Sette mesi fa la Cassazione gli aveva dato ragione annullando con rinvio l’ordinanza che escludeva la possibilità di test su alcuni reperti mai analizzati prima. E domani, 21 novembre, ci sarà l’udienza a Brescia in cui i giudici dovranno decidere se dare il via all’incidente probatorio. Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi di Erba condannati all’ergastolo, avevano chiesto l’incidente probatorio per l’analisi di un capello, un accendino, un mazzo di chiavi, un giubbotto, un cellulare e una macchia di sangue. La domanda dapprima dichiarata inammissibile da parte della Corte d’appello di Brescia era stata annullata dagli ermellini.

I giudici di merito dovranno rivalutare la richiesta dei due coniugi che l’11 dicembre 2006 massacrarono 4 persone, tra cui un bambino di due anni, per i continui litigi con i vicini. Quella notte Raffaella Castagna, suo figlio di due anni Youssef, la madre della donna, Paola Galli e Valeria Cherubini, una vicina di casa. Rimase gravemente ferito Mario Frigerio, marito della Cherubini, che nel processo rappresentò il principale teste d’accusa morto nel 2014.

Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno fatto sapere di voler essere presenti in aula. Nell’udienza, davanti al presidente della Corte d’assise d’appello di Brescia, Enrico Fischetti, si deciderà se disporre l’incidente probatorio. La difesa spera così di poter aver elementi per chiedere la revisione del processo. 

Una decisione, quella dei giudici della Cassazione “che apre alla possibilità di nuove richieste e che ci consentirà di analizzare anche altri elementi che, per quanto ci riguarda, sono stati trascurati nel processo di Como“ aveva sottolineato dopo il verdetto della Suprema corte il difensore Fabio Schembri. La sentenza dei giudici era stata accolta con soddisfazione anche da Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef.