È tornata l’emergenza migranti a Ventimiglia. Il flusso di migranti che arrivano in Italia nella speranza di oltrepassare il confine e richiedere asilo in Francia in questi giorni sta crescendo a vista d’occhio. Sono circa 200 i migranti che da una settimana dormono all’addiaccio in stazione o sulla spiaggia, con sistemazioni di fortuna, riuscendo a mangiare una volta al giorno grazie alla disponibilità della Caritas Intemelia. Nel centro di accoglienza di Ventimiglia, gestito dalla Croce Rossa, non c’è posto. Ma anche se ci fosse, la maggior parte dei migranti non ha alcuna intenzione di andarci, perché l’ingresso nel centro è vincolato all’identificazione e all’avvio dell’iter di richiesta d’asilo in Italia come previsto dal trattato di Dublino 3. Chi ha provato a varcare il confine, come 34 ragazzi del Sudan tra venerdì 15 e lunedì 18 aprile, è stato respinto dalla polizia di frontiera francese e ha ricevuto un decreto di espulsione. Molti migranti denunciano di aver subito percosse e maltrattamenti. Nel frattempo, il movimento No Border e altri gruppi contrari alla chiusura dei confini vorrebbero organizzarsi (come già fatto lo scorso anno) per offrire solidarietà e alimenti ai migranti, ma un’ordinanza del Comune di Ventimiglia impedisce la somministrazione non autorizzata di generi alimentari. Per protestare contro l’ordinanza, domani sabato 23 aprile alle 14, la rete No Border di Ventimiglia ha organizzato con altri cittadini un’azione di disobbedienza civile: allestiranno banchetti in tutta la città e distribuiranno cibo ai passanti

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