roma. Al sit-in, che si è svolto su via Bissolati angolo via Veneto, hanno partecipato alcune decine di persone. A organizzarlo il gruppo statunitense ‘Pace e giustizià. Esposti striscioni con su scritto pace, “Siria meno guerra e menzogne” e “No alle guerre con i droni”.

14.08 – Martina: “Salvini superficiale nel commentare l’attacco”
“Alcuni che hanno commentato l’intervento” in Siria “lo hanno fatto con superficialità. Penso a Salvini in primis”. Lo ha detto il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, in un passaggio del suo intervento all’assemblea lombarda del partito, a Milano, che invita a “riflettere sulla responsabilità che ha la comunità internazionale rispetto a questi fatti drammatici”. “Il dovere dell’Italia – ha poi ribadito Martina – è quello di stare con l’Europa e con la comunità internazionale”.

14.03 – Tajani: “Lavoreremo per una voce europea più forte”
“Speriamo che questa escalation si fermi, speriamo che prevalga la voglia di dialogare. Credo che questo sia un attacco isolato che non si ripeta. Che non si deve ripetere. Mi auguro che non si usino più armi chimiche. Lunedì ci sarà un dibattito al Parlamento europeo e noi lavoreremo perché la voce dell’Europa possa essere sempre più forte e ci possa essere sempre più Europa nell’area del Mediterraneo”. Lo ha detto il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani a margine della Formula E.

13.55 – Gentiloni-May: “Azione limitata, no escalation”
Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto una conversazione telefonica con la premier britannica Theresa May. Nel corso del colloquio May ha confermato a Gentiloni che l’attacco in Siria aveva l’obiettivo di ridurre la capacità delle armi chimiche e non di influire sulla crisi siriana. Entrambi hanno sottolineato – spiegano fonti di Palazzo Chigi – il carattere limitato della azione militare intrapresa, il no ad una escalation e il comune impegno contro l’utilizzo delle armi chimiche.

13.52 – Parigi diffonde documento con prove attacco chimico
Il governo francese ha diffuso un documento definito “Valutazione nazionale sull’attacco chimico del 7 aprile 2018 a Duma”, che contiene la descrizione della “serie di prove sufficienti per stabilire la responsabilità del regime siriano”. Il documento, nota il governo nella prima pagina, “è costituito da analisi tecniche di informazioni di fonti aperte e di informazioni declassificate ottenute dai servizi francesi”. Nel documento, di 8 pagine, si citano fra l’altro organizzazioni mediche non governative attive nella Ghuta orientale (Syrian American Medicl Society e Union of Medical Care and Relief Organizations). Segue la descrizione e la documentazione di testimonianze sull’afflusso di “pazienti con sintomi da esposizione ad agenti chimici” nei centri di cura della Ghuta orientale a fine pomeriggio di sabato scorso. “In totale – si legge – diverse decine di persone, almeno 40 secondo diverse fonti, sarebbero morte per esposizione a una sostanza chimica”.

13.47 – Mosca convoca l’alleanza militare tra repubbliche ex sovietiche
L’Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva (Csto), un’alleanza militare tra repubbliche ex sovietiche guidata da Mosca, sta convocando su richiesta russa una riunione di emergenza del suo Consiglio permanente “per discutere della situazione nella repubblica araba siriana”. Lo fa sapere la stessa Csto, di cui fanno parte Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan e Tagikistan.

13.34 – Bbc: “I ribelli siriani delusi dai raid”
Sono di delusione, secondo la Bbc, le prime reazioni di alcune delle maggiori milizie ribelli siriani anti-Assad ai raid occidentali. Mohammad Alloush, di Jaish al-Islam, fazione islamico-radicale ma sostenuta dagli Usa i cui miliziani sono stati gli ultimi ad abbandonare Duma dopo la sconfitta nella Ghuta, parla di “attacco insignificante”. E altri gruppi temono ora che l’offensiva governativa si possa estendere dalle sacche jihadiste vicine a Damasco alla provincia di Idlib, ultima roccaforte relativamente salda dei ribelli.

13.26 – Di Maio: “L’Ue deve essere compatta e unita”
“Restiamo al fianco dei nostri alleati, soprattutto perché in questa fase delicatissima credo che l’Ue debba avere la forza di farsi vedere compatta e unita, anche nell’invitare le Nazioni Unite a compiere ispezioni sul terreno in Siria affinché si accertino le responsabilità sull’uso di armi chimiche da parte di Assad. Su questo aspetto, in particolare, mi auguro che anche il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si mostri coeso.”. Lo afferma il leader M5s Luigi Di Maio.

