Nel 2016 la Camera dei deputati spenderà 9,1 milioni in meno del 2015. Lo certifica nero su bianco il bilancio di previsione 2016 di Montecitorio anticipato ieri da ilfattoquotidiano.it. Ma spulciando tra carte e verbali della seduta dell’Ufficio di presidenza del 21 dicembre scorso, da un documento del collegio dei Questori che accompagna la prima bozza del progetto di bilancio emerge anche un altro dato significativo: Montecitorio taglia, lo Stato (e il governo) no.

MALEDETTA FORBICE Se “la spesa della Camera dei deputati diminuisceper il quinto anno consecutivo (130 milioni in meno rispetto al 2011, con un calo dell’11,7%), si legge nel testo, nello stesso periodo “la spesa delle Amministrazioni centrali dello Stato segna un aumento del 12,62%”. Con una forbice “di oltre 23 punti percentuali”. In pratica, certificano i Questori, mentre Montecitorio ha proseguito nella sua azione di contenimento dei costi, confermando per il triennio 2016-2018 che “la spesa complessiva resterà al di sotto del miliardo di euro”, non si può dire altrettanto del governo. L’elenco delle Amministrazioni centrali dello Stato è lungo e articolato. Contempla, innanzitutto, la Presidenza del Consiglio e i ministeri. Seguiti da un affollatissimo esercito di enti, agenzie e istituzioni di varia natura. Non tutti, ovviamente, sono responsabili della costante crescita della spesa pubblica nell’ultimo quinquennio. Quello richiamato dallo speach dei Questori della Camera.

CARISSIMO RENZI Ma di certo, stando al bilancio 2014, primo anno da premier di Matteo Renzi, anche Palazzo Chigi, dopo quattro anni di dieta ininterrotta, ha dato una spinta all’impennata dei costi. Impegnando una spesa di 3 miliardi 683 milioni 168 mila euro, con un incremento di 139,5 milioni rispetto al 2013, quando a guidare l’esecutivo c’era il predecessore dell’ex sindaco di Firenze, Enrico Letta. Lo stesso Letta al quale, proprio Renzi diede dell’“incapace” nel corso della telefonata intercettata con il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi  e pubblicata dal Fatto Quotidiano. Un’accusa ingiustificata almeno sul fronte del contenimento dei costi: i numeri INFATTI raccontano tutta un’altra storia.

Twitter: @Antonio_Pitoni

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

L’Aquila, la Asl assegna (senza bando) 63mila euro a 16 fra tv, siti web e blog locali. In cambio pubblicità istituzionale

next
Articolo Successivo

Costi della politica, Renzi sotto accusa: Fraccaro, “Nel bilancio della Camera bocciata la spending review del governo”

next