L’amministratore delegato di Cambridge Analytica, Alexander Tayler, è stato rimosso dal suo incarico. La società di consulenza, accusata di aver ottenuto illegalmente i dati personali di 87 milioni di utenti Facebook, ha annunciato in una nota che Tayler tornerà a dirigere la divisione dati “per focalizzarsi sulle varie inchieste e indagini”. Nelle stesse ore il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg si è sottoposto alle domande dei deputati americani durante la sua audizione in commissione alla Camera. Una replica di quanto già fatto ieri con i senatori. “Cambridge Analytica ha violato anche i miei dati“, ha dichiarato il fondatore del social network.

Le audizioni di Zuckerberg sono andate come da programma. Dopo una seduta fiume di 5 ore con i senatori della commissione congiunta Giustizia e Commercio, il giovane Ceo di Facebook ha dovuto affrontare anche i parlamentari della commissione Energia e Commercio della Camera. “Tra i dati violati da Cambridge Analytica c’erano anche i suoi?”, ha chiesto la democratica della California Anna Eshoo. Secca la sua risposta: ““. Le domande dei deputati hanno sostanzialmente replicato quelle dei colleghi senatori. Zuckerberg ha ribadito di voler andare fino in fondo dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e di fare in modo che nessun altro possa appropriarsi dei dati degli utenti. Dichiarazioni che, dall’altra parte dell’oceano, non hanno convinto la commissaria Ue alla Giustizia Vera Jourova. “Quando ho sentito le risposte di Zuckerberg al Senato americano, mi sono solo venute molte altre domande da fargli”, ha dichiarato, ribadendo l’invito al Ceo di Facebook a presentarsi al Parlamento Ue per rispondere anche ai dubbi dei cittadini europei.

Da parte sua, Cambridge Analytica oltre a rimuovere il Ceo Alexander Tayler (nominato ad interim dopo la sospensione, sull’onda dello scandalo, del fondatore Alexander Nix), ha pubblicato un documento in dieci punti in cui si difende dalle accuse di aver utilizzato in modo illegale i dati di 87 milioni di utenti per influenzare le elezioni presidenziali americane e il referendum sulla Brexit. “Non abbiamo hackerato Facebook, né infranto le leggi, non abbiamo influenzato il referendum sulla Brexit, raccogliamo dati solo con il consenso informato” si legge. “Stiamo conducendo un’indagine indipendente per dimostrare che non possediamo alcun dato e ne condivideremo i risultati”. E a proposito della gola profonda Christopher Wylie, che aveva svelato il modo con cui Cambridge Analytica è riuscita a ottenere i dati da Facebook, la società dichiara: “In realtà era un contractor per l’azienda Scl Elections e il suo lavoro per Cambridge Analytica è iniziato nell’agosto 2013 e si è concluso a luglio 2014. Non ha una conoscenza recente dei nostri affari o delle sue pratiche”.