Al Nusra, braccio armato di al Qaeda

Dopo diversi mesi defilati, nel teatro aleppino fa la sua comparsa Jubhat al Nusra che non aveva ancora palesato la sua agenda regionale né la sua vocazione di braccio armato di Al Qaida in Siria. “Durante la prima metà del 2012, i membri di Jabhat al Nusra – scriveva, nel gennaio 2013, su al Hayath Hussein Jemmo, di ritorno dalla città siriana –, venuti da diversi Paesi, hanno vissuto come ospiti nella periferia Aleppo, combattendo in città senza starvi permanentemente. Oggi, una piccola comunità si sta espandendo per raggiungere la scala di ” al Qaeda”. Vedono la Siria solo come un singolo passo in un percorso che li porti da Aleppo e Idlib alle montagne alawite e che, alla fine, prosegue in regioni al di là della Siria”. Questa agenda estera, che vedeva la Siria come un semplice punto di partenza verso altre regioni, si scontra con l’ideologia islamica di gruppi armati, come la Brigata Tawhid (la più grande formazione presente sul teatro aleppino e composta da siriani) che promuovono un’ideologia islamica siriana priva di mire globali.Halab News

La progressiva infiltrazione di Jubhat al Nusra, e dell’allora neonato Stato Islamico, forte del suo sostegno economico e militare ricevuto da attori regionali, crea le prime occasioni di scontro fra questi e l’opposizione. Il Comitato di coordinamento locale di Aleppo organizza manifestazioni contro questi due gruppi ma molti attivisti, lasciati soli, vengono arrestati da al Nusra e Isis: è il caso di Abu Mariam, attivista della società civile che guida le prime manifestazioni di protesta contro il governo di Damasco e la presenza dei fondamentalisti in città, arrestato nel febbraio 2013, viene ucciso in prigionia qualche mese dopo.

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