A due mesi dalle elezioni che hanno confermato come primo partito la Cdu di Angela Merkel, la Germania vede materializzarsi l’accordo necessario per formare un nuovo governo. La formula deve essere, per forza di cose, quella della grande coalizione, dal momento che il partito della cancelliera non è riuscito a conquistare la maggioranza assoluta. Così, la Cdu ha dovuto cercare un alleato negli avversari storici della Spd, con cui ha trovato un accordo solo dopo 17 ore di trattativa. Il testo prevede, tra l’altro, un salario minimo e la doppia cittadinanza per gli extracomunitari nati nel Paese. Ora, l’intesa dovrà essere sottoposta al voto dei 474mila iscritti socialdemocratici, che saranno chiamati a esprimersi con un referendum. I risultati della consultazione sono attesi per il 14 dicembre: tre giorni dopo, in caso di via libera alla bozza di accordo, Angela Merkel sarà cancelliere per il terzo mandato consecutivo.

L’intesa è stata trovata, dopo una maratona notturna di colloqui tra Cdu-Csu e Spd, intorno alle cinque di mattina. Lo hanno reso noto sui loro profili Twitter il parlamentare conservatore Michael Grosse-Broemer e la premier del land della Saar, Annegret Nramp-Karrenbauer. Ma per l’annuncio dei nomi dei ministri bisognerà aspettare ancora un paio di settimane. La Cdu-Csu della cancelliera aveva ottenuto una larga maggioranza relativa alle politiche di settembre (41,5%), ma aveva mancato per cinque seggi la maggioranza assoluta e aveva dovuto avviare una trattativa per un governo di coalizione. Gli alleati liberaldemocratici della legislatura precedente non avevano superato la soglia di sbarramento e non erano entrati in parlamento. Il partito di Merkel, dopo un tentativo infruttuoso con i Verdi, aveva avviato un negoziato con la Spd per una “Grosse Koalitionen”, formula già sperimentata nel primo governo della cancelliera (2005-2009).

Le due parti hanno concordato sull’introduzione di un salario minimo nazionale obbligatorio pari a 8,50 euro all’ora, una richiesta dei socialdemocratici. I conservatori, invece hanno ottenuto di scongiurare l’innalzamento delle tasse, almeno fino al 2017. Inoltre, persone nate ed educate in Germania che hanno anche un passaporto da un Paese extracomunitario non verranno più obbligati a scegliere una cittadinanza. Sarà poi possibile, a partire da gennaio, andare in pensione a 63 anni, con almeno 45 anni di contributi, come richiesto dalla Spd, e le pensioni saranno aumentate per le madri con figli nati prima del 1992, come richiesto dalla Cdu-Csu. Un compromesso è stato anche raggiunto sulle energie rinnovabili, che entro il 2030 dovranno costituire tra il 55 e il 60% dell’intera rete.

I negoziatori hanno reso noto che i partiti non decideranno i ruoli nel nuovo governo fino a quando i socialdemocratici non avranno approvato l’accordo. Ciò potrebbe presentare delle difficoltà, perché la grande coalizione non è gradita alla base della Spd. Ma è stato già stabilito che alla Cdu andrebbero cinque dicasteri, oltre all’incarico del capo della cancelleria, diverso da quello di cancelliere. La Spd avrebbe sei ministeri e la Csu tre.