Berlusconi è un emerito pagliaccio, non può prendere uno che ha comandato l’arma dei carabinieri ed esporlo pubblicamente e politicamente in questa maniera. Ma come si permette? Gallitelli non è un cialtroncello qualsiasi“. Così, ai microfoni di Ecg Regione (Radio Cusano Campus), si esprime l’ex generale dei carabinieri, Antonio Pappalardo, circa l’annuncio del leader di Forza Italia a ‘Che tempo che fa’ sul suo ideale candidato premier. “Gallitelli è stato il mio cappellone all’Accademia Militare” – spiega – “Io ero al secondo anno, lui al primo. Abbiamo un rapporto di legame affettuoso, come è solito tra i cappelloni e gli anziani. Berlusconi, quando fa dei nomi, deve stare molto attento. Io gli do innanzitutto un consiglio: quando si rifà la faccia, non vada dagli imbalsamatori egiziani, perché sembra la mummia di Ramsete II. Quindi, per cortesia, si rifaccia la faccia in modo diverso”. E sottolinea: “Berlusconi stia attento a quello che dice, sta indisponendo tutto il popolo italiano. Gallitelli ha già detto no alla candidatura proposta da Forza Italia come presidente della Regione Lazio. Se dice no anche a questa candidatura a presidente del Consiglio, cosa fa domani Berlusconi? Candida il papa? Ma quest’uomo non ha un limite della decenza? Non capisce che sta rischiando il ridicolo? Io non mi farei mai candidare da un pregiudicato, sono un generale dei carabinieri”. Pappalardo annuncia l’operazione ‘Liberiamo l’Italia’, con cui lui e il Movimento Liberazione Italia hanno consegnato ai tribunali di Trapani e di Palermo ‘un atto di diffida per invitare magistrati, poliziotti e carabinieri a fare il loro dovere e ad arrestare questi parlamentari che non sono stati convalidati’. Poi ha un esilarante botta e risposta con uno dei conduttori, Roberto Arduini, che, per conto di un ascoltatore, gli chiede se è vero che, anni fa, decise di candidarsi in Sicilia perché ‘chiamato da Dio’. “Portate quell’ascoltatore al manicomio e ricoveratelo, perché uno che fa una domanda di questo genere è un pazzo e un emerito coglione’. Infine, Pappalardo parla della sua attività di musicista e di compositore di musica sacra. Tra le sue opere, si ricorda “Petros Eni”, realizzato undici anni fa per il quinto centenario della Basilica di San Pietro. “Sto preparando dei concerti” – rivela l’ex generale – “Sono molto apprezzato all’estero, mi stanno chiedendo sinfonie sia negli Usa, sia in tanti altri Paesi, ma in Italia le cosiddette eccellenze vengono oscurate, perché i veri artisti stanno in disparte e non si schierano né con Berlusconi, né con Renzi, come Benigni e company. E così viene oscurata la grande cultura del nostro Paese. Peccato. Siamo in un Paese di merda”. E rincara: “Non vengo né ricordato, né chiamato in televisione, dove si fanno le più grandi cavolate di questo mondo. Ci sono tanti grandi e veri artisti che sono oscurati, perché non schierati politicamente. Una vergogna, uno schifo, un vomito. Se non sei collocato politicamente, ti danno un calcio nel sedere. E così vengono fuori le mezze calzette. Andate a Berlino, a Londra, a Parigi: c’è un fervore culturale che fa spavento. Andate a Roma: si fanno le solite quattro cagate coi soliti quattro attori venduti al potere politico”