Sarebbero 300mila, a detta di fonti locali, le persone intrappolate nella zona di Aleppo est che vive da oltre una settimana un assedio totale, dopo che l’ultima strada per i rifornimenti sotto il controllo dell’opposizione è caduta in mano alle forze governative fedeli al presidente Bashar al Assad. Dal luglio 2012, data dell’inizio della battaglia di Aleppo, i morti, secondo un conteggio che deve essere rivisto al rialzo, sarebbero oltre 40mila sommando quelli della città e del governatorato, mentre incalcolabile è il danno umano maturato dalla condizione prolungata di guerra. Ma oltre alle bombe, come le barrel bomb che ad Aleppo vengono usate in maniera consistente dall’aviazione governativa, un’arma ampiamente utilizzata per far pressione sul rivale è quella dell’acqua. Le tre principali stazioni di pompaggio che riforniscono la città e i dintorni sono quella sul fiume Eufrate, controllata dall’Isis; di Soleiman al Halabi, a più riprese tenuta da al Nusra o dall’opposizione e la terza dal governo.

8

Siria, Aleppo come Sarajevo: dopo quattro anni di assedio 40mila morti e 300mila civili in trappola

AVANTI
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Stati Uniti, mongolfiera con 16 persone a bordo prende fuoco e precipita a terra: “Non ci sono sopravvissuti”

prev
Articolo Successivo

Texas, sparatoria ad Austin: una donna morta e quattro feriti. Polizia: “Restate in casa” – video

next