venezia 675In tre modi muoiono le città: quando le distrugge un nemico spietato; quando un popolo straniero vi si insedia con la forza …, o, infine, quando gli abitanti perdono la memoria di sé, e senza nemmeno accorgersene diventano stranieri a se stessi, nemici di se stessi”. In questo modo inizia il libro di Salvatore Settis “Se Venezia muore” (2014, Vele, pp. VIII-160, euro 11,00).

Concetto universale, chiaro. Applicato alla Venezia che continua a trasformarsi. Molto di più. Che prosegue nell’irragionevole politica dello stravolgimento. Nel quale l’urbanistica piuttosto che essere strumento culturale, è diventata poca cosa. Scrive nel luglio 2014 Vittorio Gregotti, recensendo la mostra milanese di Gianni Berengo Gardin per il Fai sulle grandi navi a Venezia: “Una grande quantità di edifici, modesti e ricchi, palazzi storici e modeste abitazioni, sono diventati alberghi o bed and brekfast, e Venezia è diventata “l’Hotel Venezia”, una città carissima per viverci”. Ed infatti gli abitanti di Venezia isola che erano 150mila nel 1951, oggi si sono ridotti a circa 57mila. Dato che non sembra allarmare più di tanto. Proseguono le aggiunte, nella maggior parte dei casi tutt’altro che rispettose del contesto. Come accade al catafalco bianco che raddoppia l’Hotel Santa Chiara sul Canal Grande. Proseguono i cambi d’uso.

Dal 2010 al 2014 sono stati ben 2950 quelli concessi dal Comune. Un trend che sembra inarrestabile anche ora che la città lagunare è amministrata da Luigi Brugnaro. Infatti in consiglio comunale stanno per arrivare due nuove delibere, proposte dalla giunta, che consentono di trasformare in parti di hotel appartamenti finora abitati da famiglie di residenti. La municipalità di Venezia-Murano-Burano ha dato parere negativo, ma la Commissione Urbanistica ha autorizzato la discussione in consiglio comunale, nonostante il parere negativo dei consiglieri della Lista Casson, del Pd e del M5s. “Il Tar non avrà la nostra visione politica e le carte danno ragione ai richiedenti. E poi sono accorpati da anni agli alberghi”, ha cercato di giustificarsi Maurizio Crovato, capogruppo della Lista Brugnaro. Ma la realtà è questa.

I primi atti portati in Commissione Urbanistica dall’amministrazione Brugnaro riguardano la trasformazione di due appartamenti in hotel o loro dependance. Uno al ponte delle Guglie, secondo piano di un palazzetto dove ha sede l’Hotel Biasin. L’altro in calle delle Rasse, tre appartamenti adiacenti all’Hotel Danieli. Le Norme Tecniche di Attuazione allegate alla Variante del Prg impedirebbero l’operazione. Ma si sa. Quando si vuole il cavillo per realizzare l’irrealizzabile, si trova. Con il parere della Commissione scientifica e quello del Consiglio comunale. Non rimane che aspettare per verificare impressioni. Per trovare conferma a quel che non sembra un nuovo corso per la città. Come indizia la strampalata idea di far entrare in laguna le grandi navi, pagando una sorta di pedaggio.

Venezia continua a tradire la sua identità, inseguendo un turismo malato. Un antico proverbio dice che i nemici della città sono tre: la terra, il mare e l’uomo. Da quel che accade sembra proprio che il pericolo maggiore sia ormai costituito dall’uomo.

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