C’EST LA VIE – PRENDILA COME VIENE di Eric Toledano e Olivier Nakache. Con Jean-Pierre Bacri, Jean-Paul Rouve, Gilles Lellouche. Francia 2017. Durata 110’ Voto: 3,5/5 (DT)

Campagna parigina, castello del 17esimo secolo. Preparazione e svolgimento del ricevimento per un matrimonio, dal mattino a notte inoltrata, osservato dal punto di vista del dietro le quinte di un catering multietnico e semiprofessionale diretto con impeccabile understatement dal maturo e brusco Max. Tra lavapiatti che parlano bengalese, un fotografo ingordo di antipasti, gendarmi part-time, un cantante egocentrico e improvvisati camerieri, si costruisce la piramide socio-antropologica che vede in cima l’antipatico ricco giovane sposo padrone di casa. Il ritorno del duo Toledano/Nakache (Quasi amici) è un altro coniglio che esce dal cilindro magico dalla loro comicità brillante, giocosa e mai demente. Sottotrame continuamente intrecciate attorno al personaggio di Max, fulcro narrativo sempre al centro dell’inquadratura, grazie ad uno script che amalgama con naturalezza le storie minori. Almeno una mezza dozzina di attori e comparse in stato di grazia fanno vivere in scena personaggi buffi, convincenti e molto proletari con il messaggio mica tanto scontato dell’unione fa la forza. Poco da rimarcare anche in regia dove la resa estetica dell’abilità tecnica è dimostrata nel continuo naturale ed efficace scambio di esterni/interni villa e dettagli/profondità di campo che spesso diventano il sale della gag comica (la fotografia all’anziana signora sullo sfondo, lo scambio di vassoi del cameriere imparruccato con la donna dai capelli bianchi, il fluttuare nel cielo notturno in sottofinale del padrone di casa). Mezzo biglietto si paga solo per l’interpretazione di Bacri. Venti milioni di euro d’incassi solo in Francia. Distribuisce Videa.

Film in uscita al cinema, cosa vedere e cosa non vedere nel weekend del 3 e 4 febbraio

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