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“Sistema Sorrento”, l’ex sindaco Coppola torna a parlare coi pm per salvare il patteggiamento a rischio

Il nuovo interrogatorio risale all'11 maggio: gli inquirenti sospettano che l'ex sindaco non abbia detto tutto. L'intesa raggiunta finora prevede una pena intorno ai cinque anni
“Sistema Sorrento”, l’ex sindaco Coppola torna a parlare coi pm per salvare il patteggiamento a rischio
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È disseminata di mine la strada dell’ex sindaco Massimo Coppola verso il patteggiamento nell’inchiesta sul “Sistema Sorrento. Su una di queste potrebbe ‘saltare’ la bozza di intesa orale che i suoi legali, Bruno Larosa e Gianni Pane, avevano faticosamente costruito in mesi di trattative con la Procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso: poco meno di cinque anni per le tangenti della refezione scolastica, e modesti aumenti di pena per le altre imputazioni su concorsi e appalti, da collegare alla prima con il vincolo della continuazione.

Coppola infatti è tornato a parlare, in gran segreto, coi pm, proprio per provare a sminare il terreno. L’incontro è avvenuto l’11 maggio – sei giorni dopo un’udienza davanti al giudice sui casi di Coppola e dell’ex staffista Francesco Di Maio, che invece ha chiesto il rito abbreviato, poi slittata – ed è stato sollecitato dalla Procura. Vi hanno partecipato il pm Giuliano Schioppi, il capitano della Finanza di Massa Lubrense Francesco Tartaglione, gli avvocati di Coppola ed ovviamente lui, l’indagato. Autorizzato a venire in treno da Valmontone, dove si trova agli arresti domiciliari fuori regione, per chiarire e integrare quanto già riferito nel corso delle indagini. L’obiettivo era quello di sciogliere i dubbi emersi dai primi interrogatori. Aleggia negli inquirenti il sospetto che nei suoi precedenti verbali, Coppola non abbia detto tutto quello che sa. O che abbia protetto qualcuno o qualcosa.

Secondo le fonti de ilfattoquotidiano.it, l’ultimo interrogatorio investigativo non avrebbe prodotto i frutti sperati. Coppola sarebbe apparso reticente, o comunque meno collaborativo rispetto all’anno scorso. In queste settimane sta giocando una partita decisiva: quella della speranza di tornare libero in tempi brevi, e di conquistare il prima possibile l’opportunità di accedere ai servizi sociali. Dipenderà dall’esito del patteggiamento, che per andare in porto ha bisogno di una Procura pienamente soddisfatta delle confessioni dell’ex primo cittadino, al quale due settimane fa hanno sequestrato quasi 200mila euro nell’ambito dell’ultimo filone delle indagini, l’ultima ‘retata’ di nove misure cautelari. Proprio lunedì il Tribunale del Riesame ne ha confermato la solidità dell’impianto accusatorio, respingendo i ricorsi degli avvocati e confermando gli arresti domiciliari per l’ex consigliere comunale Vincenzo Sorrentino, l’imprenditore Giuseppe Razzano e il barbiere Giovanni Coppola, e il divieto di dimora in Campania per un altro fedelissimo dell’ex sindaco, Gennaro Esposito.

Ci vorrà più tempo invece per la decisione del Riesame su un altro ricorso, quello che la Procura ha avanzato contro il rigetto della richiesta di sequestro dello Stadio Italia. I lavori dello stadio sono stati uno dei temi caldi dell’ultima campagna elettorale. Ma bisognerà attendere l’8 maggio per sapere il nome del nuovo sindaco di Sorrento: verrà scelto al ballottaggio tra l’avvocato Corrado Fattorusso (49,1% al primo turno, tre punti in più delle sue liste) e il professore Ferdinando Pinto (43,5%, sei punti in meno delle sue liste).

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