PATERSON di Jim Jarmusch. Con Adam Driver, Golshifteh Farahani, Kara Hayward. (Usa, 2016) Durata 113’ Voto: ? (DT)

Il reiterato tran tran di mister Paterson, autista di bus della città di Paterson (New Jersey) che ogni giorno (esclusi sabato e festivi – beato lui) guida il bus. Prima di iniziare il turno a sedere sul sedile, e in pausa pranzo davanti alle cascatine del paese, Paterson scrive poesie sul suo taccuino. Oltre ad ascoltare stralci di dialogo (tutti politicamente correttissimi anche quando si parla di anarchia) tra i passeggeri. A casa, mattina e sera, lo attendono la moglie Laura, volenterosa artista in bianco e nero dalle tende ai cupcake, e il bulldog inglese Marvin (la sua nemesi). Senza dimenticare la pausa al bar per una birra mentre porta a spasso il cane. Suddivisione temporale in giorni, ore e gesti che si ripetono pedissequamente (c’è perfino la ripetuta inquadratura dell’orologio del protagonista con le lancette che corrono velocemente in tondo), versi di dimenticabili poemi scritti in corsivo bianco sullo schermo (quando abbiano saputo che erano di un vero poeta, Rod Padgett, non ci potevamo credere), Paterson ha la cadenza tipica della poetica di un certo minimalismo Usa antihollywoodiano anni novanta: la finta elevazione dell’ordinarietà del protagonista di mezzo centimetro per farlo rimanere beatamente dove è. La piattezza formale dei frontaloni con macchina da pressa fissa, poi, non fanno che ripetere l’assunto poetico dell’umile travet che accetta senza fiatare l’altrettanto umile vita, manco fosse Il posto di Olmi. Premettendo che Jarmusch non ha mai rivoluzionato il cinema, e nemmeno increspato la sua centenaria storia, Paterson è un film non giudicabile se non inserendolo nella categoria del compitino pronto per il festival dove si celebra all’infinito l’ “auteur”, o in quella del dogmatico entusiasmo del genio a prescindere.

Film in uscita al cinema, cosa vedere (e non) nel fine settimana del 30 dicembre

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

FQMagazine awards 2016, il sondaggio per i nostri lettori: votate il miglior film del 2016

prev
Articolo Successivo

Veloce come il vento, Fiore e Pericle il nero: tre belle pagine di nuovo cinema italiano

next