Il presidente incaricato Matteo Renzi accetta con riserva. E’ una formula, si dice. Ma non troppo, evidentemente. Il Nuovo Centrodestra non vuole incontri preliminari e vuole giocarsela direttamente nelle consultazioni ufficiali che il segretario del Pd comincerà domani (18 febbraio). I colloqui cominceranno alle 10 con il Centro Democratico e si concluderanno mercoledì 19 con Forza Italia e Partito Democratico (alle 12). Nel programma per i confronti con i partiti ci sono tutte le forze politiche presenti in Parlamento tranne il Movimento Cinque Stelle che d’altra parte si è detto nient’affatto interessato. Alle 19 di martedì, invece, è fissato l’incontro con Angelino Alfano e i suoi che non hanno intenzione di dare per scontato il sostegno al nuovo esecutivo (leggi la cronaca di ieri). “Metterò tutto il coraggio e l’energia che ho in questo progetto” dice quello che tra pochi giorni sarà l’ex sindaco di Firenze. Al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Renzi ha confermato che l’orizzonte è quello della fine della legislatura, quindi il 2018, e i contenuti sono le riforme istituzionali, ma soprattutto “il problema della nostra generazione, ovvero il lavoro”. Il leader democratico vuole battere un ritmo forsennato: a febbraio le riforme (e mancano 11 giorni) e subito dopo le questioni dell’occupazione, ad aprile la riforma della pubblica amministrazione, a maggio toccherà al fisco. E il Nuovo Centrodestra sta lavorando a un documento in cui indicherà una serie di proposte, in ordine di priorità, con dettaglio di costi, coperture e tempi. Il modello che gli alfaniani vorrebbero seguire per siglare il patto di programma con il premier incaricato, è quello dell’accordo tra Merkel e Spd in Germania, anche per il livello di approfondimento dei singoli punti programmatici.

Visto che le consultazioni si concluderanno mercoledì a tarda mattinata è verosimile che già nel pomeriggio – in caso di esito positivo – Renzi possa sciogliere la riserva salendo di nuovo al Quirinale. Ma la tempistica su giuramento del governo e fiducia in Parlamento è molto simile a un pronostico, in questo momento: “L’orizzonte di legislatura che ci poniamo necessita di qualche giorno in più per sciogliere la riserva – ammette il segretario – E’ fondamentale che le forze politiche di maggioranza sul programma di governo e tutte le forze dell’arco costituzionale sulle riforme siano ben consapevoli dei prossimi passaggi”. 

Vota il sondaggio: Matteo Renzi ha elencato tra le sue priorità legge elettorale, lavoro, fisco, burocrazia e riforme costituzionali. Non ha parlato però di criminalità economica, corruzione ed evasione. 

Dopo l’incontro con Napolitano Renzi ha incontrato i presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Piero Grasso prima di partecipare al suo ultimo consiglio comunale da sindaco. “Fare politica – ha detto, senza nascondere un po’ di commozione – non è qualcosa di sporco, brutto o da evitare. È corrispondere ai sogni delle persone. Fare politica significa dare del tu al dolore di tutti i giorni”.

Si eclissa la componente “Leopolda”: no di Farinetti
Da una parte il nuovo governo muove i primi passi sotto una buona stella, come dice il renziano Paolo Gentiloni, cioè la vittoria di Francesco Pigliaru in Sardegna (dove invece 5 anni fa cadde Walter Veltroni), l’incoraggiamento nientemeno che di Tony Blair, uno dei miti politici del rottamatore, lo spread in discesa. La corsa del leader Pd verso Palazzo Chigi tuttavia è piena di ostacoli. Di Alfano si è detto. Poi i tentativi di coinvolgere nell’impegno di governo personalità della società civile, come l’amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra, che nell’idea di Renzi dovrebbero rappresentare un’ulteriore svolta innovativa. “Quando vedrete i nomi” del governo Renzi, “scoprirete che sono infinitamente meglio di noi veri amici che gli abbiamo detto no” dice il patron di Eataly, Oscar Farinetti, un altro che ha declinato l’offerta del segretario democratico. Eclissa, dunque, la componente “Leopolda” nel governo che nascerà.