13.23 – Di Maio: “Azione sia circoscritta, no escalation”
“Siamo preoccupati per quel che sta accadendo e riteniamo che in Siria occorra accelerare con urgenza il lavoro della diplomazia, incrementando i canali di assistenza umanitaria. L’uso di armi chimiche, come ho già detto, è intollerabile ma mi auguro che l’attacco di oggi resti un’azione limitata e circoscritta e non rappresenti invece l’inizio di una nuova escalation”. Così il leader M5s Luigi Di Maio.

13.18 – Jet russi pattugliano i cieli siriani
I jet militari russi “stanno pattugliando lo spazio aereo” siriano dopo i raid della notte da parte di Usa, Gran Bretagna e Francia: lo ha dichiarato il generale russo Serghiei Rudskoi, capo del dipartimento generale operativo dello Stato maggiore russo.

13.15 – Ambasciatore Usa a Mosca: “Russia avvertita dei raid”
Gli Stati Uniti hanno contattato la Russia prima dell’attacco in Siria per evitare vittime fra i militari russi e la popolazione civile. Lo ha detto a Interfax l’ambasciatore americano Jon Huntsman. I raid, ha sottolineato, non rappresentano un conflitto fra superpotenze. In precedenza il capo di Stato maggiore delle forze armate americane, Joseph Dunford, aveva dichiarato che Washington non ha avvertito in anticipo il governo russo degli attacchi.

13.11 –  M5s: “Al fianco degli alleati ma preoccupati per le divisioni interne all’Onu”
“Il M5S pur restando al fianco dei propri alleati manifesta comunque preoccupazione per le forti divisioni che continuano a registrarsi in seno al Consiglio di Sicurezza Onu”. Così i capigruppo M5s di Camera e Senato Giulia Grillo e Danilo Toninelli.

13.08 – Berlusconi: “Italia lasci la parola all’Onu”
“Penso che nella nostra situazione, attuale, sia meglio non dare giudizi”. Lo ha detto Silvio Berlusconi a Isernia rispondendo alla domanda se il bombardamento della Siria da parte degli americani sia stato o meno un errore. Il leader di Forza Italia ha poi aggiunto: “In questa situazione italiana è meglio che lasciamo intervenire l’Onu, che dirà quello che emergerà dalle prove”.

13.04 – Mosca: “Missili contro quattro basi aeree siriane”
La Russia sostiene che i raid di Usa, Gran Bretagna e Francia hanno preso di mira quattro aerodromi delle forze armate siriane, ma che tutti i missili lanciati sono stati abbattuti. Secondo il generale russo Serghiei Rudskoi, missili sarebbero stati lanciati contro le basi aeree siriane di Dyuwali, Al-Dumayr, Blei e Shayrat. Quest’ultima base fu colpita un anno fa da bombardamenti missilistici Usa in risposta ad un attacco con gas sarin a Khan Sheikhoun.

12.51 – Mogherini: “Ue era stata informata”
“L’Ue era stata informata dei bombardamenti aerei mirati di Usa, Francia e Gran Bretagna sugli impianti di armi chimiche in Siria. Queste misure specifiche sono state prese con l’unico obiettivo di impedire l’ulteriore uso di armi e sostanze chimiche da parte del regime siriano”. Lo ha detto l’Alto rappresentante Federica Mogherini a nome dell’Ue. “L’Ue sostiene tutti gli sforzi per prevenire l’uso” di tali armi, spiega Mogherini, invitando “Russia e Iran ad usare la loro influenza per evitare” che Damasco le usi di nuovo.

12.44 – Martina: “Inaccettabile uso armi chimiche”
“È inaccettabile l’utilizzo di armi chimiche. Massima attenzione a quello che accade, massimo sostegno al governo, massimo sostegno all’Unione europea e in particolare agli sforzi multilaterali per la cooperazione”. Così il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, al suo arrivo all’assemblea regionale del Pd lombardo, a Milano. “Sosteniamo gli sforzi di pace – ha aggiunto – che vanno assolutamente messi in campo tanto dall’Unione europea che dalle Nazioni Unite. C’è bisogno di un cessate il fuoco, di un percorso umanitario, di affrontare in maniera diplomatica, con lo sforzo della politica e della condivisione, una crisi drammatica che va avanti da sette anni”.

