Gentile sindaco di Olbia, Settimo Nizzi,

È passato un anno e mezzo dall’ultima volta in cui ho parlato di lei qui sul mio blog e, per l’esattezza, fu in occasione della sua prima azione da vero e integerrimo sindaco di (centro?) destra: la censura della proiezione a Olbia de “La Trattativa”, il film-documentario di Sabina Guzzanti sulla trattativa Stato-mafia, sostenendo che il film mettesse in relazione Forza Italia e la mafia (ma dai?!) e che l’annullamento della proiezione rispondesse a ragioni di etica, verità e correttezza. Ancora riecheggia nella mia mente l’eco di queste tre parole, il loro significato profondo, il loro valore in realtà calpestato senza ritegno. All’epoca azzardai un accostamento immediato al Ventennio fascista e al suo organo di propaganda, il MinCulPop, qualcuno mi accusò di esagerare, ma oggi sono assolutamente certa di non essermi sbagliata. Avrei fatto a meno di tornare a renderla protagonista del mio blog, sindaco Nizzi, purtroppo però è riuscito a smontare persino la mia più remota speranza che lei potesse trasformarsi in un buon sindaco per i cittadini di Olbia.

Dunque, facciamo un passo indietro e parliamo di una scuola elementare, la scuola Maria Rocca, distrutta dopo l’alluvione del novembre 2013 e ricostruita grazie alle donazioni dei lettori de La Nuova Sardegna che raccolsero 98 mila euro, alla Fondazione Sardegna, ad Acri, al Banco di Sardegna, a Bper, alla Banca di Sassari, a Optima Sim e a Meridiana Fly. Quella scuola è un simbolo di rinascita, di unione, il ricordo indelebile di una tragedia superata con forza, il futuro dei bimbi di Olbia. Quella scuola appartiene a Olbia. E cosa vogliamo farne di questo meraviglioso simbolo di rinascita sarda? Lo intitoliamo alla madre dell’emiro del Qatar Sheikha Mozah bint Nasser al-Missned. Menomale sindaco Nizzi, che per togliere ogni dubbio su una sua ennesima scelta a dir poco discutibile, ci ha spiegato la nobile motivazione sostenendo che l’emiro ha investito tanto nella nostra bella isola, quindi sarebbe stato giusto ringraziarlo con un gesto importante. A parte il fatto che quando chiederanno ad un bambino che scuola frequenta, gli prenderà il panico e continuerà a dire “studio alla scuola Maria Rocca”, ma poi dico io, non solo l’eminente emiro s’è comprato metà Sardegna per farne l’ennesimo parco giochi extra lusso, con buona pace di noi sardi che potremo giusto farci due selfie con i mega yacht alle spalle e fingere che quella sia ancora la nostra bella terra, ma intitoliamo pure alla madre una scuola che risorge dal fango grazie ai sardi. Che dire, sindaco Nizzi? Chissà se in Qatar decideranno di intitolare a lei il chiosco dei gelati.

In mezzo a tutto questo marasma, fortunatamente si è levata una voce fuori dal coro, che ovviamente ha placato lievemente il suo romantico entusiasmo per il benefattore arabo. Il quotidiano on line Olbia.it, che non si sa perché si azzarda a fare il suo lavoro di informazione libera da compiacimenti e piaggerie varie, propone un sondaggio ai propri lettori per capire quanti fossero o meno d’accordo con la sua decisione di intitolare la scuola Maria Rocca alla madre dell’emiro. Dai primi risultati parziali, in cui sono state coinvolte circa 1800 persone, è venuto fuori un dato interessante: il 96% dei votanti si dichiarava contrario alla sua proposta – ma tu guarda questi impuniti – e suggeriva invece di intitolare la scuola a Enrico e Morgana, i due bambini vittime dell’alluvione. Non deve essere stato facile per lei, sindaco Nizzi, sopportare un affronto simile, vedersi sbattuto in faccia il dissenso dei cittadini. Bisognava agire e mettere a tacere questi poveri sentimentali, che credevano fosse giusto dedicare la ricostruzione di una scuola elementare a dei bambini e non alla madre dell’emiro del Qatar. Dunque, signor sindaco, la prima cosa da fare, era andare alla fonte e impedire all’acqua di sgorgare libera. E come? Estromettendo ufficialmente dalla mailing list del Comune il quotidiano ficcanaso, escludendolo in questo modo da qualsiasi comunicato stampa, ordinanza, notizie di pubblica utilità e convocazione stampa.

Insomma, ancora una volta, sindaco Nizzi, agisce come se il Comune di Olbia fosse il soggiorno di casa sua, decidendo autonomamente di sbattere fuori i rompiscatole. In fondo, lei è stato eletto dai cittadini, ma quei poveri scemi che ne sanno di come si manda avanti una città, perciò fa come le pare. La democrazia, quale illusione!

Mi dispiace solo che mia figlia sia nata in una città che ha come sindaco lei. Da ora in poi devo cominciare a preoccuparmi anche del mio blog?

Con poca stima,
Francesca Petretto

Foto tratta dalla pagina ufficiale del sindaco

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