Irricevibile. Il Consiglio dell’Unione europea – come anticipato dalla Stampa – in quella che può essere considerata una memoria difensiva sostiene che il ricorso di Milano contro l’assegnazione della sede dell’Ema ad Amsterdam deve essere respinto. Palazzo Matino chiede una sospensiva sulla decisione finita al centro di una polemica per la impreparazione della città olandese a ospitare adeguatamente i 900 dipendenti dell’agenzia del farmaco, costretti al trasloco da Londra a causa di Brexit. Per il Consiglio i giudici dovrebbero respingere l’istanza perché è stata presentata contro la decisione del Consiglio dell’Unione europea, che però “non può essere considerato l’autore della decisione impugnata, ed essa non può in alcun modo essergli attribuita”.

L’assegnazione, avvenuta per sorteggio dopo un testa a testa in cui Milano era stata sempre in vantaggio, è stata presa “dai rappresentanti degli Stati membri che hanno agito dunque non in qualità di membri del Consiglio, ma in qualità dei rappresentati dei loro governi, esercitando in tal modo collettivamente i poteri degli Stati membri”. Decisione che dovrà essere ratificata dal Parlamento europeo a metà marzo. Per il Consiglio la città lombarda non sarebbe neanche legittimata a presentare il ricrso in quanto la candidatura era presentata dall’Italia. C’è da dire che anche il governo italiano ha presentato ricorso. Sul sorteggio si ricorda che era previsto dalla procedura e non sarebbe in contrasto con le regole della buona amministrazione.

Il ricorso del Comune di Milano per contestare l’assegnazione della sede di Ema ad Amsterdam “è fondato e ricevibile, come lo stesso tribunale dell’Unione europea ha riconosciuto” dice all’Ansa l’avvocato che ha presentato i ricorsi al Tribunale Ue e alla Corte dei Conti europea. Il Consiglio Ue “non rigetta nulla perché non ha il potere di farlo, come non ha nessun potere di dichiararlo irricevibile”. Se il ricorso presentato dal Comune di Milano “fosse davvero irricevibile – spiega l’avvocato Francesco Sciaudone, Managing partner di Grimaldi Studio Legale che ha curato i ricorsi dell’amministrazione – il tribunale l’avrebbe già fatto sapere, ma non è stato così”. Il Consiglio “si difende per giustificare una situazione incresciosa che si è creata – ha precisato ancora il legale – perché la selezione riguardava un’offerta olandese più volte modificata, come ormai sappiamo bene”.

Intanto ad Amsterdam si è concluso il sopralluogo degli europarlamentari della commissione. “Palazzo Spark (sede provvisoria) è un buon palazzo, il vero tema è il timing necessario per gli adeguamenti. Non ci sono grandi necessità perché all’interno è una struttura attrezzata e tutta la parte fondamentale di impianti di reti c’è. Bisogna solo mettere i tramezzi e ovviamente portare le forniture per le scrivanie ma quello, avendo nove mesi davanti per rendere completo il tutto, è realizzabile”. dice Giovanni La Via, capo delegazione degli europarlamentari in missione ad Amsterdam per visionare le sedi dell’Ema. Per la prima pietra del Vivaldi Building, che sarà la sede finale, bisognerà aspettare giugno. “Oggi abbiamo avuto rassicurazioni circa il bando di gara. Ci è stato garantito che il primo giugno verrà messa la prima pietra per la costruzione, visto che siamo in una fase di demolizione per rendere libera l’area – ha aggiunto-. La costruzione dovrebbe procedere abbastanza rapidamente con le tecniche che hanno proposto nel progetto, pensano di salire nell’ordine di mezzo metro al giorno“.

Intanto si deve registrare il passo indietro di Alexander Italianer, l’euroburocrate olandese che secretò le carte del dossier. Una volta eliminato il segreto si è scoperto che gli edifici provvisori proposti, palesemente inadeguati alle esigenze di operatività dell’Ema, sono spariti dalla proposta. Tutto questo mentre dell’edificio finale non sono state posate neanche le fondamenta. Senpre ieri il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha chiesto al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker tutti i documenti.

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