12.39 – Cina: “No all’uso della forza”
La Cina è “fermamente contraria all’uso della forza nelle relazioni internazionali”: lo afferma la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunuing, invitando le parti a rientrare nel quadro del diritto internazionale e a risolvere la questioni attraverso il dialogo. Pechino, in una nota, sollecita l’avvio di una “indagine imparziale” per fare chiarezza sul presunto attacco chimico su Douma, alla base del raid di Usa, Gran Bertagna e Francia contro la Siria.

12.33 – Rohani: “Attacchi Usa porteranno distruzione in Medio Oriente”
“Gli attacchi degli Stati Uniti in Medio Oriente non avranno altro effetto che distruzione e devastazione”. Lo ha detto il presidente iraniano, Hassan Rohani, condannando i raid di questa notte. “Con questo attacco l’Occidente vuole giustificare la sua presenza nella regione”, ha detto ancora durante un incontro con l’Ayatollah Ali Khamenei.

12.25 – Gentiloni in Senato martedì 17 aprile
La Conferenza dei Capigruppo del Senato della Repubblica è convocata per lunedì 16 aprile alle ore 18. Il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha già preso contatto con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, per una informativa urgente sulla situazione in Siria da tenersi fin dalla giornata di martedì 17 aprile.

12.19 – Assad: “Più determinati a distruggere il terrorismo”
Gli attacchi della notte scorsa aumentano la determinazione a continuare “a distruggere il terrorismo in ogni angolo della Siria”. Lo ha detto il presidente siriano Bashar al Assad, citato dai media internazionali, aggiungendo che l’Occidente ha agito dopo aver perso il controllo nel conflitto siriano.

12.13 – Salvini: “Attacco sbagliato, bene Gentiloni sulle basi”
“L’attacco alla Siria di questa notte è sbagliato. Apprezzo l’intervento di Gentiloni che non ha concesso le nostre basi”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in una diretta video con la quinta edizione Dialoghi Eula, festival della buona politica, che si conclude oggi a Villanova di Mondovì.

12.08 – Parigi: “Distrutta buona parte arsenale”
Una “buona parte dell’arsenale chimico” del regime di Damasco è stata distrutta dai raid aerei di questa notte sulla Siria. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, intervistato da BFM-TV. “L’obiettivo di questa operazione – ha dichiarato il ministro – era di distruggere gli strumenti chimici clandestini del regime di Bashar al Assad e, per quanto riguarda questo, l’obiettivo è stato raggiunto”.

12.01 – Riunione ambasciatori Nato oggi a Bruxelles
Gli ambasciatori del Consiglio nord Atlantico si riuniranno, nel pomeriggio, nel quartier generale della Nato, a Bruxelles. Obiettivo dell’incontro – si legge in una nota – è un aggiornamento di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, sugli ultimi sviluppi in Siria. Al termine della riunione è prevista una conferenza stampa del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

11.57 – Fico: “Parlamento venga informato quanto prima”
“Vista la situazione in Siria è importante che il Parlamento venga informato quanto prima. Su questo c’è la disponibilità del Governo. Comunicheremo appena possibile quando l’Esecutivo verrà a riferire in Aula”. Così il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico.

11.49 – Berlusconi: “Attacco traduce il principio di condanna delle armi chimiche”
“E’ un attacco a obiettivi precisi, contro siti legati alla produzione di armi chimiche che traduce il principio internazionale di condanna di tali armi”. Così da Campobasso, davanti alla telecamere, Silvio Berlusconi commenta l’attacco di questa notte in Siria da parte di Usa, Regno Unito e Francia.

11.40 – Russia: “Nessuna vittima nell’attacco”
L’esercito russo ha reso noto che gli attacchi degli Stati Uniti e degli alleati occidentali contro il regime di Bashar al-Assad in Siria “non hanno causato vittime” civili o militari. “Secondo le prime informazioni, non risultano vittime tra i civili e tra l’esercito siriano”, ha riferito l’alto responsabile dell’esercito russo, generale Sergei Rudskoi, in un briefing.

11.29 – Parigi: “Altri raid se ci saranno nuovi attacchi chimici”
“Gli obiettivi fissati sono stati raggiunti”: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, intervistato da BFM-TV sugli attacchi in Siria, e avverte: “Se la linea rossa (quindi gli  attacchi chimici) sarà di nuovo oltrepassata, ci saranno altri raid, ma penso che la lezione sia stata compresa”.