La matassa del toto-ministri
Sondaggi sui candidati preferiti sono in corso a 360 gradi e in questo sono impegnati sia personalmente Renzi sia i suoi, come Dario Nardella (deputato destinato a fargli da successore a Firenze) e Graziano Delrio, sempre più sicuro nel ruolo di prossimo sottosegretario alla presidenza del Consiglio che fu di Gianni Letta con Berlusconi e di Enrico Letta con Romano Prodi. Il segretario Pd, secondo alcune fonti, vorrebbe lo stesso al ministero del Tesoro, anche per restituire entusiasmo all’elettorato democratico “sotto choc” dopo la sfiducia all’ex capo del governo Enrico Letta. Gli ambasciatori hanno cercato di convincere il fondatore dell’Ulivo che a via XX Settembre è fondamentale un politico con lo spessore del Professore ma l’ex presidente del Consiglio, nonostante gli incoraggiamenti a rischiare rivolti a Renzi, ha risposto di non essere intenzionato a tornare in politica. In quel ruolo non ci sarà neanche Fabrizio Barca anche perché la sua posizione è apparsa chiara in una telefonata con un imitatore di Nichi Vendola. E’ spuntato – di nuovo – il nome di Giuliano Amato, attualmente giudice costituzionale, ma non pare troppo in linea con la voglia di cambiamento che vorrebbe portare Renzi. Gli altri nomi che girano sono ancora quelli di Luca Cordero di Montezemolo, dell’ex presidente della Telecom Franco Bernabè e dell’ad delle Ferrovie, Mauro Moretti. Candidati al Viminale sono lo stesso Alfano (che punta a una conferma) e Dario Franceschini che potrebbe in alternativa lavorare alla Cultura. Al ministero dell’Istruzione continua a essere destinata Stefania Giannini, anche se non si esclude un impegno di Irene Tinagli e Andrea Romano (sono tutti docenti universitari e tutti di Scelta Civica). Intorno alla casella del ministro del Lavoro ancora i nomi di Guglielmo Epifani, Cesare Damiano (sarebbe un ritorno) e Tito Boeri. Alla Giustizia viene dato in discesa Michele Vietti e in salita Guido Calvi, Livia Pomodoro e l’ex Guardasigilli Paola Severino. Agli Affari europei dovrebbe andare Federica Mogherini. Dei rapporti col Parlamento potrebbe essere incaricato il portavoce della segreteria del Pd Lorenzo Guerini o anche la stessa Maria Elena Boschi, che potrebbe unire la delega alle Riforme. 

Le nomine delle società controllate
Infine sullo sfondo la grande partita delle poltrone in scadenza (per qualcuno è la madre di tutte le partite). Secondo Repubblica, per esempio, Paolo Scaroni non sarà riconfermato alla guida dell’Eni. Lo stesso accadrà anche per i vertici di Enel, Finmeccanica, Poste. Molto dipenderà anche da chi sarà il ministro dell’Economia, visto che è il Tesoro formalmente l’azionista delle principali aziende pubbliche. Nei giorni scorsi il leader del Pd ha aperto i canali diplomatici per contattare il numero uno del gigante telefonico britannico Vodafone, Vittorio Colao che avrebbe però rifiutato la poltrona dell’Eni. Disponibile a lasciare il suo attuale incarico, sarebbe anche Luigi Gubitosi (classe 1961) direttore generale della Rai, il cui mandato scadrà comunque nel 2015. Renzi pensa a Antonio Campo Dall’Orto (ex Mtv e La7) per viale Mazzini. Gubitosi potrebbe finire all’Enel, a Terna o più verosimilmente alle Poste dove Sarmi (in sella dal 2002) non può più contare sul sostegno decisivo di Enrico Letta.

LA CRONACA ORA PER ORA

19.14 – Barca al finto Vendola: “Io all’economia? Non ci penso proprio. Pressioni anche da De Benedetti”
“Sono sotto pressione, Nichi, una pressione crescente. Ma io non ci penso proprio, tanto per essere chiaro. Ma proprio proprio”. Fabrizio Barca è caduta del tranello del finto Nichi Vendola de ‘La Zanzara’ di Radio24 ed ha ammesso che non ha intenzione di andare a fare il ministro dell’Economia nel governo di Matteo Renzi. “Ho parlato con Graziano e pensavo, 48 ore fa, di averla stoppata questa cosa -dice Barca nell’anticipazione diffusa dall’emittente-. Se fallisce anche questa è un disastro, però non possono pretendere che le persone facciano violenza ai propri metodi, ai propri pensieri, alla propria cultura. Quindi sono stato proprio chiarissimo: evitiamo che nasca una cosa alla quale vengo forzato”. L’ex ministro del governo Monti, tra l’altro, spiega: “Poi è iniziata la sarabanda del paron della ‘Repubblica’ che continua… Lui non si rende conto che io più vedo un imprenditore dietro un’operazione politica più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Un imprenditore che si fa sentire”. Barca chiarisce di riferirsi al “padrone della ‘Repubblicà, con un forcing diretto di sms, attraverso un suo giornalista, con una cosa che hanno lanciato sul sito ‘chi vorresti come ministro dell’Economià dove ho metà dei consensi. Questi sono i metodi. Legittimi, per carità. Questo è il modo di forzare, di scegliere, di discutere. Non una volta chiedendomi ‘ma se lo fai cosa fai?’. Se io dico che voglio fare una patrimoniale da 400 miliardi di euro, cosa che secondo me va fatta, tu cosa rispondi? Mi dici che va bene? Mi sembra fantapolitica”, “non c’è un’idea, c’è un livello di avventurismo. Non essendoci un’idea, siamo agli slogan”. 

18.17 – Famiglia Cristiana: “Governo Renzi è un treno da non perdere”
Il governo Renzi è ”un treno da non perdere”. Lo scrive Famiglia Cristiana nel proprio editoriale politico firmato questa settimana dall’ex ministro Andrea Riccardi. La situazione del Paese “è molto grave”, l’Italia “manca drammaticamente di futuro” e “non si può perdere tempo”, sottolinea il settimanale dei paolini. 

17.19 – Renzi interviene all’ultimo consiglio comunale a Firenze e si commuove
“Il mio non è un discorso di commiato o di consultivo”, ha dichiarato il sindaco di Firenze parlando al consiglio comunale. “Ho comunicato male, da quando è cominciato il mio discorso sulla rottamazione, abbiamo parlato solo di cose politiche. E invece abbiamo fatto tanti atti concreti”. Dario Nardella è stato nel frattempo nominato vicesindaco: “Si tratta – ha spiegato Renzi – di un passaggio di natura formale, ma anche di natura sostanziale. Pur nella delicata situazione che stiamo vivendo c’è bisogno di portare avanti l’amministrazione di Firenze con attenzione. Non c’è nessun tipo di indicazione preventiva, è semplicemente il gioco democratico”. Si è fermato un attimo prima di chiudere il suo intervento in Palazzo Vecchio il sindaco e premier incaricato Matteo Renzi: la sua voce si è rotta proprio mentre ricordava i genitori dei ragazzi morti in incidenti stradali e la “bellezza di fare politica”. Poi si è alzato e ha saluto ad uno ad uno tutti i consiglieri.

17.15 – Renzi chiama Pigliaru: “Ciao Francesco, grande vittoria”
“Grande Francesco, grande vittoria”, Matteo Renzi ha telefonato a Francesco Pigliaru, governatore in pectore del centrosinistra. “Matteo ci ha dato una mano importante – ha sottolineato il professore – Sarà bello governare in parallelo”. 

16.15 – Renzi arriva a Palazzo Vecchio a Firenze
Il presidente del Consiglio incaricato è arrivato a Palazzo Vecchio dribblando i giornalisti, entrando da un ingresso posteriore. Sono stati beffati così anche i circa 30 lavoratori comunali aderenti ai sindacati di base che lo attendevano in piazza della Signoria. Immediata è scattata la loro reazione, entrando di corsa nel cortile del palazzo e gridando “Vergogna, vergogna” all’indirizzo di Renzi. Nel suo ufficio ha incontrato, insieme al deputato Pd Dario Nardella, al vicesindaco Stefania Saccardi e ad altre persone, fra i quali il comandante dei vigili urbani Antonella Manzione. Fra poco interverrà alla seduta del Consiglio comunale.

15.39 – Cuperlo: “Ora confronto sui contenuti”
Sentimento di preoccupazione, ma volontà di confronto. L’ex presidente del Pd ed esponente della minoranza del partito Gianni Cuperlo si rivolge direttamente al segretario: “C’è in tanti un sentimento di preoccupazione per come si è arrivati al passaggio di questi giorni. La decisione della Direzione del Pd, anche al di là di quanto avessimo immaginato, ha sollevato dubbi sui modi che hanno accompagnato la fine del governo Letta e l’annuncio di una svolta radicale. In quella sede avevamo sollecitato una discussione che partisse dai contenuti e dall’impianto che stavano alla base di una scelta oggettivamente traumatica. Ora è il momento di farlo”. Ora, di fronte al nuovo incarico, chiede una maggiore concretezza: “Ora, alla luce dell’incarico ricevuto, spetta a lui illustrare su quali basi, obiettivi, traguardi intende fondare quel cambiamento profondo che è l’unica giustificazione per le decisioni assunte negli ultimi giorni. E noi presenteremo il nostro contributo programmatico”.

15.19 – Grillo: “Renzie dice no ad altre alleanze? Alfano stai sereno”
“Le garanzie di Renzie ad Alfano: ‘Non cerco altre maggioranzè #alfanostaisereno”. Così Beppe Grillo in un tweet in cui conia un nuovo hashtag dedicato al vicepremier e ministro dell’Interno uscente. Stamani il leader M5S gli ha dedicato anche un post sul blog in cui lo definiva “Angelino Banderuola Alfano“.  

14.52 – Renzi su Twitter: “La volta buona”
“Con tutta l’energia e il coraggio che abbiamo. La volta buona”. Lo scrive il premier incaricato, Matteo Renzi, in un tweet mentre è in viaggio verso Firenze.

14.35 – Polverini (FI): “Sceglie i ministri con il casting”
“La cifra riformista del nuovo Governo si capirà da chi Matteo Renzi chiamerà a guidare due dicasteri chiave come l’Economia ed il Welfare per i quali il segretario del PD sembra oscillare tra personalità diverse tra loro se non contrastanti per cultura e orientamento”. Così in una nota la deputata Renata Polverini (FI), vicepresidente della Commissione Lavoro. “Purtroppo, sembra di assistere più ad un casting cinematografico che alla formazione di un esecutivo che deve tirare fuori l’Italia dalla palude nella quale ci hanno cacciato i Governi pieni di tecnici, ma privi di idee e soluzioni.

14.25 – Renzi in stazione per prendere il treno per Firenze
Matteo Renzi è in stazione Termini a Roma dove sta per prendere il treno che lo riporterà a Firenze per seguire quello che potrebbe essere il suo ultimo consiglio comunale da sindaco. Con lui ci sono i fedelissimi, Graziano Delrio, e Lorenzo Guerini. Il premier incaricato non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti ma si è fermato a parlare con le persone che si sono avvicinate a lui per augurargli ‘buon lavoro’. A bordo del treno ci sono telecamere che riprendono il viaggio. Renzi si è appena accomodato nel salottino del convoglio e ha ribadito che non rilascerà dichiarazioni.

