A Pratola Serra, comune in provincia di Avellino, questo inizio di settembre è stato caratterizzato dalla polemica politica sulla concerto di Gigi d’Alessio. Il cantante napoletano è finito al centro di uno scontro tra il gruppo Siamo Pratola Serra e l’amministrazione comunale retta dal sindaco Emanuele Aufiero. In particolare il gruppo di opposizione ha puntato il dito sul compenso riservato al cantante e sul fatto che parte di quei soldi arriverebbero dalle casse comunali.

Alla fine del concerto lo stesso Gigi D’Alessio ha invitato sul palco il sindaco e ha bacchettato i “criticoni” e “certi giornalisti”. D’Alessio ha spiegato che degli 80 mila euro di costi “16 vanno direttamente allo Stato” e la parte rimanente è da dividere tra le varie figure professionali che ruotano attorno all’organizzazione di un grande evento: “Siamo uno a cantà e 400 a mangià”. Non solo, D’Alessio ha anche affermato che quei soldi sono stati “offerti da 42 sponsor” e che “il comune non ha speso un euro”.

La polemica è tutt’altro che placata. L’indomani dell’esibizione il gruppo politico di opposizione puntualizza con una nota articolata che: “al momento il rendiconto del concerto ammonta a oltre 90 mila euro, dei quali circa 60 mila sono da imputare al bilancio comunale e per i restanti 32.600 non si conosce ancora la lista degli sponsor e delle relative somme versate”. Concludendo poi con una frecciata diretta al cantante: “Quindi, caro Gigi D’Alessio, ribadiamo che la Tua esibizione è stata pagata in gran parte dai cittadini di Pratola Serra. Pertanto, concordiamo sul fatto che ‘uno canta e quattrocento magnano’, ma aggiungiamo che i cittadini di Pratola Serra… pagano”

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