11.21 – Putin: “Gli Usa aggravano catastrofe umanitaria”
“Con le loro azioni, gli Usa stanno aggravando ulteriormente la catastrofe umanitaria in Siria” e “stanno provocando un’altra ondata di profughi da questo paese e dalla regione in generale”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin commentando l’attacco occidentale in Siria. Secondo il leader del Cremlino, gli Usa “stanno causando sofferenze alla popolazione civile e sono indulgenti con i terroristi che torturano la popolazione siriana da sette anni”.

11.10 – Forze aree russe in stato di combattimento
Le forze aeree difensive russe sono state messe in stato di combattimento. Lo fa sapere lo Stato Maggiore russo, citato da Interfax, dopo l’attacco occidentale di stanotte in Siria.

11.08 – May: “No contatti preventivi con Mosca”
Rispondendo a una domanda specifica, nel corso di una conferenza stampa a Downing Street, la premier Theresa May ha poi negato che vi siano stati contatti preventivi con Mosca sull’attacco di stanotte, almeno da parte del suo Paese: “Il Regno Unito non è stato coinvolto in nulla del genere. Ma è stata fatta un’approfondita e appropriata pianificazione prima di questa azione per assicurare di poterne minimizzare l’impatto sui civili”.

11.07 – Gentiloni: “Con Usa alleanza forte e particolare”
“L’Italia non ha partecipato a questo attacco militare, lo hanno condotto gli Stati Uniti e i due Paesi europei membri del Consiglio di sicurezza, la Francia e il Regno Unito. Sono Paesi alleati, con gli Usa la nostra alleanza è molto forte e particolare. Il supporto logistico che forniamo tradizionalmente ai nostri alleati e agli Stati Uniti in particolare, in questo caso” non si è tradotto “nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria”. Lo dice Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi.

10.57 – Mosca: “Non ci sono vittime”
“Stando ai dati preliminari”, in seguito ai raid in Siria “non ci sono vittime né tra i civili né tra i militari siriani”: lo ha dichiarato il capo del dipartimento generale operativo dello Stato maggiore russo, Serghiei Rudskoi, durante un incontro con la stampa.

10.47 – Gentiloni: “Ora bando ad armi chimiche e diplomazia”
“Non è il momento dell’escalation, è il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile”. Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi.

10.45 – Gentiloni: “In Italia solo supporto logistico a Usa”
“L’Italia non ha partecipato” all’attacco in Siria e “il supporto logistico che forniamo agli Stati Uniti, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria”. Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi.

10.44 – Berlusconi: “Governo di tutti? Spero di no”
Dopo l’attacco serve un governo di tutti? “Spero di no. Credo che si debba ripartire dal centrodestra che è la coalizione che ha vinto le elezioni”. Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha bocciato l’idea che l’escalation militare in Siria spinga verso un governo che veda la partecipazione di tutte le forze politiche.

10.44 – Gentiloni: “Non dev’essere inizio escalation”
“L’azione circoscritta, mirata a colpire” le armi chimiche, “non può e non deve essere l’inizio di un’escalation. Questo è quanto l’Italia ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a ribadire”. Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi.

10.42 – Berlusconi: “Salvini? Meglio tacere”
“In queste situazioni è meglio non pensare e non dire nulla”. Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha bocciato laconicamente il duro commento di Matteo Salvini contro l’attacco missilistico ad opera di Usa, Francia e Regno Unito.

10.41 – Berlusconi: “Attacco acceleri formazione governo”
“Trump ha voluto avere al suo fianco la Francia e il Regno Unito, questo vuol dire che dovremmo con sollecitudine avere un nostro governo. Questa crisi deve accelerare la sua formazione”. Lo ha detto il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.

10.41 – Gentiloni: “Azione motivata da uso armi chimiche”
L’azione di questa notte è stata una risposta “motivata all’uso di armi chimiche”. Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi.

10.36 – May: “E’ un messaggio alla Russia”
Gli attacchi di stanotte mirano a “dissuadere dal barbaro uso delle armi chimiche in Siria e oltre”. Lo afferma la premier britannica Theresa May legando indirettamente i raid al caso dell’avvelenamento a Salisbury dell’ex spia russa e di sua figlia e lanciando così un monito a Mosca. “L’uso recente di un agente nervino nelle strade del Regno Unito è parte di uno stesso cammino”, dice, e i bombardamenti sulla Siria “manderanno anche un chiaro segale a chiunque creda di poter usare armi chimiche con impunità”.

