L’inverno è alle porte, e con lui il maltempo. Il che significa freddo, pioggia, neve e quant’altro possa rendere più difficile la vita di un’automobilista, trasformando il fondo stradale in una saponetta bagnata. Le cronache di questi anni sono piene di incidenti e paralisi del traffico dovute a sinistri causati da scarsa aderenza sull’asfalto.

Per fare un esempio basti pensare alla nevicata straordinaria che nell’inverno del 2012 mandò in tilt il traffico di Roma, sia sul Grande Raccordo Anulare che all’interno dell’anello cittadino, con aeroporti bloccati, voli cancellati, ospedali in ginocchio e caos diffuso. Un’intera città subì le conseguenze di un evento a cui era impreparata, dal punto di vista della mobilità.

Oltre a una maggiore attenzione nei controlli di routine dell’auto, bisogna tenere conto che dal 15 novembre prossimo scattano le Ordinanze che prevedono l’obbligo di avere a bordo pneumatici invernali in determinate zone del Paese e sulle strade dove è previsto, fino al 15 aprile prossimo. E tutto sommato è una necessità, visto che per le loro specifiche tecniche le gomme invernali come vedremo sono in grado di assicurare la massima aderenza possibile su fondi bagnati o ghiacciati. E dunque di tutelare la sicurezza.

Pneumatici invernali obbligatori a bordo dal 15 novembre 2016. Ma gli italiani fanno spallucce – LA GUIDA

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