“Avevo mal interpretato una regola del M5S, non mi sembrava importante”. Così, ai microfoni de La Zanzara (Radio24), commenta la sua vicenda l’ammiraglio in congedo, Rinaldo Veri, che si è ritirato precipitosamente dalle candidature del M5S perché consigliere comunale eletto a Ortona (Chieti) in una lista civica alleata col Pd. “Mi sembra una regola un po’ troppo rigida” – continua l’ufficiale – “però da buon militare ho il dovere di rispettare le regole. E quindi ho ritenuto corretto ritirarmi. Ripeto: a me questo aspetto era sfuggito. Non è vero che ero alleato del Pd, sono stato sostenuto da forze politiche esterne. La storia è molto lunga. Io comunque mi sono messo a disposizione per il bene del mio Paese, ho servito lo Stato per 40 anni e credevo di poter essere utile”. Veri si esprime anche sul candidato M5S alla presidenza del Consiglio, Luigi Di Maio, che ieri mattina ha annunciato Veri come primo candidato del M5S: “Io non devo chiedere scusa a nessuno, né mi sento di muovere una parola contro Di Maio, che, secondo me, è persona preparatissima, ma soprattutto molto, molto corretta”. Poi, alla domanda dei conduttori, Giuseppe Cruciani e David Parenzo, che gli chiedono chi voterà il 4 marzo, l’ammiraglio dà una risposta inattesa: “Volete sapere troppo. Non lo so, vediamo come va la campagna elettorale”. E alle insistenze dei giornalisti che gli ricordano la sua candidatura-lampo per il M5s, Veri si accomiata e riattacca il telefono

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