10.33 – Russia: “Abbattuti 71 missili su 103”
La difesa aerea siriana ha abbattuto 71 su 103 missili cruise lanciati dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. Lo riferisce la Difesa russa, aggiungendo che non ci sono stati feriti e che i siti militari siriani hanno subito solo danni minori.

10.29 – May: “Attacco non resterà il solo, ma soluzione politica”
“La comunità internazionale non resterà ferma tollerando l’uso di armi chimiche, il nostro intervento militare non resterà indipendente e solo. Restiamo impegnati a risolvere il conflitto in Siria convinti che la migliore soluzione resti quella politica. Lo sappiamo tutti”. Lo ha dichiarato la premier britannica Theresa May.

10.24 – May: “Attacco legale e giusto”
La premier conservatrice britannica Theresa May ha definito “legale e giusto” l’attacco di stanotte contro la Siria, giustificandolo sulla base dei “precedenti del regime siriano nell’uso di armi chimiche”.

10.22 – Merkel: “Raid sono risposta necessaria ed appropriata”
I raid aerei in Siria degli alleati sono stati una risposta “necessaria e appropriata” agli attacchi chimici. Così la cancelliera tedesca, Angela Merkel, dopo l’operazione militare congiunta di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia in Siria.

10.19 – Corbyn: “Le bombe non salvano vite e non portano pace”
“Le bombe non salvano le vite e non portano la pace”. Così oggi il leader laburista britannico Jeremy Corbyn sui raid in Siria. Raid “legalmente discutibili” che rischiano di aggravare “un conflitto già devastante”. “La Gran Bretagna – accusa Corbyn – avrebbe dovuto assumere un ruolo di leadership” per “spingere Russa e Usa a concordare un’investigazione indipendente guidata dall’Onu” sul presunto attacco chimico di Duma, non “seguire le istruzioni” di Trump. Corbyn critica poi Theresa May per non aver chiesto l’ok in Parlamento.

10.19 – Putin: “Montatura attacco chimico pretesto per raid Usa”
Gli Stati Uniti hanno usato un attacco chimico montato per condurre un raid in Siria: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. “Ancora una volta, proprio come un anno fa quando gli Usa attaccarono la base siriana di Shayrat, un attacco chimico costruito contro i civili è stato usato come pretesto, questa volta a Duma, un sobborgo di Damasco”. Putin ha quindi ribadito che gli esperti militari russi non hanno trovato tracce di cloro o altri agenti chimici nella zona del presunto attacco con armi chimiche.

10.07 – Putin: “E’ un atto di aggressione”
Il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’attacco occidentale contro la Siria “un atto di aggressione” contro un Paese che sta combattendo il terrorismo sul suo territorio. Lo riportano le agenzie russe.

10.06 – Putin: “Violazione del diritto internazionale”
L’attacco occidentale in Siria senza un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu è una violazione del diritto internazionale: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla tv filo-Cremlino Russia Today.

10.04 – Parigi: “Colpito principale centro ricerca armi chimiche”
“I mezzi navali ed aerei della Francia” hanno colpito alle tre di questa notte “il principale centro di ricerca di armi chimiche e altri due siti di produzione” del “programma chimico clandestino” del regime di Damasco: lo ha annunciato la ministra della Difesa francese, Florence Parly. “La capacità di sviluppare, mettere a punto e produrre armi chimiche è stata colpita”, ha aggiunto la ministra.

9.58 – Putin vuole riunione d’urgenza all’Onu
La Russia ha intenzione di chiedere una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere l’attacco della coalizione occidentale in Siria: lo ha detto Vladimir Putin, citato dalla Tass.

9.50 – Francia ha colpito con fregate e aerei da caccia
La Francia ha mobilitato fregate multimissione nel Mediterraneo ed aerei da caccia per colpire in Siria: lo ha annunciato questa mattina la ministra della Difesa, Florence Parly, in una dichiarazione all’Eliseo. “Sono state dispiegate nel Mediterraneo fregate multimissione, accompagnate da imbarcazione di protezione e sostegno – ha detto la Parly – al tempo stesso è partito all’inizio della notte un raid aereo da diverse basi aeree in Francia, che ha raggiunto le coste della Siria”. “Questi diversi mezzi – ha detto la ministra – hanno effettuato lanci di missili da crociera in modo perfettamente coordinato, in stretta sincronizzazione con i nostri alleati americani e britannici”.

9.49 – Putin condanna fortemente l’attacco in Siria
La Russia condanna fortemente l’attacco in Siria: lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass.

