L’inchiesta del sito Fanpage sul sistema della gestione dei rifiuti in Campania? “Non avrei mai pensato che certi metodi di smaltimento illegale dei rifiuti continuassero, forse sono stato ingenuo, ma vedere il filmato in cui un delinquente criminale afferma di smaltire i fanghi buttandoli nelle fogne, mi ha colpito molto”. Parola di Raffaele Cantone, presidente dell’autorità Anticorruzione che così commenta l’inchiesta giornalistica che ha portato alle dimissioni di Roberto De Luca, assessore al Bilancio del Comune di Salerno, secondogenito del governatore della Campania nonché protagonista della seconda puntata del servizio della testata web napoletana.

Nella prima parte dell’inchiesta, invece, si vedeva Nunzio Parrella, l’ex camorrista infiltrato da Fanpage, discutere di appalti con Lorenzo Di Domenico, amministratore delegato della Sma, la società della Regione Campania che si occupa della gestione dei rifiuti. “Della Sma, la società che si occupa dello smaltimento dei fanghi non ci siamo occupati, è totalmente controllata dalla Regione Campania, nei mesi scorsi abbiamo fatto delle ispezioni, il sistema degli appalti è risultato essere molto problematico, gli esiti di quella ispezione li abbiamo trasmessi alla procura della Repubblica di Napoli”, ha raccontato Cantone in un’intervista al Mattino.

Un racconto che in pratica smentisce le rivendicazioni del governatore Vincenzo De Luca in tema di trasparenza: un proclama rilanciato nelle ultime ore, insieme agli insulti ai giornalisti. “Tutto il ciclo dello smaltimento dei rifiuti e delle acque è controllato dall’Anac”, ha detto il presidente, che nei giorni scorsi ha rimosso Di Domenico dal vertice di Sma. De Luca, infatti, ha sottolineato pià volte in queste ore di avere chiesto vigilanza collaborativa all’Anac. Le parole di Cantone, però, si riferiscono probabilmente alla gara del 2015 da 118 milioni di euro per le ecoballe. Come racconta il Corriere della Sera, infatti, nonostante le richieste di collaborazione da parte della Regione, i documenti erano stati inviati dopo aver compiuto numerosi adempimenti.
Quell’appalto era stato diviso in otto lotti: tre non avevano ricevuto alcuna offerta. Il sospetto dei magistrati della procura di Napoli e dell’ Anac è che i lotti vengano lasciati appositamente “liberi” per poi poterli assegnare con procedura d’urgenza e saltando dunque ogni controllo.

“Quello dei rifiuti è in assoluto il sistema a più alto tasso di inquinamento criminale. Basterebbe guardare quante interdittive antimafia lo attraversano. Sono un segnale inequivocabile della presenza di interessi della camorra. Questo settore non solo garantisce enormi utili, ma rappresenta anche un serbatoio di lavoro nero o grigio per la manovalanza”, dice sempre Cantone spiegando che l’Anac ha “stipulato con la Regione Campania un protocollo di vigilanza collaborativa, dal momento in cui furono messi a disposizione dal governo i fondi per lo smaltimento delle ecoballe. Questo protocollo ci ha consentito di monitorare tutta l’attività connessa alle gare eseguite. Abbiamo preso visione degli atti prima che fossero adottati, lavorando sulle bozze di capitolati e di bandi di gara. I nostri rilievi sono stati in gran parte accolti”. Per Cantone poi la stessa inchiesta di Fanpage smentisce “chi in questa campagna elettorale propone di archiviare il nuovo codice degli appalti, per tornare ad avere mani libere sulle procedure”.

Nella terza puntata dell’inchiesta giornalistica, tra l’altro, viene coinvolto un altro collaboratore di De Luca: è Biagio Iacolare, presidente del consiglio di amministrazione di Sma Campania. Insieme a lui anche Mario Oliviero, ex presidente del Consiglio comunale di Ercolano, che fa da mediatore tra Iacolare e Perrella. I tre si ritrovano nella hall di un albergo – mentre Perrella filma tutto – e parlano di affari e della necessità di coinvolgere nella discussione anche Fulvio Bonavitacola, vice presidente della Regione Campania, e anche assessore all’Ambiente e all’Urbanistica.  “Siamo in grado di fissare a 95 euro a tonnellata il trasporto dei fanghi mentre l’affidamento è ormai a quota 220 euro a tonnellata. Noi siamo in grado per 50 euro a voto di procacciare consensi elettorali, dice l’ex camorrista. Iacolare fissa in 140 euro la base di partenza: la differenza con i 90 offerti da Perrella diventa tangente.

In attesa che l’appalto venga assegnato direttamente in emergenza, senza gara pubblica, Oliviero incontra un’altra volta Perrella, chiedendo una mazzetta da 50mila euro. L’ex boss della camorra incontra Oliviero il 9 febbraio e gli consegna una valigetta: dovrebbe essere piena di soldi ma è vuota. Nella terza puntata dell’incheista si vede la borsa finire nel bagagliaio della macchina del mediatore. È a quel punto che la testata giornalistica accelera i tempi di pubblicazione, mentre la procura di Napoli ordina le perquisizioni che svelano l’inchiesta sui 17 indagati.