Dopo i documenti tenuti segreti e le garanzie non mantenute il caso Ema, con l’assegnazione per sorteggio ad Amsterdam, riserva nuovi colpi di scena. La Corte europea di giustizia Ue ha affidato a un giudice olandese, il vicepresidente del Tribunale Marc van der Woude, il ricorso con cui il Comune di Milano ha chiesto di sospendere il trasferimento della sede dell’Agenzia del farmaco da Londra alla città olandese. La notizia è riportata dal Corriere della Sera che aggiunge che il ricorso di Milano contesta anche il procedimento del sorteggio con cui Amsterdam si è aggiudicata la sede a scapito della città italiana. Secondo il quotidiano, il sorteggio “sarebbe avvenuto senza rispettare la pausa di 30 minuti dopo l’ultimo voto con pareggio tra Amsterdam e Milano (impedendo di concordare preventivamente come proseguire)”.

Inoltre, “altre presunte irregolarità vanno dall’assenza di controlli di garanzia fino all’uso dei bussolotti. Il tutto è poi avvenuto nella confusione post-voto provocata dalle delegazioni nazionali in uscita dalla sala, convinte dell’interruzione di mezzora” e “non sarebbe stato redatto nemmeno il verbale di rito”. Ieri il sindaco di Milano aveva chiesto di accedere agli atti: “Ho il sospetto che la sede transitoria che attualmente propongono gli olandesi non fosse presente nel progetto” ha scritto ieri su Fccebook il sindaco di Milano. Che al chiesto al Parlamento Europeo di essere sentito in audizione per “sostenere le nostre ragioni”.

Il 29 gennaio era emerso, durante una conferenza stampa del direttore dell’Ema, che la sede finale non sarebbe stata pronta per tempo (c’è un cantiere in cui non è stata posata neanche una pietra) e quello alternativo non è abbastanza grande per gli oltre 900 impiegati. Da qui la polemica e il doppio ricorso. Ma non solo l’assessore comunale alle Attività produttive della città olandese ha dichiarato che non ci sono alloggi per i dipendenti e neanche posti nelle scuole internazionali per i figli offrendo in alternativa altre città.

Intanto nei giorni scorsi la conferenza dei presidenti dell’Europarlamento ha dato il via libera alla missione del Parlamento europeo ad Amsterdam per verificare le condizioni del trasloco della sede dell’Ema da Londra. I membri della commissione Ambiente-Salute faranno un sopralluogo il 22 febbraio prossimo. A Strasburgo i voti sul trasferimento nella città olandese sono previsti il 12 marzo prossimo in commissione e pochi giorni dopo in aula.

La nazionalità dei togati, fanno sapere da Bruxelles, è di natura neutra nei processi giudiziari Ue, ovvero non implica pregiudizi sulla loro “terzeità”, ovvero imparzialità. È inoltre prassi che l’assegnazione di una causa vada al vicepresidente del Tribunale, a prescindere dalla sua nazionalità, ma, secondo il giurista Gianluigi Pellegrino, il presidente della Corte europea di giustizia di Lussemburgo, “per opportunità” avrebbe potuto tenere per sé “senza incorrere in vizi procedurali” la decisione, anziché assegnarla “come da prassi” al suo vicepresidente.