9.42 – Gentiloni parlerà alle 10.30
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni farà una dichiarazione sulla Siria alle 10.30 nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi. Lo si apprende da fonti della presidenza del Consiglio.

9.42 – Tajani: “Europarlamento si riunirà lunedì”
“L’uso di armi chimiche è inaccettabile. L’Europa deve giocare un ruolo maggiore nel garantire la pace e nell’evitare l’aggravarsi di crisi umanitarie, come quella che soffrono i siriani”. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani su Twitter, che annuncia: “Lunedì terremo un dibattito alla seduta plenaria a Strasburgo”.

9.41 – Khamenei: “Usa, Francia e Gran Bretagna hanno commesso un grave crimine”
La guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha definito Trump, Macron e May “criminali” dopo l’attacco congiunto di stanotte in Siria. “L’attacco di stamane sulla Siria è un crimine. Dichiaro fermamente che i presidenti degli Stati Uniti, di Francia e Gran Bretagna hanno commesso un grave crimine. Non otterranno alcun beneficio; proprio come non hanno fatto in Iraq, in Siria e in Afghanistan, negli ultimi anni, commettendo gli stessi atti criminali”, si legge nel tweet della guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei.

9.29 – Salvini: “Pazzesco, fermatevi”
“Stanno ancora cercando le ‘armi chimichè di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi ‘missili intelligentì, aiutando per altro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi”. Così Matteo Salvini su twitter sull’attacco in Siria.

9.03 – Tusk: “L’Ue è con gli alleati, dalla parte della giustizia”
“I raid di Usa, Francia e Gran Bretagna dimostrano che il regime siriano, insieme a Russia e Iran, non può continuare questa tragedia umana, non senza perdite. L’Ue è con i nostri alleati dalla parte della giustizia”. Così il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, dopo l’attacco militare congiunto lanciato in Siria da Usa, Francia e Gran Bretagna.

8.54 – Damasco, nessun danno a palazzi potere
Gli attacchi della coalizione occidentale non hanno causato danni nelle aree di Damasco in cui si trovano le sedi degli organi governativi e la residenza del presidente siriano Bashar al Assad. Lo riferisce l’agenzia di informazione russa, Interfax.

8.44 – Giallo su preallerta a Mosca, Usa e Francia si contraddicono
E’ giallo sul coordinamento dell’attacco militare congiunto di Usa, Francia e Gran Bretagna sulla Siria. Il capo di Stato maggiore delle forze armate americane, Joseph Dunford, sostiene che Washington non ha avvertito in anticipo il governo russo degli attacchi, né ha comunicato gli obiettivi nel mirino, al di là delle normali comunicazioni sulla ‘deconfliction’. Tuttavia queste dichiarazioni si scontrano con quanto affermato dalla ministra della Difesa francese, Florence Parly, la quale ha dichiarato che “con gli alleati, abbiamo fatto in modo che i russi fossero avvertiti in anticipo”.

8.06 – Russa non ha attivato sistemi di difesa
La Russia non ha attivato i suoi sistemi di difesa aerea dislocati in Siria. Lo fa sapere il ministero della Difesa, citato dalla Tass. I raid di Usa, Gran Bretagna e Francia sono stati contrastati unicamente dai sistemi antimissilistici siriani “S-125, S-200, Buk e Kvadrat”. “Sono sistemi prodotti oltre 30 anni fa in Unione Sovietica”, ha precisato il ministero russo.

8.05 – Damasco, centinaia in strada con bandiere Siria, Russia, Iran
Centinaia di siriani sono scesi in strada a Damasco dopo l’attacco militare congiunto di Usa, Gran Bretagna e Francia in Siria sventolando bandiere siriane, russe e iraniane in segno di vittoria e suonando i clacson delle auto in un atto di sfida. “Siamo i tuoi uomini, Bashar”, hanno urlato molti di loro. La tv di Stato ha trasmesso in diretta le immagini di una folla di civili mescolata agli uomini un uniforme.

7.48 – No segnali possibile risposta di Siria o Russia
Al momento non ci sono segnali di una possibile risposta delle forze di Damasco o di Mosca all’attacco sferrato da Stati Uniti, Francia e Regno Unito: lo affermano fonti delle forze Usa presenti in Siria per combattere l’Isis. Attualmente i soldati americani nel Paese mediorientale sono circa duemila.