13.40 – Fassino: “Io ministro? No, continuo a fare il sindaco come ogni giorno”
Sono in partenza per gli Stati Uniti e confermo che continuo a fare il mio lavoro di sindaco, come ogni giorno”. Così Piero Fassino, a margine di manifestazione a Torino interpellato sull’ipotesi di un suo incarico come ministro del governo Renzi.

13.32 – Blair: “Sfide straordinarie, ma Renzi ha la forza per riuscire. I leader Ue lo sostengano”
Tony Blair, come già in occasione della sua vittoria alle primarie a dicembre, è il primo tra i leader stranieri a congratularsi con Matteo Renzi. Le sfide che il leader del Pd ha di fronte, dice l’ex premier britannico cui Renzi dice di ispirarsi, “sono assolutamente straordinarie, ma Matteo ha il dinamismo, la creatività e la forza per avere successo, con la combinazione di realismo e idealismo che servono per i tempi in cui viviamo”. “L’Europa – sottolinea ancora Blair – ha bisogno che l’Italia prenda il posto che le spetta nella leadership europea ed i leader europei dovrebbero sostenere pienamente Matteo mentre assume la responsabilità per il futuro del suo Paese”.

13.25 – Renzi a colloquio con presidente del Senato Grasso
Il presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, è giunto in Senato dove ha avuto un colloquio di circa 35 minuti con il presidente di Palazzo Madama, Pietro Grasso. Renzi si è allontanato guidando la Giulietta bianca con la quale era arrivato insieme al suo portavoce, Filippo Sensi.

12.32 – Renzi a colloquio con presidente della Camera Boldrini
E’ terminato, dopo 40 minuti, l’incontro tra il presidente incaricato Matteo Renzi e il presidente della Camera Laura Boldrini. La presidente, nell’augurargli buon lavoro, ha accolto con favore la richiesta che possano svolgersi alla Camera le consultazioni, che avranno luogo a partire da domattina nella Sala del Cavaliere. La Presidente ha auspicato un rapporto sempre più collaborativo tra Governo e Parlamento, a cominciare dal tema – già posto all’esecutivo ora dimissionario – di un ricorso più contenuto ai decreti-legge. Poche ore più tardi, su Facebook, ha specificato di essersi augurata che “venga fatta al più presto una nuova legge elettorale”.

12.15 – Salvini (Lega Nord): “Siamo pronti a parlare con Renzi”
Il primo a prenotarsi per un incontro è il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: “Se Renzi è interessato a sentire la voce del Nord, prendiamo il treno in seconda classe e ci andiamo. Non mi auto-invito ma ci vado con una delegazione del territorio”. E si dice pronto ad una forte denuncia nel caso di scelte non condivise: “Diciamo a Renzi che se nella compagine di Governo o in altri ruoli di maggiore responsabilità ci saranno Prodi o Monti siamo pronti a presentare una denuncia con azione di risarcimento in sede civile e penale per i danni miliardari che hanno provocato all’Italia e al Paese”.

12.05 Renzi: “Ho assicurato che metterò tutto l’impegno necessario”
“Nel corso delle prossime ore”, ha detto il segretario del Pd al termine dell’incontro con Napolitano, “incontrerò il Presidente della Camera e del Senato. Domani inizieranno le consultazioni formali e ufficiali. L’impegno che ci siamo prefissi è molto serio e molto rappresentativo. C’è un impegno di allungamento della prospettiva politica di questa legislatura che si colloca in un orizzonte naturale. Prima di qualsiasi discussione, è necessario che nelle prossime ore abbiamo una grande attenzione ai contenuti. Metterò tutto il coraggio e l’energia necessari per risolvere la crisi di governo”.

