Il generale Leonardo Gallitelli presidente del Consiglio di una maggioranza di centrodestra? E’ un’idea di Silvio Berlusconi, ma probabilmente solo sua. “Questa non l’avevo mai sentita ad una riunione” dice il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini a 24Mattino. “Quando ci siamo visti a Catania – continua il leader del Carroccio rispondendo a Luca Telese e Oscar Giannino – gli ho detto: ‘Scusa Silvio, ma non continuare a dire questa cosa dei ministri. Perché non ne abbiamo mai parlato; e perché è l’ultima delle cose che gli italiani sono interessati ad ascoltare'”. 

Ma quello di Berlusconi, rassicura già tutti il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta, è stato fatto “come esempio di un civil servant di straordinaria capacità, integrità, un amico, che ha fatto per tanti anni il Comandante generale dell’arma dei Carabinieri”. “Un esempio – dice Brunetta – dello standard di qualità della società civile che noi pensiamo di coinvolgere nell’attività del prossimo governo”.

Ma il nome di Gallitelli sta già dividendo il centrodestra e la stessa Lega Nord. “Ho visto – dice Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia – che Berlusconi ha lanciato come premier il generale Gallitelli, che io conosco bene perché è diventato comandante generale dei carabinieri nel 2009 quando io ero ministro dell’Interno, lo conosco bene e lo stimo”. Maroni aggiunge che “Berlusconi ha questa capacità straordinaria di tirar fuori dal cilindro ogni tanto queste cose qui, il che vuol dire che è tornato protagonista e ha iniziato la campagna elettorale”. Il governatore lombardo ha ricordato che “quando nel 2006 si impegnò l’ultimo mese quasi quasi portò il centrodestra a vincere, adesso si è impegnato tre-quattro mesi prima delle elezioni, un buon segno per il centrodestra”. Quanto alla richiesta di Matteo Salvini di andare dal notaio, per Maroni “Berlusconi ha detto una cosa importante, non andiamo dal notaio che non siamo avversari ma alleati, quindi una stretta di mano può certamente sostituire la firma davanti a al notaio”.

Insomma, una situazione in cui – dice il candidato premier del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio – “il centrodestra ha già cominciato a litigare: non hanno avuto tempo di nominare il candidato premier, il generale Gallitelli, che lo hanno ammazzato politicamente“.

Il generale Leonardo Gallitelli è stato comandante generale dell’Arma dei carabinieri fra il 2009 ed il 2015. Dopo aver lasciato l’incarico, è stato nominato responsabile dell’ufficio antidoping italiano il 15 settembre 2015; in quell’occasione il presidente del Coni Giovanni Malagò aveva sottolineato che la nomina era stata “condivisa e avallata dal presidente del consiglio, Matteo Renzi“. Ma era stato comunque Berlusconi il primo ad ipotizzare un suo impegno in politica nell’ambito di un governo formato in prevalenza da persone della “società civile”, con il generale Gallitelli all’Interno, Mauro Moretti alle infrastrutture e l’astronauta Samantha Cristoforetti alla ricerca. Più di recente, il nome di Gallitelli era stato fatto come possibile candidato alla guida del centro destra nelle prossime elezioni regionali nel Lazio, ma era stato lo stesso generale a smentire questa notizia. Tra gli altri compiti Gallitelli prima di aver comandato l’Arma, è stato alla guida dei comandi provinciali di Torino e Roma e quello regionale in Campania.