Tre manifesti, due attori e un solo Oscar disponibile. Fra Sam Rockwell e Woody Harrelson – entrambi mirabili supporting dell’acclamata opera del britannico Martin McDonagh – tutto (scommesse, previsioni, Golden Globe, SAGA, Critic’s Choice Award già vinti e parecchi altri..) celebra il primo. Non se ne avrà il collega Harrelson (qui alla sua terza nomination ma ancora a secco di statuette) se il 49enne californiano se ne avvantaggerà, ma il suo agente Jason Dixon, tanto alcolico e accidioso quanto capace di un’inversione a U comportamentale, è davvero inarrivabile per credibilità e forza scenica. Oscar già praticamente assegnato? A quanto pare i rivali di questa categoria possono mettersi il cuore in pace, e passare a una prossima sessione di esami indetta dall’Academy. Rockwell, peraltro, è alla sua seconda collaborazione col regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri avendo insieme già girato 7 psicopatici nel 2012: un connubio che evidentemente doveva segnare le carriere di entrambi.

Oscar 2018, la sfida tra i cinque attori non protagonisti: ma c’è un solo favorito per la statuetta

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