11.55 – Renzi ha accettato l’incarico con riserva
“Il segretario Matteo Renzi ha accettato con riserva l’incarico” di formare il nuovo Governo affidatogli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Così Donato Marra, segretario generale della Presidenza della Repubblica italiana, al termine dell’incontro al Quirinale tra il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il segretario del Pd.

11.47 – Zampa: “Letta? Ha sbagliato a non fare le primarie”
“Ci attendiamo da Matteo Renzi l’illustrazione di un programma”, ha commentato la deputata e vicepresidente Pd Sandra Zampa ai microfoni di Radio Città Futura, “che non ci è stato dato in direzione né dopo, l’illustrazione di qual sarebbero le riforme radicali che intende fare e anche comprendere come intende farle con un’alleanza che non è diversa da quella che ha sostenuto il Governo Letta, di diverso c’è la leadership che, si è visto, ha un altro stile. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una personalità che ci ha messo la faccia. Uno degli errori di Letta è stato proprio quello di sottrarsi alle primarie: avrebbe dovuto partecipare alle primarie sfidando Renzi e rivendicando il suo di programma, non affidandosi ad altri”. 

11.39 – De Luca: “Renzi va incoraggiato. Da Roma non mi aspetto nulla”
“Sono convinto che Renzi vada incoraggiato”, ha detto il sindaco di Salerno e vice ministro Infrastrutture e Trasporti, Vincenzo De Luca, nel corso della conferenza stampa che ha tenuto a Palazzo di Città. “Renzi andrà avanti per un Governo libero dai ricatti delle piccole forze politiche. La crisi sociale è drammatica nel nostro Paese, e principalmente nel Sud e in Campania. Il primo obiettivo su cui concentrarsi è un piano per il lavoro, per le centinaia di migliaia di giovani disoccupati e un rilancio di grandi investimenti pubblici da cui far ricavare l’apertura di cantieri e un nuovo dinamismo economico”.

11.15 – Il Mattinale di Forza Italia: “Parlamento ridotto a bivacco di manipoli”
“Qualcuno pretende che il Parlamento,accuratamente evitato durante la crisi, si riduca a macchina neutra per lo smaltimento di decreti giacenti. A questo sarebbe ridotta la democrazia rappresentativa? A luogo dove si obliterano i biglietti di addio confezionati da un premier decaduto e da un Presidente della Repubblica proteso ormai ben oltre il dettato costituzionale? E tutto per il comodo insediamento del neo primarier (crasi da premier da primarie)”. È quanto scrive “Il Mattinale”, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati. “I presidenti della Camera e del Senato Boldrini e Grasso che ci stanno a fare? Prontissimi a esibire l’alto pennacchio delle loro cariche per ragioni di rappresentanza, pronti a usare il potere in chiave personalistica o peggio antidemocratica, e poi proni a trasformare i deputati e senatori in cicisbei di decisioni extraparlamentari”. “Di certo Grasso è più propenso a trasferire il Senato a vassallo dei pm in Tribunale, come nel caso di Napoli, piuttosto che a garantirne il ruolo costituzionale nel bocciare un governo e insediarne uno nuovo. Questi Presidenti, così orgogliosamente antifascisti, sono stati i migliori da che c’è la Repubblica, nel fare del Parlamento quel che annunciava Mussolini, ‘aula sorda e grigià, in fondo in fondo ‘bivacco di manipolì al servizio di poteri maturati fuori da elezioni democratiche e fuori dal Parlamento. Boldrini e Grasso dovrebbero costituirsi parti civili contro se stessi”, conclude “Il Mattinale”.

11.09 – Romani: “Aspettiamo al varco Renzi”
“Sono molto curioso di sapere quale sarà l’innovazione che Renzi porterà perché il Paese ne ha bisogno, quindi aspettiamolo al varco. Una polemica di pregiudizio su cosa farà bene o male mi sembra inutile”. Lo ha detto Paolo Romani (Forza Italia) intervenendo ad Agorà, su Rai3.

