Il Comune di Milano con il supporto di Regione Lombardia fa ricorso al Tribunale dell’Unione europea in Lussemburgo per chiedere di rivedere la decisione con cui è stata assegnata ad Amsterdam la nuova sede dell’Agenzia del Farmaco. Ad annunciarlo è lo stesso Comune di Milano che spiega che questo ricorso “sarà indipendente da quello presentato dal Governo italiano pur in garanzia del necessario coordinamento”.  Anche da Palazzo Chigi è arrivata infatti la conferma della presentazione del ricorso all’Avvocatura dello Stato ma questo chiederà alla Corte di verificare se la decisione su Amsterdam non sia da considerarsi viziata da informazioni incomplete sulla sede della agenzia. Il termine per presentarlo scade a mezzanotte, ovvero a due mesi e dieci giorni dalla decisione di assegnare, tramite sorteggio, alla città olandese la nuova sede dell’agenzia, che lascerà Londra in seguito alla Brexit.

Milano, che si considera parte lesa nella vicenda, punterà nel ricorso sul fatto che Amsterdam non ha rispettato il primo requisito per l’assegnazione, cioè quello relativo alla sede, inoltre si ritiene che la procedura di sorteggio sia stata illegittima perché non ha tenuto in considerazione la differenza tra le due città. Secondo quanto si apprende da Palazzo Marino per la sentenza di primo grado ci vorrà qualche mese. A spingere le istituzioni verso il ricorso è stato  l’allarme lanciato dal direttore dell’agenzia, Guido Rasi, che lunedì ha convocato una conferenza stampa per rendere noto che la sede finale “non sarà pronta per il 30 marzo 2019, data entro la quale avverrà il trasloco da Londra causato dalla Brexit.

Le possibilità non sono altissime, “ma bisogna provarci”. Giuseppe Sala è fiducioso. L’edificio destinato a ospitare ad Amsterdam l’Agenzia europea del farmaco non sarà pronto per tempo e ora l’Italia vuole riprovare a portarla a Milano. “Ho chiamato Gentiloni e gli ho detto: è il momento di essere aggressivi, facciamolo, proviamoci, fino in fondo, e da quello che mi ha detto, e senz’altro sarà così”. “Non penso ci vorranno tempi molto lunghi – ha proseguito Sala – siamo sinceri, le possibilità di una riassegnazione della sede a Milano non sono altissime, ma dobbiamo provarci”. E ribaltare il sorteggio che il 20 novembre penalizzò Milano, che avrebbe avuto già una sede pronta, a favore di Amsterdam. Secondo il Sindaco di Milano, se dovessero riassegnare Ema all’Italia “lo dovrebbero fare in tempi brevi perché noi dobbiamo preparare il Pirellone. È una questione tecnica. Ma è anche una questione politica, chiamo la politica italiana al massimo impegno per Milano e per il nostro Paese”. “Gentiloni – ha concluso il sindaco – ha capito la situazione che rischia di diventare ridicola. Prima c’è questo sorteggio, poi gli olandesi che non sono pronti. Non è una bella pagina nemmeno per l’Europa“.