Uno zaino in spalla, pochi soldi in tasca e molti treni da prendere. Da sempre fare un InterRail è un’esperienza unica, che per molti ha segnato il passaggio dall’adolescenza alla maturità. Ideato nel 1972 dall’associazione delle Ferrovie Internazionali (UIC), il pass per viaggiare a costi ridotti in Europa compie 45 anni. Un lasso di tempo in cui il nostro continente è cambiato sia da un punto di visto politico che geografico. All’epoca il biglietto era gratuito ed era riservato solo per 21 Paesi. Il primo manifesto, disegnato dal grafico francese Guy Georget, ritraeva una coppia di ragazzi con in mano una chitarra. L’immagine doveva trasmettere un senso di leggerezza e di allegria.

Dopo 45 anni, la formula InterRail continua a riscuotere successo ed entusiasmo. Secondo gli ultimi dati raccolti da Il Sole 24 Ore, sono 250mila le persone che ogni anno comprano un biglietto e visitano l’Europa a bordo di un treno. Tra le mete preferite spicca Berlino, città cosmopolita che offre mille spunti per i giovani. Milano invece si piazza al decimo posto tra i luoghi più visitati. La formula prevede due opzioni: l’acquisto di un Global Pass (si va dai 5 giorni a un mese di viaggio all’interno dei 30 paesi che aderiscono all’iniziativa) oppure un One Country Pass (un biglietto che ha un costo inferiore e prevede più tappe solamente in uno Stato).

Fin dalla sua nascita il progetto aveva uno scopo preciso: far viaggiare i giovani in Europa a prezzi ridotti. Lo scambio di culture e idee doveva favorire una maggiore integrazione nel nostro continente. L’anno scorso il Parlamento europeo aveva pensato di rendere gratuito il biglietto InterRail per tutti i cittadini diciottenni. Una formula per incentivare i ragazzi a viaggiare  alla scoperta di nuove nazioni. Ma l’idea è ancora oggetto di discussioni in Parlamento.

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