Dopo un caos di elezioni, proclamazioni, ricorsi, controricorsi, ha giurato e si è insediato il consigliere regionale della Sardegna Giovanni Satta, eletto all’assemblea regionale con l’Unione democratica sarda. Ex sindaco di Buddusò, in Gallura, Satta ha preso possesso del suo seggio pochi giorni dopo l’uscita dal carcere di Bancali, in provincia di Sassari. Satta era recluso perché coinvolto in un’inchiesta per traffico internazionale di droga, in Costa Smeralda. Anche per questo il giuramento di Satta è avvenuto in un clima surreale, con l’aula in silenzio perfetto, senza applausi dopo la fine della cerimonia e con poche strette di mano dei colleghi vicini di banco. “La legge Severino non mi impedisce di sedermi in consiglio regionale – ha detto lui a L’aria che tira, su La7 – Voglio lavorare per mettermi a disposizione dei sardi e dei tanti problemi da affrontare in questa regione”.

Satta era stato proclamato consigliere, dopo diversi ricorsi e controricorsi, a due anni dalle elezioni. Ma nel frattempo Satta era stato arrestato in un’operazione antidroga dei carabinieri in Costa Smeralda. E’ rimasto in cella 23 giorni poi è stato scarcerato dopo che il tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare decisa in precedenza dal gip. A quel punto ha potuto giurare.

Il Movimento Cinque Stelle si dice “sdegnato”. Il portavoce Mario Puddu, sindaco di Assemini, spiega che “non ci dovrebbero essere indagati all’interno dell’Assemblea sarda e si dovrebbero dimettere tutti i consiglieri coinvolti nell’inchiesta sui fondi ai gruppi: noi siamo imbarazzati anche per loro”.

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