Un assegno da ottomila euro proveniente da viale Mazzini, dopo che la Rai gli ha procurato un danno d’immagine. A ricevere il risarcimento non è un politico e nemmeno un personaggio dello spettacolo, ma il boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano. Il motivo? Le telecamere della Rai lo hanno inquadrato durante un processo, nonostante il padrino avesse espressamente rifiutato di farsi riprendere.

A deciderlo la prima sezione civile del tribunale di Roma accogliendo il ricorso del boss stragista difeso dagli avvocati Francesco Vinci e Federico Vianelli. Le telecamere della televisione pubblica inquadrarono Graviano durante un dibattimento di corte d’assise in corso nel carcere di Rebibbia. La legge prevede però che gli imputati e i testimoni diano il consenso ad essere inquadrati. Nonostante il boss si fosse rifiutato, gli operatori effettuarono comunque le riprese. Le immagini finirono in rete e Graviano decise di intraprendere le vie legali: una decisione inedita per il padrino di Brancaccio, condannato –  tra le altre cose – per le stragi a Firenze, Roma e Milano e per l’omicidio di don Pino Puglisi. Il presidente del collegio che celebrava il processo ha ribadito che Graviano non aveva prestato il consenso e la Rai è stata condannata anche a pagare tremila euro di spese legali.

Giustizia di Fatto - Ottieni i i dossier e le informazioni più importanti per essere sempre informato su tutto ciò che avviene nell'ambito della Giustizia

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Mafia, ucciso e dato in pasto ai maiali per un credito: 4 arresti a Enna

next
Articolo Successivo

Trattativa, depone Bisignani: “Non sono mai stato massone. P2? Ero troppo giovane”

next