Se dici ‘Givenchy‘ nella testa di molti appare un’immagine nitida e chiara: Audrey Hepburn con il suo indimenticabile abito nero in Colazione da TiffanyHubert James Taffin de Givenchy è morto all’età di 91 anni nel castello rinascimentale dove viveva insieme al compagno, alle porte di Parigi.

A lui si deve non solo questa immagine di Audrey Hepburn, bellissima, fissata nell’immaginario collettivo. A lui, stilista francese tra i più amati al mondo, si deve molto di più: il suo stile ha saputo segnare la moda come pochi altri.

Una grazia innata, una spinta innovativa sempre forte (i suoi cappelli aderenti, “le uova di Givenchy”, fecero molto scalpore nei primi anni ’50), Hubert individuò in un altro grande stilista, Cristobal Balenciaga, il suo mentore: “Da lui ho imparato che non bisogna mai barare, nella vita come nel lavoro. Che è inutile un bottone a 5 buchi quando ne bastano quattro, o un fiore in più”. Senso della misura, nessuna voglia di “baracconate” volte ad attirare l’attenzione: la moda come grazia delle forme, ricercatezza dei tessuti, amore per il corpo femminile e maschile. Questo è stato Givenchy.

Audrey la incontrò quando era già un amatissimo couturier e l’incontro, come tutti quelli che significano davvero qualcosa nella vita, avvenne per caso: lui voleva incontrare Katherine Hepburn, mica Audrey, che in quel momento era una semisconosciuta. ‘Sabrina’ non era ancora uscito e della mora attrice dagli occhi di cerbiatto non si sapeva granché. Fu amore, subito, tanto che il sodalizio proseguì anche per il film successivo, quel famoso Colazione da Tiffany che cento milioni di volte abbiamo visto.

Personalmente dipendo da Givenchy come le donne americane dipendono dal loro psichiatra“, dicono abbia detto Audrey di Hubert. Maria Callas, Greta Garbo, Grace Kelly, Jeanne Moreau, Jacqueline Kennedy Onassis, sono solo alcune icone vestite da Givenchy. Rimasto alla guida del suo marchio fino al 1988, Givenchy lo cedette a LVMH nel 1088 restando però direttore artistico fino al 1995. Tra i suoi successori, Galliano, McQueen e Tisci.

 

 

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