Mentre il capo politico del M5s Luigi Di Maio apre spiragli sulla possibilità di un governo di coalizione, il Movimento rilancia la sua proposta per “aiutare le coppie e le famiglie che hanno figli“. Un piano, anticipato durante la campagna elettorale, che ha diversi punti di contatto con quello delineato nel programma del Pd, dai benefici per le madri che tornano al lavoro agli aiuti per chi impiega una baby sitter ma anche con alcune proposte del centrodestra, come il “patto per la natalità” sottoscritto da Forza Italia e il “reddito di infanzia” immaginato da Fratelli d’Italia. L’investimento previsto, stando al post pubblicato sul Blog delle stelle, ammonta a ben 17 miliardi di euro. Cifra che si somma agli altri 17 miliardi necessari secondo i pentastellati per attuare il reddito di cittadinanza. Le coperture? “Da una parte inglobando il reddito di inclusione (2,5 miliardi annui), sostituito dal nostro reddito di cittadinanza”, si legge nel post, “e dall’altra con un mix di spending review ed eventuale deficit“. Insomma, esattamente le stesse voci su cui il Movimento conta per coprire la spesa della misura contro povertà ed esclusione sociale, che peraltro secondo i calcoli de lavoce.info di miliardi ne costa 29.

“Uno dei temi che interessano più da vicino la qualità della vita di tutti noi è la necessità di aiutare le coppie e le famiglie che hanno figli”, è la premessa. “Per loro il programma del MoVimento 5 Stelle prevede un investimento di 17 miliardi di euro. L’Italia è agli ultimi posti in Europa per la nascita di bambini. Le nascite continuano a calare dal 2008 e nel 2016 il trend si è confermato con decisione (12mila bimbi in meno rispetto all’anno precedente)”. Per “invertire questa tendenza”, dopo le polemiche sul Fertility day promosso da Beatrice Lorenzin e la beffa del piano per il sostegno alle famiglie annunciato dall’ex ministro Enrico Costa ma mai presentato, il Movimento propone “una serie di sostegni ed aiuti riportare il nostro Paese al primo posto in Europa per nascite. Applicando un modello che sta già funzionando in Francia sono previsti rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter“.

“Si tratta di riorganizzare i sostegni per il babysitting e per l’acquisto dei prodotti dell’infanzia – spiega il M5s – Bisogna pure coinvolgere gli enti locali, rafforzando le loro dotazioni (per asili, assistenza) con maggiori trasferimenti pubblici. Ma anche le imprese, sostenendone le politiche family friendly. Per fare tutto ciò pensiamo di aumentare gradualmente la spesa per il welfare familiare in rapporto al Pil portandola dall’attuale 1,5% al 2,5%, eguagliando il livello francese. Insomma in questo modo pensiamo di tutelare gli italiani che vogliono formare una famiglia. Ma bisogna anche tutelare la terza età. Per queste due categorie prevediamo l’introduzione dell’Iva agevolata al 4% per l’acquisto di prodotti neonatali e per l’infanzia e di prodotti, dispositivi e protesi, per la terza età”. Inoltre è prevista “l’introduzione di misure che guardano a tutelare le donne lavoratrici (150 euro al mese per 3 anni dalla fine della maternità per le donne che rientrano al lavoro e sgravi contributivi per 3 anni per le imprese che mantengono al lavoro le lavoratrici dopo la nascita del figlio), l’innalzamento dell’importo detraibile per l’assunzione di colf e badanti, l’innalzamento dell’indennità di congedo parentale dal 30% della retribuzione all’80% e l’innalzamento dell’indennità di maternità dall’80 al 100%. E’ un progetto ambizioso ma indispensabile per il quale abbiamo previsto un costo nella legislatura di 17 miliardi“.