Lo scorso anno c’era la crisi di governo per via del finto addio alla politica di Matteo Renzi. Quest’anno le scuse sono un po’ meno stringenti, ma le più alte cariche dello Stato mancheranno di nuovo la Prima della Scala: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preferito il Portogallo, quello del Senato Piero Grasso ha appena cominciato da leader della sinistra. Così tornerà solo il ministro della Cultura Dario Franceschini e ci si dovrà accontentare del collega alla Coesione territoriale Claudio De Vincenti, giusto per ricordare alla pubblica opinione che c’è. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni non si vedrà e sarà sostituito comunque dalla sottosegretaria Maria Elena Boschi che comunque si troverà a suo agio. Al Piermarini sono attesi come ogni anno i principali banchieri d’Italia, anche perché spesso firmano le sponsorizzazioni dei teatri d’opera altrimenti un po’ asfittici.

Dopotutto Milano, come per ogni sera di Sant’Ambrogio, della politica un po’ se ne frega e riabbraccia di nuovo la Scala nel giorno dell’inaugurazione della propria stagione, preceduto dalla “Prima diffusa” che in questi giorni ha regalato musica nel centro della città. L’ospite d’onore della serata sarà Eliana De Sabata, figlia di Victor, che la Prima del 7 dicembre l’ha inventata e del quale ricorrono i 50 anni dalla scomparsa. Il maestro Riccardo Chailly porta sul palco un’opera un po’ dimenticata dai cartelloni italiani, l’Andrea Chénier del foggiano Umberto Giordano, melodrammone verista, con la regia di Mario Martone che è un po’ una sicurezza per evitare cose troppo originali che alla Prima possono suscitare reazioni indesiderate e il ruolo di co-protagonista di Anna Netrebko (l’innamorata Maddalena di Chénier, che canterà con la voce di Yusif Eyvazov, nella vita marito del soprano).

La Prima sarà trasmessa in diretta dalle 18 su Rai1, con la speranza di rinnovare gli ascolti della Butterfly, e soprattutto su vari maxischermi installati in città: Galleria Vittorio Emanuele, Palazzo Litta, teatro dal Verme, ma soprattutto l’istituto penitenziario Cesare Beccaria, la casa dell’accoglienza Enzo Jannacci e il penitenziario di San Vittore.

Con pellicciotti e frac minorenni arrivano anche le proteste davanti al teatro. “Il 7 dicembre trasformeremo piazza della Scala in un luogo cooperante – fa sapere il centro sociale Cantiere – che , non lasceremo la passerella ai politici di turno che ci affamano ogni giorno e ci tolgono il futuro, le luci saranno puntate sulle forme di resistenza alla crisi”. Il centro sociale con la Cub metterà in scena una “sfilata” contro “la Milano dei lustrini e delle pailletes”.

Piazza della Scala sarà blindata e non per le proteste dei centri sociali, ma per le misure anti-terrorismo. Immancabili come Valeria Marini, sui tetti ci saranno i cecchini, mentre uno sbarramento di transenne bloccherà via Case Rotte, via Manzoni, via Filodrammatici e via Santa Margherita. Controlli con i metal detector saranno riservati agli impeccabili spettatori in arrivo, ma verranno estesi anche alla Galleria Vittorio Emanuele: poliziotti e carabinieri passeranno al setaccio borse e zaini per assicurarsi che nessuno porti all’interno dell’area sorvegliata materiale pericoloso. Un disco di Povia, o cose così.