Addio al sette in condotta, alla sospensione, alla nota sul diario. Al liceo “Edoardo Amaldi” di Novi Ligure chi sgarra viene “condannato” ai lavori scolasticamente utili. Ad applicare la singolare sanzione nei confronti degli studenti è il collegio docenti della scuola che con il dirigente Giampaolo Bovone hanno deciso di introdurre questo nuovo metodo di “punizione” ben accolto dai ragazzi che in questi giorni stanno pulendo vetri e pavimenti, busti e banchi dell’istituto.

Un provvedimento preso per dare una lezione agli studenti delle classi terze dei vari indirizzi che nelle scorse settimane in occasione di un incontro sul tema alternanza scuola-lavoro nell’aula magna, avevano avuto un comportamento non consono, lasciando a terra cartacce e altro materiale. Di fronte a questa situazione il capo dell’istituto, un ex maestro di scuola primaria appassionato di burattini, si è domandato quale fosse la strada migliore per educare i ragazzi alla responsabilità e al rispetto dell’ambiente.

A questa domanda Bovone e il suo staff hanno trovato una risposta che va all’insegna dell’articolo 27 della Costituzione che richiama al dovere della rieducazione: “Non abbiamo deciso di intervenire con un voto in condotta, ma con un provvedimento che vale più di mille note sul registro o qualche sospensione. Dopo aver creato disagio i ragazzi sono stati chiamati a creare agio per la scuola. Potevamo pensare al volontariato esterno, ma abbiamo preferito concentrarci sull’importanza di fare qualcosa per la propria scuola”, spiega il professore Piero Ponte, vicario del preside.

Guanti e ramazza alla mano, i ragazzi delle terze questa settimana si sono messi al lavoro per rendere limpida la propria scuola. Qualcuno si è occupato dei corridoi, altri delle aule, altri ancora hanno risistemato la palestra, ripristinando le linee che servono per l’arbitraggio delle partite.

Due ore di pulizie, dalle 13,30 alle 15,30, svolte sotto l’occhio attento dei docenti che per una volta al posto d interrogare e verificare l’apprendimento hanno avuto il compito di sorvegliare sull’impegno e la volontà dei ragazzi che hanno ben compreso la “punizione” decisa dai loro insegnanti. Il vice preside Ponte è convinto che questa sia la via da seguire: “Abbiamo un regolamento dove vengono contemplate le sospensioni con obbligo di frequenza e qualche volta siamo dovuti intervenire anche con queste modalità in maniera repentina, ma crediamo che questa strada possa essere un’alternativa valida. E’ giusto capire che non è solo con un sette in condotta che si risolve un problema: siamo una comunità educante e dobbiamo dimostrare di esserlo anche in questi momenti”.

E se nessun ragazzo ha alzato barricate, a dimostrare qualche perplessità sulla necessità di sanzionare i ragazzi sono stati, invece, i genitori: “Le resistenze più grandi sono arrivate dalle famiglie che non hanno compreso la necessità di richiamare i ragazzi ad un comportamento più responsabile”, conclude Ponte.

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