7.31 – Onu, appello a moderazione e responsabilità. “Evitare escalation”
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un appello “alla moderazione e alla responsabilità” definendo la situazione venutasi a creare con l’attacco in Siria “molto pericolosa”. “Bisogna evitare azioni che possano provocare un’escalation e peggiorare le sofferenze della popolazione siriana”, ha affermato il leader del Palazzo di vetro chiedendo unità ai Paesi del Consiglio di sicurezza.

7.26 – Mosca: “Molti missili intercettati ed abbattuti”
Un numero “considerevole” dei missili lanciati stanotte da Usa, Gb e Francia è stato “intercettato e abbattuto” dai sistemi di “difesa siriani”. Lo sostiene il ministero della Difesa russo.

7.19 – Gentiloni informato
Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari. Nelle prossime è prevista una sua dichiarazione presso la Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi.

7.17 – Lanciati più di 100 missili su obiettivi
Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia hanno lanciato più di 100 missili da crociera e aria-terra su obiettivi militari e civili in Siria. Lo dice il ministero della Difesa russo. “Oltre 100 missili da crociera e missili aria-terra sono stati lanciati contro obiettivi militari e civili in Siria da navi statunitensi, britanniche e francesi”, ha affermato il ministero citato dalla Tass.

7.09 – Iran: “Ci saranno conseguenze nell’area”
“Gli Stati Uniti e i loro alleati non hanno prove sull’attacco chimico in Siria e sono responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno all’attacco deciso senza aspettare che prendessero una posizione gli ispettori dell’Opac”: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Bahram Ghasemi, citato da alcuni media americani.

7.02 – Congresso contro Trump: “Non ha chiesto l’autorizzazione”
Scoppiano le prime polemiche negli Stati Uniti per la decisione di Donald Trump di sferrare un attacco alla Siria senza ottenere prima un’autorizzazione del Congresso. Anche alcuni deputati repubblicani si sono uniti al coro dei democratici guidati dalla leader della minoranza alla Camera Nancy Pelosi nel criticare il presidente che avrebbe violato la Costituzione. Secondo quanto riportano fonti del dipartimento di Stato, il segretario di Stato facente funzioni John Sullivan ha informato dell’attacco diversi membri del Congresso dopo che i bombardamenti in Siria erano già partiti.

6.56 – Tv siriana: “Tre civili feriti ad Homs”
“Tre civili sono stati feriti nell’attacco di stanotte alla base militare di Homs”. Lo riferisce la tv di Stato siriana.

6.50 – La Nato sostiene l’attacco
La Nato sostiene l’attacco di Usa, Gran Bretagna e Francia contro i siti di armi chimiche del regime siriano. Lo afferma il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg in una nota. L’azione di stanotte “ridurrà la capacità del regime di condurre ulteriori attacchi contro il popolo siriano con armi chimiche”, aggiunge Stoltenberg, ribadendo come sia “inaccettabile” l’utilizzo dei gas.

6.15 – Nessun missile in area anti-aerea russe
Nessuno dei missili degli Usa e dei suoi alleati è entrato all’interno delle aree anti-aeree russe. Lo fa sapere il ministero della Difesa russo, citato da RT. “Nessuno dei missili da crociera lanciati dagli Usa e dai suoi alleati è entrato nella zona in cui le unità di difesa aerea russe stanno difendendo le strutture di Tartus e Hmeimim”, ha precisato il ministero della Difesa russo. Mosca dispone di una base navale a Tartus e di una base aerea a Hmeimim.

6.09 – Fonti Usa: “La nostra risposta non è finita”
“Non è finita. Quella che avete visto stanotte non è la fine della risposta degli Stati Uniti”: lo affermano fonti dell’amministrazione Trump, spiegando come il piano messo a punto dal Pentagono “prevede molta flessibilità che permette di procedere a ulteriori bombardamenti sulla base di quello che è stato colpito stanotte”. La più grande preoccupazione, si spiega inoltre, è l’accresciuta capacità della Russia rispetto allo scorso anno in termini di difese antimissili e antiaerea.

5.38 – Mosca: “Siria colpita quando c’è chance di pace”
“Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno realizzato l’attacco contro la Siria nel momento in cui il Paese aveva la possibilità di un futuro pacifico”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova su Fb. “Quelli dietro il raid rivendicano la leadership morale in questo mondo e sbandierano la loro esclusività e unicità”, afferma. “E in effetti ci vuole un tipo molto particolare di unicità per attaccare la capitale siriana in un momento in cui il Paese si trova finalmente davanti a una possibilità di pace”. Lo scrive la Tass.

