Con il M5S sotto accusa per il caso rimborsi, Di Maio, Bonafede e altri esponenti dello staff pentastellato si sono ritrovati per diverse ore al comitato per controllare i rendiconti inviati dai parlamentari. “Abbiamo restituito circa 23 milioni”, si è difeso Alfonso Bonafede. Per poi rivendicare: “Il M5S fa pulizia, chi sbaglia paga. E non resterà nel Movimetno”.
C’è però il rischio che le “mele marce”, così come bollate da Di Maio stesso, diventino i nuovi Vacciano, che non si è mai riuscito a dimettere: “Avremo i numeri nella prossima legislatura per accettare le loro dimissioni”, ha tagliato corto, difendendosi dalle accuse di controlli troppo superficiali dei vertici. Al contrario del neo candidato Emilio Carelli, che ha ammesso: “Si poteva controllare meglio”. Resta invece l’incognita di Borrelli, il fedelissimo che è passato al gruppo non iscritti del parlamento Ue. Nessuna motivazione, salvo un riferimento generico a “problemi di salute”. Ma Bonafede: “C’entra pure lui con il caso rimborsi? Questo dovete chiederlo a lui”.
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

M5s, Lombardi: “Rendicontazioni? Sono in regola, si sciacquino la bocca prima di parlare di me”

prev
Articolo Successivo

I Cinque Stelle e le questioni immorali

next