L’avanzata dell’Isis e l’arrivo dei russi

Nel maggio del 2013 Hezbollah dichiara ufficialmente di entrare nel conflitto siriano a supporto del governo di Damasco, nonostante la presenza dei miliziani sciiti libanesi a sostegno di Assad fosse documentata fin dal 2011. Migliaia di uomini tagliano il confine varcando i monti del Qalamun e risalgono verso nord, per riprendere il controllo delle città sotto il controllo dell’opposizione: Yabrud, Quseir, Talkalakh e infine Homs. Da Aleppo, una forza guidata dal Colonnello disertore Abdul Jabbar al-Oqaidi arriva a Quseir in sostegno degli insorti quando le sorti della città sono ormai segnate.

La ripresa del controllo del confine con il libano e l’entrata di Hezbollah nella guerra siriana aumenta la pressione verso il Nord del paese. Nelle campagne a Nord di Aleppo, verso il confine turco, si assiste alla progressiva avanzata dello Stato Islamico e di Jubhat al Nusra a discapito delle forze di opposizione siriane. In aggiunta, l’intervento militare russo, ufficializzato a settembre 2015, prende di mira le località controllate dall’opposizione. Bombardamenti aerei congiunti dei russi e del governo di Damasco si intensificano su Aleppo e Idlib. Mentre la pressione dell’Isis, nell’ottobre del 2015, si concentra a Nord est di Aleppo con la presa di alcuni villaggi che erano sotto controllo dell’opposizione. A Sud l’esercito regolare e Hezbollah lanciano un’offensiva che li porta a controllare tre quarti della città.Halab News

La metropoli siriana, un tempo capitale economica del paese, rappresenta il nodo simbolico di congiunzione fra le diverse “Sirie”: la Siria dei curdi dell’Ypg (Unità di protezione popolare), supportato dai raid dell’aviazione americana, che da diversi giorni hanno intensificato l’offensiva verso la città di Munbij, puntando alla conquista delle campagne e dei villaggi a nord di Aleppo, ancora sotto il controllo dell’Isis o dell’opposizione, per riunire il cantone di Afrin con il resto del Kurdistan siriano (Rojava). La Siria del governo di Damasco che da una settimana ha stretto d’assedio i quartieri di Aleppo est, ancora sotto il controllo dell’opposizione, con l’obbiettivo di riprendere l’intera metropoli, seconda area urbana più popolosa della Siria, che avrebbe conseguenze a medio termine sull’andamento della guerra nel nord del paese, oltre a segnare una vittoria simbolica; la Siria dello stato Islamico che domina parte delle campagne a nord della città fino al confine con la Turchia e la Siria dell’opposizione siriana, messa sotto assedio a Aleppo est.

INDIETRO

Siria, Aleppo come Sarajevo: dopo quattro anni di assedio 40mila morti e 300mila civili in trappola

AVANTI
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Stati Uniti, mongolfiera con 16 persone a bordo prende fuoco e precipita a terra: “Non ci sono sopravvissuti”

prev
Articolo Successivo

Texas, sparatoria ad Austin: una donna morta e quattro feriti. Polizia: “Restate in casa” – video

next