5.37 – Damasco: “30 missili, 10 abbattuti”
Fonti del regime di Assad affermano che contro la Siria “sono stati lanciati circa 30 missili, un terzo dei quali sono stati abbattuti”. Lo scrive la Reuters in un tweet.

5.01 – Pentagono: “Massimo danno e rischi minimi per civili”
Il generale Joseph Dunford, in conferenza stampa con il capom del Pentagono James Mattis, ha affermato che l’attacco in Siria ha inflitto il massimo danno senza rischi non necessari per i civili.

4.35 – Pentagono: “E’ un chiaro messaggio per Assad”
“Questo è un chiaro messaggio per Assad”: così il capo del Pentagono James Mattis ha commentato l’attacco sferrato dagli Usa in Siria. “Lo scorso anno il regime di Assad non ha compreso bene”, ha detto Mattis riferendosi alla precedente attacco militare Usa in Siria: “Questa volta abbiamo colpito in maniera più dura insieme ai nostri alleati e ai suoi generali assassini. Se dovessero perpetrare un altro attacco con armi chimiche dovranno rispondere ancora di più alle loro responsabilità”.

4.28 – Tre obiettivi attacco, tra cui un centro di ricerca
Tre gli obiettivi specifici ai quali ha mirato l’attacco sferrato dagli Usa alle 21 ora di Washington, tutti associati con il potenziale di armi chimiche siriano, riferisce la Cnn citando fonti della Difesa Usa. In particolare un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio per armi chimiche a ovest di Homs e un importante posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo.

4.27 – Pentagono: “Attacco proporzionato ma pesante”
Il capo del Pentagono James Mattis ha affermato che l’attacco sferrato contro il potenziale siriano di armi chimiche è stato proporzionato ma pesante, sottolineando tuttavia che ha mirato specificatamente al potenziale di armi chimiche siriano.

4.22 – Fonti Damasco: “Danni limitati”
Se la prima ondata di bombardamenti in Siria è finita i danni sono per ora limitati: lo afferma una fonte del governo di Damasco citata da alcuni media americani.

4.22 – Pentagono: “Questa ondata di attacchi è conclusa”
“Questa ondata di attacchi aerei è conclusa”. Lo ha detto il generale Joseph Dunford, in conferenza stampa insieme con il capo del Pentagono James Mattis.

4.18 – Missili colpiscono struttura militare di Homs
Alcuni missili hanno colpito una struttura militare a ovest della città di Homs che si pensa sia un sito in cui vengono prodotti e conservato agenti chimici: lo riportano alcuni siti americani citando il ministero della difesa britannico.

4.14 – Distrutti tre centri di ricerca scientifica
Tre centri di ricerca scientifica sono stati totalmente distrutti nel corso dell’attacco in Siria. Lo riportano alcuni media Usa citando il Syrian Observatory.

4.11 – Macron: “La linea rossa è stata oltrepassata”
“La linea rossa fissata dalla Francia nel maggio 2017 è stata oltrepassata. Ho dato quindi ordine alle forze armate di intervenire questa notte nel quadro di un’operazione internazionale condotta in coalizione con gli Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna, diretta contro l’arsenale chimico clandestino del regime siriano”: lo ha annunciato il presidente francese, Emmanuel Macron, con un comunicato dell’Eliseo.

3.51 – May: “A Douma puro orrore, 75 morti, anche bambini”
“Ho ordinato alle forze britanniche di condurre attacchi coordinati e mirati per ridurre il potenziale dell’armamento chimico del regime siriano e dissuaderne l’uso”. Così la premier Theresa May in una nota diffusa in nottata da Downing Street nella quale si precisa che l’azione militare è realizzata con “gli alleati americani e francesi”. Nella nota, la premier britannica fa riferimento, per giustificare i raid, al presunto attacco chimico su Douma, in Siria, indicando un bilancio di “75 morti, inclusi bambini, in circostanze di puro orrore”. 

3.16 – Trump: “Obiettivi associati a potenziale armi chimiche”
“Ho ordinato all’esercito degli Stati Uniti di lanciare attacchi di precisione contro obiettivi associati al potenziale di armi chimiche del dittatore siriano Bashar al Assad”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando alla nazione dalla Casa Bianca e precisando che gli attacchi sono in corso in coordinamento con Francia e Regno Uniti.

3.09 – Trump: “Ho ordinato attacco in Siria”