Il 9 di dicembre io non mi trovavo in Comune, sono passato soltanto per qualche minuto e oggettivamente io ho firmato questo atto di presa in carico di questa app. In realtà non me lo ricordavo nemmeno, firmo centinaia di documenti” queste le parole del sindaco di Livorno Filippo Nogarin a margine del primo consiglio comunale cittadino dal giorno dell’alluvione.

La questione, sollevata in aula durante il suo intervento dal consigliere del gruppo “Futuro!” Andrea Raspanti riguarda una app del Centro funzionale regionale data in dotazione a sindaci e funzionari di protezione civile che fa scattare sul proprio cellulare un allarme, un suono simile a quello di una sirena ogni volta che pluviometri e idrometri relativi a un torrente o a un quartiere superano il livello di guardia.

La notte del nubifragio la app mandò il primo alert già alle 21. Luca Soriani, il referente della Protezione Civile di Livorno, aveva detto di aver consegnato al gabinetto del Sindaco la busta contenente le credenziali per poter accedere alla app nel dicembre 2016.

In un primo momento Nogarin aveva detto di non aver mai ricevuto niente di simile e di averla attivata soltanto il venerdì successivo al nubifragio.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Vittorio Emanuele calunniò la sorella di Dirk Hamer: condannato a 2 anni di carcere

prev
Articolo Successivo

Alluvione Livorno, consiglio comunale ha deciso: mozione di sfiducia a Nogarin e commissione d’indagine

next