ALPS di Yorgos Lanthimos. Con Angeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis. (Grecia, 2011) Durata 82’ Voto 3/5 (DT)

Un paramedico, una ginnasta e il suo allenatore, più un’infermiera ultima arrivata, compongono il gruppo segreto chiamato Alps: facilitatori a pagamento del processo di lutto per persone o famiglie che hanno perso i loro cari. Annullata la propria personalità e imparata la parte da interpretare/vestire/riprodurre gli Alps rimpiazzano i defunti ripetendone gesti quotidiani e rapporti sociali con i familiari più vicini. Solo che per l’infermiera, al lavoro per sostituire diversi morti tra cui una ragazzina tennista deceduta dopo un incidente, qualcosa psicologicamente va storto e le rigide regole del gruppo vanno a farsi benedire. Alps è un dramma sospeso, catatonico e raggelato, dove il laconico regista Lanthimos mette in scena una robotica recitazione d’attori all’interno di un registro drammaturgico apparentemente surreale ma in definitiva terribilmente tragico. Da un lato la simbolica metafora dell’insuperabilità della morte, dall’altro il vano, serioso e rigoroso sforzo degli Alps in un’impresa professionale impossibile che sa di umanamente folle e moralmente non qualificabile. Testo (teatralmente) impeccabile, regia equilibrata tra dettagli dei corpi e campi lunghi, il cinema di Lanthimos fa sobbalzare, strabuzzare gli occhi, modulare di continuo il pomello della visione per comprenderne il senso sfuggito, ma alla fine non lascia mai indifferenti. Ultimo lungometraggio “europeo” del regista greco prima della produzione “americana” The Lobster con Colin Farrell e Rachel Weisz.

 

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