Padre Rosario Giannattasio è il superiore regionale (ovvero responsabile per l’Italia) dei Missionari Saveriani. «La crisi c’è, è inutile nasconderselo» ci dice. Netto, in questi ultimi anni, il calo delle vocazioni e anche del sostegno economico alle iniziative e al mantenimento dei religiosi. I gruppi missionari che fino a 20 o 30 anni fa erano numerosi e spesso si raccoglievano attorno al missionario di fiducia conosciuto e sostenuto nel suo lavoro, oggi sono sempre meno e sono composti tutti da ultrasessantenni. «Per darvi un’idea – ci spiega padre Giannattasio – nel 1996 in tutto il mondo eravamo quasi 900; a fine 2014 eravamo 719.» Una diminuzione del 20% in neanche vent’anni. «Oggi in Italia siamo 79, con un’età media di 74 anni. Il calo è tutto europeo, però. In Africa e Asia abbiamo nuove vocazioni e nella nostra teologia di Parma ci sono attualmente 19 studenti provenienti da 8 Paesi».

A mancare non sono solo le vocazioni. «Sono drammaticamente calate anche le offerte, sia per la crisi economica che per l’invecchiamento dei donatori. Se dalla rete di amici e sostenitori nel 2002 ricevevamo 103mila euro, oggi ne riceviamo 53mila. Le giornate missionarie nelle parrocchie, che erano grande occasione di raccolta, sono quasi scomparse. Per intenderci, se nella provincia di Brescia ne facevamo 40-50 all’anno, oggi ne abbiamo cinqu o sei. A ciò va aggiunto che l’invecchiamento dei nostri missionari comporta purtroppo spesso problemi di salute e relativi costi che crescono sempre più. Le strutture a nostra disposizione anche, tanto che si sta facendo una pesante politica di tagli e chiusure».

Storiche terre di missione non sono più Paesi poveri, ma Paesi con poveri: il Brasile, la Cina, l’India

Ma il religioso resta ottimista: «Io ne do una lettura positiva: prima ci concepivamo come paese cattolico ed eravamo noi a pensare di portare fede e aiuti altrove. Ora no. Ora ci sono nuovi paesi che hanno voce, altri che non sono più Paesi poveri, ma Paesi con poveri: il Brasile, la Cina, l’India, una volta “terre di missione”, sono oggi in forte crescita, anche se con sacche di povertà.» Secondo il sacerdote, la generosità degli italiani non è diminuita, ma ha cambiato faccia: oggi ci si mobilita per emergenze, calamità e non più in modo continuativo. Non solo: «Il nostro lavoro sociale è stato spesso sostituito da associazioni e ong. È una sfida nuova per la Chiesa, a tutti i livelli. A noi missionari è chiesto di rinunciare alle sicurezze ideologiche e riscoprire una presenza più povera. Come missionario non posso che esserne contento, nonostante la sofferenza nel chiudere sedi e perdere vocazioni.»

A fare le spese della crisi sono anche le pubblicazioni, in questo caso il Centro Saveriano di Animazione Missionaria, con la Libreria dei popoli (che hanno chiuso) e le riviste Cem e Missione Oggi, da poco colpite da un drastico taglio di budget che ne mette a rischio la sopravvivenza.

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