Il 21 gennaio è tempo del nuovo Steve Jobs di Danny Boyle interpretato da Michael Fassbender e Kate Winslet, film che a dirla tutta, è stato un modesto incasso al box office negli Usa. Sempre il 21 l’attesa, che ripagherà ampiamente lo spettatore, è per Il figlio di Saul, il film di Lazlo Nemes, distribuito da Teodora e premiato a Cannes, che racconta nell’insolito formato 4:3, e in un’apnea formale speculare alle fanfare de La vita è bella, la storia di un rabbino internato ad Auschwitz che cerca in ogni modo di non far finire il corpo del figlio morto dentro ai forni crematori.

Il 27 gennaio è tempo di remake. Il Point Break in 3D di Ericson Core costato 120 milioni di dollari a 24 anni dall’originale della Bigelow non promette nulla di buono con in scena due pallide figure attoriali come Édgar Ramírez e Luke Bracey. Il 28 gennaio esce in sala il 26esimo film diretto e interpretato da Carlo Verdone. L’abbiamo fatta grossa vede il Carlo nazionale interpretare uno sgangherato detective privato e al centro della scena Antonio Albanese nei panni di un attore di teatro in crisi professionale e di coppia. Con febbraio torna Quentin Tarantino. Il 4 The Hateful Eight avrà la sua definitiva e sacra visione in sala, nonostante il recente furto di una copia del film poi rilanciata da scaricare o in streaming ai quattro venti sul web.

L’11 febbraio ci sarà bisogno di più di un’occhiata al film  L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo, film diretto dal burlone Jay Roach (Austin Powers, Ti presento i miei) che questa volta trova la quadra tragica e politica attorno al personaggio di Dalton Trumbo (Bryan Cranston), sceneggiatore di successo, finito con il senatore McCarthy sulla famigerata “lista nera” e infine utilizzato per sceneggiare Exodus, Spartacus e Vacanze Romane senza che nessuno lo sapesse.

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Cinema 2016, da Tarantino a Tornatore tutti i film che vedremo. Attesa per The Revenant con DiCaprio

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