È iniziata nei giorni scorsi la ristrutturazione del giardino che porta il nome di Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta a Milano nel 2009. La riqualificazione dell’area in viale Montello dovrebbe concludersi a ottobre e prevede  il rifacimento della recinzione lungo i Bastioni di Porta Volta, l’allestimento di un playground con campetto da basket per i più giovani, nonché opere per la manutenzione del verde e dell’arredo, per una migliore valorizzazione paesaggistica.

Come ricorda una nota, nel 2011 la convenzione tra il Comune e l’associazione Giardini in Transito, ha permesso la rivalutazione del luogo da spazio residuale e degradato a spazio verde pubblico dove “la sperimentazione in termini di condivisone, cultura e coesione sono all’ordine del giorno”.

Tanti gli eventi e le iniziative sociali svolte in questo giardino. Uno spazio che grazie a vari accordi con le associazioni di zona e non, si profila sempre più come luogo di accoglienza per tutti coloro che ne rispettano la vocazione. La collaborazione con l’associazione “Libera: associazioni, nomi e numeri contro le mafie” ha permesso all’area di essere intitolata alla testimone di giustizia e vittima della ‘ndrangheta nel 2009 a Milano.  Lea Garofalo ha abitato nell’edificio di fronte viale Montello 6.

Lea aveva deciso di testimoniare sulla faida tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco. Così fu sottoposta a un programma di protezione dal 2002. Suo padre era stato ammazzato quando lei aveva nove mesi. Floriano Garofalo – suo fratello, anch’egli ucciso in un agguato – era il boss di Petilla Policastro, e le sue attività mafiose si estendevano anche in Lombardia, fino a Milano.

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