Polemica a “Bianco e nero” (La7) tra il radicale Marco Cappato e la fondatrice dell’Istituto Luca Coscioni, Maria Antonietta Farina Coscioni. Il dibattito verte sul suicidio assistito di Dj Fabo, caso sul quale la vedova Coscioni evidenzia la differenza con la vicenda di Piergiorgio Welby: “Dj Fabo ha scelto di essere assistito nel suicidio, andando in Svizzera. Ma c’era un’altra via, che io chiamo ‘italiana’ e che noi radicali e Marco Pannella abbiamo seguito con Piergiorgio Welby: la sospensione della respirazione artificiale“. “Veramente c’ero io”, insorge Cappato, ospite in collegamento. Coscioni continua: “Fabo respirava artificialmente”. “Non è vero” – interrompe Cappato – “non è vero che Fabo respirava artificialmente“. L’ex fondatrice dell’Associazione Luca Coscioni ribadisce: “Fabo era attaccato a un ventilatore, ma togliendogli l’aria dalla trachea poteva parlare, ovviamente con un’autonomia limitata. Lui si alimentava artificialmente con la nutripompa. Resta certo che la finalità per il malato è sempre la stessa: il suicidio assistito o l’eutanasia o la desistenza terapeutica hanno lo stesso fine“. Cappato scuote la testa e ribatte: “Non mi pare abbia senso il paragone che offriva Maria Antonietta Coscioni tra queste due vicende, che lei infatti non conosce direttamente“. “Se sei un malato di Sla o sei un malato neurovegetativo” – ripete Maria Antonietta Coscioni – “non è necessario andare in Svizzera. C’è questa via italiana che abbiamo percorso e che è legale: staccare l’alimentazione“. “Intanto devi trovare un medico che accetti di farlo”, protesta Cappato. “Sì, Marco, stiamo dicendo la stessa cosa”, replica Coscioni. “Maria Antonietta, tu stia parlando di vicende che non hai seguito” – insiste Cappato – “Le persone che hanno ottenuto questo diritto hanno avuto la fortuna di trovare i radicali, l’Associazione Luca Coscioni e i medici disponibili, ma la maggioranza delle persone non ha questa possibilità”. “Non polemizzate” – commenta il conduttore Luca Telese – “siete della stessa famiglia radicale. C’è pure Gandolfini ( presidente del Comitato promotore del Family Day, ndr) che sorride”

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