Sul grande podio allestito a Capitol Hill si susseguono i volti dell’establishment americano. Sono tutti lì, volenti o nolenti, per assistere all’incoronazione di Re Donald Trump, quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti e, nonostante non si tratti certo di un figlio di nessuno, campione dell’America profonda, di quel Paese distinto e distante da New York e Los Angeles, dal New England e da San Francisco.

Il clan Trump è naturalmente al completo. C’è Melania, la nuova first lady, che confonde bellezza (che ha) ed eleganza (che le manca) e gioca a fare Jacqueline Kennedy fasciata in una sorta di carta regalo color carta da zucchero. L’espressione è tronfia e orgogliosa, sicuramente molto più del marito, che arriva barcollando sul podio e non riesce a nascondere una evidente emozione.

Donald Trump takes the oath of office as his wife Melania holds a bible during his inauguration as the 45th president of the United States on the West front of the U.S. Capitol in Washington, U.S., January 20, 2017. REUTERS/Lucy Nicholson

Donald Trump, dalla tronfia Melania all’imbronciato Barron. Tutti i volti (vincitori e sconfitti) della nuova era

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