11.08 – Lo spread Btp-Bund scende a 195 punti base
Lo spread oscilla sui 195 punti base, con il rendimento del decennale italiano che testa i nuovi minimi da febbraio del 2006 scivolando al 3,64%. Il differenziale tra i titoli a 10 anni spagnoli e tedeschi è a 186 punti base e il tasso dei Bonos cala al 3,55% il livello più basso da marzo 2006.

10.40 – Fratelli d’Italia manifesta davanti al Quirinale
“La nostra è un’azione dimostrativa per protestare contro il terzi governo deciso sulla testa degli italiani”, ha detto Giorgia Meloni. “Anche generazionalmente parlando – ha aggiunto – speravo che Renzi potesse rappresentare una stagione nuova, ma sta dimostrando che non è così”. “Hanno stracciato per la terza volta consecutiva la Costituzione – ha sottolineato il deputato Fabio Rampelli – se il Pd che evidentemente porta le corna, ci ha ripensato e ha sfiduciato Enrico Letta questa è una condizione sufficiente per sciogliere le Camere, basta con le manovre e le congiure di palazzo”.

10.23 – Financial Times: “Prima sfida per Renzi Matteo la coalizione con Ncd”
Renzi riceverà oggi formalmente l’incarico di formare “il quarto governo italiano in meno di due anni” con l’obiettivo di presentare il suo programma di riforme in parlamento entro la fine della settimana. Il Financial Times dedica oggi un titolo in prima pagina alla situazione politica in Italia, oltre al commento nelle pagine interne a firma dell’editorialista Wolfgang Munchau, che si chiede, ora che Matteo Renzi “è vicino a raggiungere il suo grande obiettivo, che succede?” e definisce quello del “nuovo primo ministro italiano” “Il compito più difficile in Europa”. “La prima sfida che attende Renzi – si legge nell’articolo in prima pagina – è mettere a punto una coalizione con Angelino Alfano”, il “cui appoggio è vitale per i Democratici per assicurarsi la maggioranza che non hanno in Senato”.

10.17 – Renzi è arrivato al Quirinale
Il segretario del Pd, Matteo Renzi, è giunto al Quirinale per l’incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dovrebbe conferirgli l’incarico di formare il nuovo governo. Renzi è arrivato con dieci minuti di anticipo, alla guida di una Giulietta bianca, con al fianco il capo ufficio stampa del Partito democratico, Filippo Sensi.

10.15 – Giuliano Ferrara: “Renzi salvi il bipolarismo”
Matteo Renzi deve fare ”un governo che salvi il bipolarismo, che faccia la riforma elettorale con Berlusconi, ma soprattutto che diminuisca le tasse e stimoli la crescita, tagli drasticamente la spesa pubblica e che punti i piedi con Bruxelles. Ma lo faccia liberalmente, autonomamente. Se non fa questo, se resta appeso ad Alfano o altri perderà consenso e forza propulsiva. Gli italiani vogliono Renzi, non Alfano”. Così il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, in un’intervista a Qn.

10.02 – D’Incà (M5S): “Da Renzi? Non credo ma decide assemblea”
Il M5S deciderà in assemblea se incontrare per le consultazioni il premier incaricato Matteo Renzi. Lo ha detto a Radio Anch’io il capogruppo alla Camera Federico D’Incà. “Personalmente ritengo che come con Napolitano dovremmo rifiutarci di incontrarlo. Ma questa – ha aggiunto – è una decisione che prenderemo in assemblea”.

8.28 – Lupi: “Un esecutivo di centrosinistra Renzi se lo può sognare”
Maurizio Lupi, intervistato da La Repubblica mette nero su bianco le richieste di Ncd a Renzi: l’insediamento di un ‘comitato programmatico’, visibile a tutti, con la partecipazione di tutti gli alleati, che lavori ‘giorno e notte’ al patto di governo. E le poltrone? “Di quelle parleremo dopo aver definito i contenuti e il programma” risponde Lupi.

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