Per il mercato del diritto d’autore, seppur liberalizzato ancora a metà, può essere una rivoluzione. “Oggi crolla il monopolio Siae. Una piccola società ha abbattuto un dominio ultracentenario. Anche società private come Soundreef da oggi possono operare in piena legalità. Si spera, a pari condizioni sul mercato italiano”, hanno annunciato nel corso di una conferenza Davide D’Atri, fondatore e amministratore delegato della stessa Soundreef, la startup concorrente di Siae, insieme al cantautore e rapper Fedez, “portabandiera” e da tempo simbolo della battaglia. 

Ma come sarà possibile questa svolta, di fronte a un mercato aperto di recente a organizzazioni e società di raccolta senza scopo di lucro, ma non a quelle for profit, come nel caso di Soundreef? Per “abbattere” il monopolio, è bastato “aggirare”, di fatto, la normativa. D’Atri e Fedez hanno annunciato come la riscossione del copyright per gli artisti legati a Soundreef sarà affidata a Lea (Liberi editori autori). Ovvero, una nuova associazione non profit che garantirà raccolta e rendicontazione. 

Sarà così possibile per Soundreef rientrare nel perimetro normativo delineato dall’articolo 19 del decreto fiscale, collegato alla Legge di Stabilità 2018, con il quale il nostro Paese ha recepito la direttiva Barnier. “Il decreto fiscale dice che si può lavorare in concorrenza con Siae dal primo gennaio. Lea è già operativo e riscuote per conto nostro i diritti d’autore”, ha aggiunto D’Atri. 

Una svolta per una realtà che, spinta da Fedez (tra i primi grandi nomi che hanno aderito alla società di “collecting” nata nel 2011, ndr) ha visto l’adesione di oltre 11mila autori italiani. Compresi, tra gli ultimi, artisti come Enrico Ruggeri, J-Ax e 99 Posse. Oltre a Gigi D’Alessio, Fabio Rovazzi, Nesli, Maurizio Fabrizio, il maestro Adriano Pennino.

D’Atri è ora euforico: “Non abbiamo mai smesso di combattere. Abbiamo subito attacchi e comportamenti sleali, ma fa piacere poter ispirare altri giovani imprenditori a fare innovazione”, ha rivendicato. Spiegando pure quali saranno i vantaggi: “Digitalizzando tante attività puoi diminuire i tempi di rendicontazione e aumentare la trasparenza”.  Sulla stessa linea Fedez: “Si doveva rompere un monopolio e un sistema che agevolava pochi soggetti e i soliti. Oggi sono contento di poter rivendicare di essere stato in prima linea con Soundreef in questa battaglia tra Davide e Golia“.

Ma la battaglia non è certo finita. Tanto che D’Atri ha già sfidato Siae: “L’ex monopolista non può continuare a pretendere di raccogliere compensi anche di autori ed editori non più iscritti alla SIAE. Questo è legalmente e eticamente inaccettabile per una società che vorrebbe difendere il diritto d’autore”. Per questo, ora, si cerca una mediazione: “Facciamo un appello ai dirigenti SIAE: è dovere dei soggetti presenti sul mercato aiutare le istituzioni a trovare soluzioni per la tutela di autori, editori e utilizzatori.” Resta da capire quale sarà la capacità di Lea di mettere in piedi una struttura di raccolta dei diritti e monitoraggio, simile a quella offerta dallo storico monopolista. Ma tanto basta, almeno per ora, a Soundreef per annunciare la svolta.

In serata la nota di Siae: “Esprimiamo sconcerto per quanto emerso oggi nel corso della conferenza stampa organizzata da Soundreef per annunciare l’accordo con Lea. La gestione collettiva del diritto d’autore è un argomento serio, frutto di battaglie condotte per anni dagli autori ed editori per una loro sempre maggiore tutela. Non si è mai vista una organizzazione di autori ed editori ‘telecomandata’ da una società a scopo di lucro, che non rispetta la trasparenza, i controlli e gli obblighi imposti dalla legge. La tutela del diritto d’autore non è una attività che si improvvisa con una associazione no profit creata ad hoc, in evidente conflitto di interessi, di cui Soundreef è cliente e fornitore, e presieduta da un consigliere di amministrazione di Soundreef stessa. Per questo siamo certi che le Istituzioni e le Autorità preposte verificheranno questa evidente finzione”.