A rigor di informazione, se Harrelson è l’ultimo fra gli scommettitori a poterla spuntare, il secondo più accreditato alla vittoria (6,00 contro 1,12 di Rockwell per bwin) è Willem Dafoe per Un sogno chiamato Florida di Sean Baker, film squisitamente indie che è partito dalla Quinzaine des Realisateurs per approdare, in Italia, al Festival di Torino come evento di chiusura. Dafoe, 62 anni e coniugato “italiano” con la regista Giada Colagrande, è reduce da un trionfale Orso d’oro alla carriera ricevuto qualche giorno fa alla 86ma Berlinale e come prevedibile non è alla sua prima candidatura da parte dell’Academy: sempre da non protagonista è infatti stato nominato sia per Platoon nel 1987 che per L’ombra del vampiro nel 2001.

E avrebbe dovuto o potuto vincerlo nel 2007 da protagonista per L’ospite inatteso il bravo Richard Jenkins, che quest’anno rappresenta una delle 13 “noms” imbarcate sulla nave di Guillermone del Toro. Già, perché è assai improbabile possa farcela, benché il suo “supporting” Giles sia un personaggio amabile nell’economia fiabesca de La Forma dell’Acqua. Il quasi 71 attore dell’Illinois è comunque assai più “quotato” dai bookmaker del discusso Christopher Plummer, “supplente” del castigato Kevin Spacey in Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott. La sua candidatura fa più notizia per le polemiche legate al sexgate del “titolare” allontanato che non per la qualità stessa dell’interpretazione del decano attore canadese: insomma, il già premio Oscar (nel 2012 da non protagonista per The Beginners di Mike Mills) nato 80 anni fa a Toronto si accontenterà di una piacevole serata al Dolby Theatre in compagnia di amici e parenti.

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