La Banca centrale europea attacca con decisione il suo maggiore problema: fare circolare il credito nelle parti dell’economia che ne hanno bisogno. Taglia i tassi di interesse e diventa la prima tra le maggiori banche centrali ad adottare un tasso di deposito negativo. Mario Draghi annuncia un pacchetto di misure senza precedenti: € 400 miliardi per le banche a condizione che siano prestati, la fine della sterilizzazione delle obbligazioni acquistate all’inizio della crisi e la preparazione ad acquisti su larga scala nel mercato degli ABS, una forma di quantitative easing.

Fausto Panunzi – Professore di economia politica dell’Università Bocconi da Milano: “Sarebbe illusorio pensare che la Bce non viva anche il momento politico dell’Europa del dopo le elezioni con l’affermazione dei movimenti euroscettici, continuare a dare segnali di passività sarebbe stato un errore, invece mostrare che la banca centrale è disposta a fare qualsiasi cosa per arrestare lo spettro della deflazione credo sia stata una mossa che Draghi davvero non poteva evitare”.

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